Atti del convegno al Key Energy 2007: “I certificati bianchi verso la maturità”

Rimini, 9 novembre 2007

Fare il punto della situazione sui certificati bianchi e sul loro reale attecchimento nel mercato energetico nazionale è stato l’obiettivo chiave del convegno. Al tavolo dei relatori si sono alternati rappresentati istituzionali, dei distribuiti ed enti di ricerca, che hanno evidenziato come ancora sussistono delle criticità forti e limitanti il meccanismo previsto dai DM del 20 luglio 2004. Nonostante ciò durante l’incontro si sono fatte strada prospettive positive per il futuro come la nuova normativa in elaborazione.

L’ing. Di Santo (FIRE) ha aperto i lavori, presentando brevemente la Federazione, il sito web, le attività rivolte agli associati e le motivazioni del convegno. Ha quindi delineato le principali caratteristiche del mercato dei titoli di efficienza energetica (TEE) tracciato dal meccanismo previsto dai D.M. del 20 luglio 2004, mostrando i dati principali tratti dal recente rapporto dell’Autorità e sottolineando l’importanza delle ESCO (al 31 maggio 2007 presso l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas erano accreditati 919 soggetti). A tale proposito Di Santo ha anche evidenziato le problematiche che si trovano ad affrontare le “giovani” ESCO, al di là del dispositivo dei certificati, come la difficoltà di accedere ai finanziamenti bancari o il problema delle reti interne di utenza. Di interesse comune è l’intervento del legislatore, previsto a breve, che mira a per potenziare l’efficacia dei TEE. Di Santo ha ricordato l’obiettivo ambizioso del 20/20/20 previsto dall’UE che comporterà per l’Italia un impegno notevole al fine di stare al passo con le sfide proposte. Il principale strumento a disposizione è proprio quello dei certificati bianchi. Dal punto di vista pratico l’obiettivo del meccanismo è quello di dare un contributo aggiuntivo al flusso di cassa normalmente generato dal risparmio in bolletta. I TEE possono essere accumulati con altri strumenti di incentivazione, come fondi regionali o comunitari (non con il conto energia).

In rappresentanza del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) è intervenuto l’ing. Stefano Alaimo che ha illustrato gli esiti del mercato su cui avvengono una parte delle contrattazioni, esponendo alcune considerazioni e proposte per risolvere le inefficienze del mercato. Al 19 ottobre 2007 sono stati iscritti al Registro circa 182 operatori (tra Esco, distributori e traders), di cui 145 ammessi al mercato, mentre sono stati emessi 1.212.353 TEE. Attualmente c’è una situazione di eccesso di offerta di titoli rispetto a quelli previsti dall’obbligo, situazione che si ripercuote sui prezzi di mercato. Alaimo punta poi l’attenzione sui diversi aspetti critici che bloccano il mercato tra cui l’oligopsonio, ossia la presenza di pochi operatori lato domanda con forte potere contrattuale, o gli biettivi di risparmio insufficienti rispetto ai titoli emessi.

Il terzo intervento è stato dell’ing. Daniele Novelli (MSE) che ha presentato una panoramica sul quadro normativo e sulle novità in fase di elaborazione e soprattutto le prospettive di crescita del meccanismo dei TEE, in merito alle quali il rappresentante del Ministero ha annunciato le novità previste nel nuovo decreto in fase di emanazione. Novelli prospetta un quadro incoraggiante per gli investimenti e per il settore anche grazie agli obiettivi dati dal Consiglio d’Europa nella scorsa primavera. Gli obiettivi europei, salvo quelli collegati alla riduzione dei consumi, sono soggetti al Burden Sharing, quindi si determinerà in che modalità l’Italia dovrà contribuire al raggiungimento degli obiettivi vincolanti e dunque sanzionanti del 20/20/20. Novelli ha quindi delineato la strategia complessiva di promozione dell’efficienza energetica, tra cui: i certificati bianchi, la finanziaria 2007 e il ddl finanziaria 2008, i fondi strutturali energia, per i quali è previsto un impegno complessivo di 2.400 M€ ed Industria 2015, programma che mira a promozione iniziative industriali su efficienza energetica e fonti rinnovabili, per cui è determinato un impegno complessivo di 350 M€.

È quindi intervenuto l’ing. Rino Romani dell’ENEA, a spiegare il ruolo dell’Ente nel meccanismo. cL’Ente dal gennaio 2006 fornisce supporto tecnico scientifico all’AEEG nelle attività di valutazione e certificazione dei risparmi energetici conseguiti o conseguibili dai distributori di gas o energia elettrica, dalle ESCO e dai consumatori finali. Tra le attività è già partita quella relativa alla verifica tecnica finalizzata alla quantificazione dei risparmi conseguiti dai progetti: sono state presentate circa 150 proposte di progetto di programma di misura con oltre 300 richieste di certificazione di progetti standardizzati o analitici. Per ciò che riguarda il metodo a consuntivo, esso è utilizzato quando non sono disponibili schede tecniche di valutazione standardizzata o analitica e per progetti composti da interventi eterogenei per metodo di valutazione, da realizzarsi presso un unico cliente. Tra le criticità indicate da Romani si evidenzia la scarsità di informazioni presenti in molti progetti sottoposti all’ENEA (variabile che ne determina complessità nella valutazione) e la presenza di dati non corretti, fattori che costringono a richieste di integrazioni che allungano il processo di accettazione delle domande.

