Interventi di efficienza energetica per l’involucro edilizio

Il consumo energetico del patrimonio immobiliare italiano rappresenta una buona fetta dei consumi nazionali, l’energia termica impegna infatti  il 15% dei consumi totali e l’elettricità circa il 20%. Per avere un’ idea semplice e schematica  dei consumi medi di una abitazione di circa 80 m2 si può osservare la figura 1: appare evidente come gli elettrodomestici rappresentino la fetta maggiore dei consumi elettrici mentre in merito all’energia termica la voce preponderante è il riscaldamento.

Figura 1. Consumi abitazione [Fonte: Energy Efficiency Report 2013]

Figura 1. Consumi abitazione [Fonte: Energy Efficiency Report 2013]

Esistono molteplici interventi di efficienza energetica per l’involucro edilizio, gestionali e/o tecnici, che possono aiutare ad aumentare l’efficienza del “sistema edificio” e concorrere ad ottenere benefici economici ed ambientali rilevanti, in particolare:

Gestionali:

  • Revisione della contrattualistica con il gestore della rete
  • Routines virtuose degli utenti finali

Tecnici:

  • Isolamento e ventilazione delle pareti (e.g. cappotto termico)

Il cappotto termico è un semplice intervento che consente di ridurre drasticamente i ponti termici, specialmente in corrispondenza di tutti quegli elementi dotati di una resistenza termica particolare. Tale intervento ha un duale beneficio: l’inverno consente al calore di rimanere all’interno dell’edificio e durante l’estate si frappone alla calda radiazione solare, garantendo cosi un microclima confortevole in tutte le stagioni.

superfici opache EER

Figura 2. Schema riassuntivo superfici opache [Fonte: Energy Efficiency Report 2013]

  • Copertura ventilata a falda

Una copertura poco efficiente può essere responsabile fino al 30% delle dispersioni energetiche, nel caso di piccole unità abitative; la costruzione di una copertura di tipo ventilato permetterebbe dunque di ridurre in modo sostanziale queste perdite. E’ una tecnica avanzata, ma anche affidabile e già collaudata.

  • Isolamento delle pareti trasparenti (e.g. doppi vetri, ecc)

I vetri sono una parte fondamentale di una abitazione in termini di opportunità di efficienza energetica; tramite essi può essere disperso fino ad 1/3 del calore in inverno e di freddo in estate. Sul mercato esistono alcune soluzioni, come ad esempio i doppi vetri o le vetrature con intercapedine (al cui interno è presente un gas isolante), che permettono di ridurre drasticamente la trasmittanza termica.

chiusure vetrate EER

Figura 3. Schema riassuntivo chiusure vetrate [Fonte: Energy Efficiency Report 2013]

Un impianto solare termico permette di convertire la radiazione solare in calore utile; con le dovute accortezze e con un corretto dimensionamento dell’impianto, è possibile coprire fino all’ 80% del fabbisogno di ACS annuo e del 30% del riscaldamento, in tal modo si abbattono i costi relativi al consumo di gas o energia elettrica e le emissioni inquinanti relative.

Solare termico EER

Figura 4. Schema riassuntivo del solare termico [Fonte: Energy Efficiency Report 2013]

La caldaia è il cuore dell’impianto di riscaldamento di un edificio, in quanto in essa viene bruciato il combustibile. Oggigiorno esiste una classe di caldaie, denominate ” a condensazione” che sono caratterizzate da una elevata efficienza (circa 99% contro 85% di una caldaia classica) grazie al recupero di una quota parte di calore dai fumi di scarico che vengono riutilizzati in modo efficiente.

Caldaia condensazione EER

Figura 5. Schema riassuntivo caldaie a condensazione [Fonte: Energy Efficiency Report 2013]

  • Contabilizzazione e monitoraggio dei consumi energetici

Essere coscienti dei propri consumi è il primo passo da effettuare per ottenere la giusta consapevolezza dei nostri “comportamenti energetici” ed iniziare quindi a pensare ad interventi di efficienza energetica. In questo periodo sono in fase di sviluppo dei smart meters (Smart Info) in grado di assolvere a questo compito e si spera che presto saranno a disposizione di tutti; intanto, dal 2016 ogni condominio dovrà dotarsi di valvole termostatiche e di ripartitori elettronici del calore per il conteggio dei consumi pro-capite di ogni singolo condomino.

L’illuminazione a Led è forse l’intervento più facile da eseguire e, se ben applicato, consente di ottenere discreti risultati in funzione dell’effettivo utilizzo di queste lampade.

LED EER

Figura 6. Schema riassuntivo illuminazione [Fonte: Energy Efficiency Report 2013]

Le pompe di calore possono riscaldare un ambiente garantendo un efficienza molto elevata, e se reversibili, possono anche raffrescare durante l’estate. Esistono diverse tipologie in funzione del meccanismo di funzionamento (ad assorbimento o elettrica) e del tipo di sorgente adottata (acqua, aria, terreno).

 I vecchi radiatori (o termosifoni) presenti nella maggior parte degli appartamenti potrebbero essere sostituiti con tecnologie più efficienti. Ad esempio, se è presente una caldaia a condensazione sarebbe molto indicato adottare dei pannelli radianti in quanto, avendo una superficie di scambio termico maggiore rispetto al radiatore, hanno bisogno di un fluido termovettore a temperatura inferiore che passi dentro i fasci tubieri. Inoltre, i pannelli radianti garantiscono una migliore ed omogenea diffusione del calore all’interno dell’ambiente garantendo cosi un microclima più piacevole.

La cogenerazione consente di produrre, in modo combinato, sia energia elettrica che termica utilizzando un solo combustibile. In questo modo aumenta l’indipendenza energetica dell’impianto, si riducono le emissioni di COa parità di consumi e si riduce drasticamente il consumo di energia primaria rispetto alla produzione separata di energia elettrica e termica.

Si ricorda, inoltre, che per determinati interventi di efficientamento energetico sono previsti degli specifici incentivi.

Molti edifici residenziali sono caratterizzati da un eccessivo riscaldamento in inverno e da una forte climatizzazione in estate; se si aggiunge poi il problema dell’età di gran parte del patrimonio immobiliare del nostro paese, caratterizzato da tecnologie superate e/o metodi costruttivi non sempre a regola d’arte, è evidente quanto sia importante focalizzare l’attenzione sulla riqualificazione di questo settore. A conferma di ciò, sarebbe sufficiente effettuare una passeggiata per le vie cittadine per osservare attraverso una termocamera i ponti termici presenti (il ponte termico è una zona caratterizzata da un forte differenza di temperatura rispetto alle aree limitrofe visibili sulle facciate: spesso sono presenti in prossimità di travi e pilastri a causa della differente resistenza termica di questi materiali).

Si riporta di seguito un’immagine riassuntiva di quanto detto sopra:

interventi settore civile

Figura 7. Interventi nel settore civile

Edifici ad Energia quasi zero (NZEB – Net Zero Energy Buildings)

Secondo la normativa europea (direttiva 2010/31/UE), l’edificio ad energia quasi zero, è “un edificio ad altissima prestazione energetica […] con un fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo, coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta all’interno del confine del sistema”. Un edificio ad energia quasi zero è caratterizzato quindi da valori di trasmittanza termica molto stringenti e il 35% del fabbisogno complessivo dovrà essere garantito da fonti rinnovabili (successivamente 50%)

Dal 1 Gennaio 2019, gli edifici di nuova costruzione occupati dalla Pubblica Amministrazione e di proprietà di quest’ultima, dovranno rientrare nella definizione appena data, mentre per gli edifici privati ciò vale dal  1 Gennaio 2021.

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