Imposte sui combustibili

In base al D. Lgs. 26 ottobre 1995 n. 504, i combustibili petroliferi sono gravati da un’accisa stabilita in funzione sia dell’uso degli stessi, sia della modalità di utilizzo dell’energia consumata.
Per quanto riguarda il primo punto i parametri di fluidità e contenuto di zolfo dei prodotti petroliferi sono stati tipizzati. In alcuni casi, come ad esempio per il gasolio, l’aliquota dell’accisa gravante per gli usi di riscaldamento è stata equiparata a quella del gasolio per il trasporto.
Per il secondo aspetto si è assistito ad un cambiamento notevole negli ultimi anni. L’uso del carbone e l’impiego di combustibili per la produzione di elettricità erano infatti esentati dall’imposta. Questa situazione è stata però modificata nel 1998, quando la manovra di Finanza Pubblica 1999, attraverso la Legge finanziaria e due provvedimenti collegati, ha stabilito una correzione delle accise gravanti su carburanti e combustibili nota con il termine di carbon tax.

La Legge 388/2000 (finanziaria 2001) ha introdotto l’esenzione dall’accisa sul gasolio utilizzato per il riscaldamento di serre nelle attività agricole, mentre altre agevolazioni sono state introdotte dal Decreto Legge 1/10/2001 n. 356 e riguardano gasolio e GPL utilizzati in aree montane e reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa o energia geotermica (art. 5 e 6). Tali benefici sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2008 dalle Leggi Finanziarie finora emanate.

Di seguito sono riportate le imposte per la produzione di energia elettrica per le varie tipologie di combustibili, elaborazione di FIRE dei dati pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

 

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