Pubblicato il Rapporto FIRE-CEI-CTI 2016 sulla ISO 50001

Il numero dei certificati in Italia è cresciuto molto da quando la norma è stata introdotta, le primissime aziende certificate probabilmente avevano già avuto un primo contatto con la precedente EN 16001 e hanno trovato naturale adeguare il loro sistema ai nuovi requisiti della ISO 50001. Nel tempo questo numero è aumentato e nell’ultimo anno ha subito un’ulteriore accelerazione, come detto in precedenza, in parte per via dell’obbligo per le grandi imprese di effettuare diagnosi energetiche ogni quattro anni. Un SGE certificato ISO 50001 comporta indubbiamente un grande valore aggiunto per tutte quelle organizzazioni, private o pubbliche, che decidano di implementarlo: non solo infatti consente di realizzare dei consistenti risparmi energetici, ma permette di avviare nel tempo un approccio olistico e integrato fra energia e core business a beneficio della competitività, grazie al coinvolgimento delle diverse funzioni aziendali.

Ovviamente la norma tecnica non è perfetta e necessita di alcuni miglioramenti che potranno essere applicati già all’atto della revisione della norma al momento in corso. In particolare dall’indagine sembra emergere che sarebbe utile porre maggiore enfasi al coinvolgimento delle diverse funzioni dell’organizzazione nelle attività legate all’SGE, alla comunicazione esterna e interna, e in generale a una migliore definizione di una serie di aspetti.

Sarebbe inoltre opportuno introdurre anche in Italia uno schema di supporto per chi si certifica ISO 50001. Per le PMI sono previsti incentivi in conto capitale in attuazione del D.Lgs. 102/2014, che presto dovrebbero diventare disponibili a partire da Lombardia e Sicilia. Per gli altri soggetti si potrebbe pensare di dare la possibilità di ottenere i certificati bianchi sulla base dei risparmi globali conseguiti, purché in presenza di protocolli di misura e verifica come l’IPMVP o di considerare un fattore premiante per i progetti presentati da soggetti certificati ISO 50001. Ciò consentirebbe di premiare solo le applicazioni più performanti. si evince come vi sia un elevato tasso di soddisfazione sia verso l’adozione del Sistema di Gestione che verso la certificazione. Solamente il 2% del campione è rimasto deluso e non se la sentirebbe di consigliarne l’implementazione a terzi.

FIRE, CEI e CTI hanno in programma un approfondimento dei temi di maggiore interesse dell’indagine, volto a definire con chiarezza gli strumenti utili per diffondere ulteriormente la norma e garantire una migliore applicazione della stessa.

Nell’appendice dello Studio sono riportate le organizzazioni certificate ISO 50001 in Italia. Tale censimento è stato realizzato grazie ai dati presenti sul database di Accredia e alle nomine del Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. I dati sono aggiornati a giugno 2016.

Ufficio comunicazione

Micaela Ancora

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