Illuminazione pubblica

Anche se la pubblica illuminazione non ha il peso più rilevante sul bilancio energetico del nostro paese, sicuramente ha una valenza non trascurabile: gli impianti funzionano per circa 4.000 ore l’anno, incidendo notevolmente sulla bolletta energetica a carico dell’amministrazione pubblica.

Il costo dell’illuminazione pubblica si aggira fra il 15 ed il 25% del totale delle spese energetiche di un Ente Locale e si può avvicinare al 50% di quelle elettriche. Attualmente, accanto all’esigenza di migliorare l’efficienza energetica degli impianti luminosi, si pone anche il problema della riduzione dello spreco del flusso luminoso e dell’armonizzazione delle strutture con l’ambiente circostante. Tutto, chiaramente, va fatto nel rispetto delle norme vigenti per i vari scenari possibili. Il controllo dei consumi energetici degli impianti di illuminazione è quindi essenziale per massimizzare l’efficienza e ridurre al minimo i costi, mantenendo allo stesso tempo i livelli prestazionali e di comfort.

Gli interventi di riqualificazione dell’illuminazione pubblica rientrano inoltre nella I tipologia di Titoli di Efficienza Energetica, in quanto comportano una riduzione dei consumi di energia elettrica per l’Ente Pubblico o l’Amministrazione.

È da sottolineare come il concetto di efficienza nella pubblica illuminazione sta nel rapporto tra le prestazioni utili e le risorse impiegate: l’impianto che illumina eccessivamente rispetto alle prestazioni necessarie non fa niente di utile. Una buona pratica nella gestione dell’energia comporta quindi non soltanto l’efficientamento dei componenti, ma anche un funzionamento sotto controllo e soprattutto utile.

Nell’ambito della pubblica illuminazione, il regolamento CE 245/2009 definisce le “specifiche per la progettazione ecocompatibile di lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, lampade a scarica ad alta intensità, alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade”. Scopo del suddetto regolamento, con cui è stata recepita la direttiva europea EuP (Energy usng products) 2005/32/EC modificata e integrata dalla direttiva ECODESIGN 2009/125/EC è favorire l’installazione, per la pubblica illuminazione, di tecnologie più efficienti che riducano i consumi energetici. Il regolamento, diviso in cinque fasi di cui tre principali e due intermedie, riduce progressivamente nel tempo la diffusione sul mercato europeo di tecnologie ormai obsolete per l’elevato utilizzo di energia corrispondente. In particolare, a partire dal 2015 saranno bandite dal mercato europeo le lampade a vapori di mercurio e le lampade a sodio ad alta pressione per diretta sostituzione di quelle a vapori di mercurio.

Principali tipologie di lampade

Per realizzare un impianto di illuminazione secondo i criteri di efficienza ed economicità è necessaria una scelta delle tecnologie più appropriate, e le lampade ne sono sicuramente una parte essenziale. Le principali tipologie impiegate nella pubblica illuminazione sono:

  • lampade al sodio a bassa pressione: garantiscono il contrasto visivo anche in caso di nebbia e foschia, ma sono sempre meno utilizzate a causa della loro colorazione non ottimale;
  • lampade al sodio ad alta pressione (SAP): aumentando la pressione, il vapore di sodio si allontana dallo stato di gas ideale ed aumenta il suo spettro di emissione. Presentano rendimento e durata della vita elevati, e l’elevato flusso luminoso permette di installare un minor numero di apparecchi;
  • lampade a ioduri metallici: l’introduzione di ioduri metallici migliora la resa cromatica delle lampade al sodio, ottenendo una temperatura di colore molto elevata. A fronte di un’ottima resa cromatica, presentano scarsa efficienza luminosa e breve durata;
  • lampade a vapori di mercurio ad alta pressione: questo tipo di lampada è sempre più in disuso a causa di scarsa efficienza, breve durata e difficoltà di smaltimento concernenti la presenza di mercurio (riguardo la quale si è espressa anche una direttiva comunitaria che vieta l’uso di tali sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche). Come detto a partire dal 2015 queste lampade sono state bandite dal mercato europeo;
  • lampade a LED: come nell’illuminazione per interni, anche in questo campo la tecnologia a LED è quella che presenta i maggiori vantaggi. Per l’illuminazione pubblica in particolare consente di ottenere luce bianca, ottimale per questa applicazione. Le migliori efficienze dei LED bianchi sono attualmente ottenute per temperature di colore molto elevate (dell’ordine di 5700 K) che possono presentarsi vantaggiosi per l’illuminazione esterna.

Nell’ambito degli interventi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici dei dispositivi della pubblica illuminazione si segnalano, riguardo la sostituzione delle lampade, quelli di rimpiazzo delle vecchie lampade con lampade a LED, particolarmente interessanti perché, sagomando opportunamente il corpo luminoso è possibile ridurre le dispersioni di luce fuori delle zone di interesse. Si sottolinea come le lampade attuali abbiano raggiunto rese cromatiche e durate eccellenti. Per quanto riguarda gli alimentatori è bene optare per quelli elettronici, che consentono di ridurre i consumi di energia elettrica (fra il 5 ed il 10%), di migliorare il funzionamento della lampada grazie alla frequenza di alimentazione più elevata e di conseguire maggiori durate rispetto a quelli magnetici.
La corretta scelta dei corpi illuminanti permette di ottimizzare la distribuzione del flusso luminoso, il rendimento di riflessione e la manutenzione. A tal fine oltre alla geometria giocano un ruolo importante i materiali.

La comunità europea ha avviato il progetto GreenLight per promuovere l’illuminazione efficiente (interni ed esterni). Lo schema non prevede contributi, in quanto gli interventi si ripagano velocemente da soli, ma offre la possibilità di fregiarsi dell’apposito logo e di venire pubblicizzati nel sito web del progetto ed in occasione di vari eventi e manifestazioni.

Il sito www.eu-greenlight.org offre una panoramica delle varie tecnologie disponibili e consigli sulla corretta installazione. E’ inoltre presente un elenco di ESCO che operano nel settore e che hanno aderito al progetto come partner.

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