European Union Emission Trading Scheme (EU ETS)

L’Unione Europea ha ratificato il Protocollo di Kyoto il 4 marzo 2002, ed ha attribuito a ciascuno Stato membro specifici obiettivi di riduzione (c.d. burden sharing agreement). Per l’Italia era stato stabilito che avrebbe dovuto ridurre, nel periodo 2008-2012, le proprie emissioni nazionali nella misura del 6,5% rispetto ai livelli del 1990; ciò significa che le emissioni dovevano passare dai 521 Mt del 1990 a 487 Mt. Considerato che nel 2000 le emissioni erano 546 Mt e che le emissioni tendenziali al 2010 corrispondevano a 580 Mt, il gap effettivo da colmare risultava essere di 93 Mt.

Nel presente articolo approfondiremo l’EU-ETS (European Union Emission Trading Scheme), regolato dalla Comunità Europea attraverso la Direttiva 2003/87/CE; i punti salienti di questo meccanismo sono:

  • Gli impianti riceveranno un quantitativo gratuito di permessi di emissione;
  • Gli impianti virtuosi che emetteranno meno di quanto avrebbero potuto potranno vendere le quote in eccesso;
  • Le quote vendute possono essere acquistate da impianti che riterranno più conveniente tale spesa rispetto ad azioni atte a ridurre le proprie emissioni.

 

 

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