Efficienza energetica nella Pubblica Amministrazione

L’Efficienza energetica nella Pubblica Amministrazione è un tassello molto importante per la questione energetica del nostro paese, ed è alla stregua degli altri settori (terziario e industriale). Uno dei tre punti principali della Direttiva Europea 2012/27/UE del 25/10/2012 sull’ Efficienza Energetica è proprio il ruolo esemplare che la PA sarà chiamata a tenere nei prossimi anni. La PA, infatti, a partire dal primo gennaio 2014, dovrà rinnovare annualmente almeno il 3% della superficie coperta utile dei suoi edifici, sia occupati sia di proprietà. La spesa per gli investimenti, quale elemento necessario per incrementare la competitività del sistema Paese, trova delle limitazioni nei vincoli di bilancio pubblico molto stringenti.  La strada per lo sviluppo di un reale mercato “pubblico” dell’efficienza energetica è ancora lunga, infatti, oltre ai freni di tipo economico-finanziario si riscontra nella Pubblica Amministrazione un deficit pluriennale di informazione e di competenze specifiche interne necessarie affinché l’efficienza energetica possa trovare sbocco nelle pratiche di gestione corrente delle attività pubbliche.

Oggi esistono alcuni meccanismi in grado di facilitare il processo decisionale di efficientamento energetico nella PA, nello specifico ci si riferisce agli Energy Perfomance Contract (e quindi alle ESCo) ed il partenariato pubblico privato (PPP). Si è soliti parlare di partenariato pubblico privato quando un servizio pubblico o un’opera pubblica sono realizzati grazie alla partecipazione attiva di alcuni soggetti privati, durante tutto il ciclo di vita dell’opera. A livello europeo ci sono state molteplici iniziative a supporto dello sviluppo di un mercato privato dell’efficienza energetica, con particolare riferimento alle partnership pubblico-private, previste nel nostro Paese dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 163/2006). Questo è infatti considerato un utile strumento che può stimolare la ripresa economica e sviluppare un mercato privato. Già nel 2009 la Commissione Europea, nell’ambito del VII Programma Quadro di ricerca, proponeva tre partenariati pubblico-privati (PPP) al fine di sollecitare la trasformazione verso un’economia più verde e sostenibile. Al termine della prima fase dei progetti PPP, vi erano barriere non tecnologiche che continuavano a frenare la diffusione industriale dei nuovi prodotti. Per questo, sono stati presentati nuovi piani pluriennali di partenariati pubblico-privati che identificano le priorità di ricerca per il periodo 2014-2020, come ad esempio Horizon 2020.

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