Meccanismo dei certificati bianchi (D.M. 11 gennaio 2017)

Lo schema dei certificati bianchi è stato creato con un doppio scopo:  

  • fissare degli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica per il sistema Paese;
  • consentire di incentivare con indice di costo-efficacia ottimale gli  interventi di efficientamento energetico in tutti i settori e per la maggior parte delle tecnologie disponibili.

Gli elementi fondanti dello schema sono:

  • i TEE vengono riconosciuti per un numero di anni di vita utile compreso tra 3 e 10 anni;
  • i distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50.000 utenti serviti, ossia i soggetti sottoposti all’obbligo, che rappresentano la domanda di TEE sul mercato;
  • i soggetti che possono ottenere i certificati bianchi e venderli ai soggetti obbligati per ricavarne un incentivo, chiamati soggetti volontari (sono ad esempio gli utenti finali che nominino un EGE certificato, le ESCO certificate e i distributori non obbligati);
  • l’andamento di domanda e offerta dei TEE sul mercato;
  • la presenza di un obiettivo annuale crescente, che supporta lo sviluppo della green economy e la riduzione dei consumi finali di energia.

Per quanto riguarda l’aspetto incentivante, lo schema prevede che ad ogni progetto che venga presentato e approvato sia riconosciuto un numero di certificati bianchi corrispondente al risparmio addizionale conseguito. Il risparmio addizionale è definito come “la differenza, in termini di energia primaria (espressa in TEP), fra il consumo di baseline e il consumo energetico conseguente alla realizzazione di un progetto. Tale risparmio è determinato, con riferimento al medesimo servizio reso, assicurando una normalizzazione delle condizioni che influiscono sul consumo energetico”.

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