In rappresentanza dei distributori è intervento l’ing. Claudio Artioli di Hera che ha espresso alcune considerazioni sul meccanismo, evidenziando le difficoltà incontrate dagli attori che agiscono all’interno del mercato. L’intento di un’azienda come Hera è quello di ragionare sull’efficienza energetica facendone un punto di forza, realizzando ad esempio 13 impianti cogenerativi, di idroelettrico da piccolo salto, recupero di calore da geotermia o da termovalorizzatori; la prospettiva è quella di allargare il campo d’azione poiché è ciò che chiede la normativa e il meccanismo dei certificati bianchi. Ciò è possibile realizzarlo con gli accordi bilaterali. Il sistema, sottolinea Artioli è caratterizzato da incombenze burocratiche che non rendono immediata l’applicazione e l’ottenimento delle agevolazioni ed è uno dei motivi per cui i sistemi incentivanti non decollano.

Ha preso quindi la parola il dott. Gianfranco Graziotti di AssoEsco che ha sottolineato le caratteristiche proprie di una Esco e nello specifico la capacità di operare effettivamente come Energy Service Company. L’obiettivo di una ESCO è quello di realizzare lavori e ciò comporta creare un volano di attività benefico sia per l’imprenditoria sia per l’industria che produce le tecnologie istallate presso le strutture pubbliche o private. Altro elemento identificativo di una ESCO è il finanziamento tramite terzi. Ad oggi il numero di aziende accreditate presso l’AEEG sono circa 900, ma solo un centinaio operano come ESCO, in molti casi si tratta di semplici studi professionali o aziende di altra natura che si accreditano. Le ESCO inoltre tendono a non crescere, a non attecchire nel mercato italiano, ciò dipende anche dal valore dei TEE e dalla troppa burocrazia esistente (esempio delle detrazioni al 55% previste dalla Finanziaria 2007),oltreché dalla difficoltà per i soggetti nuovi entrati di accedere al credito.

L’ing. Mario Gamberale di AzzeroCO2 ha chiuso i lavori convengistici riallacciandosi all’intervento di Graziotti da cui si evince che ad oggi il meccanismo non è un’opportunità per le ESCO, anche rispetto ai distributori che comunque ottengono un rimborso tariffario per le tonnellate di petrolio risparmiato. Per le ESCO ciò non accade. Oggi, il meccanismo pensato per essere un sistema di cap end trade e per premiare la migliore tecnologia disponibile, in realtà premia proprio questa, ossia le lampadine. Un altro dei problemi centrali è quello dell’addizionalità e della lentezza delle istituzioni nel rispondere alle richieste delle ESCO. Ma il meccanismo, afferma Gamberane, è modificabile con vari strumenti, coem il decreto annunciato dal MSE, che corregge gran parte delle anomalie; molto potrà fare anche l’AEEG. Ad oggi di positivo c’è che questo è un meccanismo permanente di incentivazione del risparmio energetico, che è molto più importante ad esempio di un incentivo in conto capitale. Inoltre premia la migliore tecnologia (sarebbe però meglio eliminare dal processo incentivante quelle tecnologie che non si ritengono opportunamente incentivabili).

Nel dibattito è emerso in particolare l’esigenza di pubblicare nuove schede di valutazione semplificata e/o di semplificare la presentazione di progetti a consuntivo. Molti operatori lamentano di non aver ricevuto risposte a proposte di schede presentate all’Autorità uno o due anni fa. Il miglioramento della comunicazione con il regolatore è considerato una priorità da molte parti. È emerso poi che sono nate varie misure di accompagnamento all’incentivazione, che supportano la riuscita stessa delle iniziative incentivanti. Ci dovrebbe essere una maggiore attenzione anche al monitoraggio per poter poi intervenite in modo più determinante.

Il meccanismo dei TEE: alcuni dati– Dario Di Santo, FIRE

Il Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica organizzato dal GME: primi risultati e possibili correttivi– Stefano Alaimo, Gestore Servizi Elettrici

Il meccanismo dei Titoli di efficienza energetica: prospettive future– Daniele Novelli, Ministero dello Sviluppo Economico

La presentazione di progetti a consuntivo– Rino Romani, ENEA

I distributori e il meccanismo: un esempio– Claudio Artioli, HERA

Titoli di efficienza energetica: analisi critica e proposte– Mario Gamberale, AzzeroCO2