Quadro sintetico delle imposte sull’energia elettrica

 

 

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NOTE
(1)Art. 1 D.M. 30/12/2011
(2)Ai sensi della circolare del Ministero delle Finanze n. 82/E del 7 aprile 1999 l’IVA dovuta è pari al 10% per caserme,
scuole, asili, case di riposo, conventi, orfanotrofi, brefotrofi, carceri mandamentali ed altri impieghi che ospitano
collettività per i quali sia ravvisabile l’uso domestico.
(4) L’esenzione dall’imposta erariale per consumi mensili superiori a 1.200 MWh vale solo per gli opifici industriali.
Nella categoria altri usi rientrano anche quelli esenti da sovrapprezzo termico e l’energia autoconsumata dalle imprese di
autoproduzione. In questo caso, in particolare:
il limite di 200.000 kWh è raggiunto calcolando, ai fini della determinazione del quantitativo consumato, l’energia
elettrica autoprodotta e quella acquistata;
all’energia riconsegnata in conto di scambio per usi domestici devono essere applicate le aliquote previste per tali usi.
(5)Le Province possono elevare le aliquote fino ad un massimo di 1,1400 c€/kWh.
(**) A decorrere dal 1° ottobre 2013, l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto del 21 per cento e’ rideterminata nella misura del 22 per cento secondo quanto disposto dal Decreto-legge del 6 luglio 2011 n. 98 – Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2011 – Nota: Convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011 n. 111.