Atti workshop FIRE “Alla ricerca di modelli di business per l’efficienza energetica”

Milano, 13 Giugno 2013

Non mancano le risorse economiche per finanziare i progetti di efficientamento energetico. Le caratteristiche dei progetti di efficienza – in particolare la molteplicità delle soluzioni e la dimensione tipica degli investimenti – e la scarsa maturità di chi eroga il credito (carenza di valutatori tecnici) e di chi presenta i progetti (contrattualistica e analisi dei rischi assenti o insufficienti) frenano però l’erogazione del credito e rallentano lo sviluppo del mercato. Nuovi modelli non istituzionali si stanno affermando come alternativa in alcuni contesti. Di questo si è parlato al convegno organizzato dalla FIRE. 

 Necessità di confezionare adeguati prodotti finanziari, valutazione dell’incidenza del rischio nella predisposizione e realizzazione di un progetto e complessità del settore relativo all’efficienza energetica sono le principali variabili che oggigiorno influiscono nella bancabilità e realizzazione di interventi che puntano al risparmio energetico. Questi i principali spunti emersi dal convegno FIRE Alla ricerca di modelli di business per l’efficienza energetica, appuntamento che ha attratto l’interesse di molteplici operatori del settore sia del ramo operativo che finanziario.

Dopo aver introdotto la FIRE e le sue attività Dario Di Santo, direttore della Federazione, ha evidenziato che il problema finanziario è effettivamente una delle principali barriere nella organizzazione di un modello di business che punta ad obiettivi di efficienza energetica, ciò a causa di alcune variabili come la mancanza di un contesto antecedente a cui riferirsi, il dover spesso intervenire sul preesistente ed una adeguata gestione degli impianti. “L’efficienza prevede diverse e molteplici soluzioni che vanno dal cambio della lampadina agli interventi sul processo industriale” ha sottolineato Di Santo “Questa complessità si affronta ma richiede competenza e qualificazione. Soprattutto è opportuno che le imprese si dotino di sistemi di misura e gestione, in grado di portare diversi benefici e senza i quali è difficile accedere ai contratti a prestazioni garantite e al finanziamento tramite terzi”. Altro aspetto emerso è di carattere dimensionale: nelle grandi realtà tutte le forme di finanziamento di intervento sono attive, mentre è nei settori con realtà medio/piccole – ossia la maggior parte – che sorgono i problemi e subentra spesso il limite relativo alla bancabilità del progetto stesso. Una soluzione sarebbe quella di puntare su nuove strade come le cooperative, i fondi, i programmi della Banca Europea degli Investimenti (BEI) a cui bisogna arrivare proponendo progetti validi.

“È poi necessario uno sforzo di avvicinamento da parte delle banche e dei proponenti di progetti. Le prime per investire in questo settore devono acquisire competenze tecniche, altrimenti non si riusciranno a sviluppare linee di credito basate sul progetto, i secondi devono imparare a presentare progetti supportati da contrattualistica e gestione dei rischi adeguati, argomenti sui quali FIRE può essere di aiuto con le sue attività”, conclude Di Santo.

Interessanti esperienze e suggerimenti sono stati riportati dai relatori durante la tavola rotonda a cui hanno partecipato Mario Mauri di ENEL EnergiaGiuliano Mameli di FinmeccanicaIvan Mangialenti di REbuilding networkPietro Pacchione di GreenutilityThomas Miorin diHabitecPaola Rusconi di Mediocredito ItalianoAngelo Scaravonati di Rinnova Green EnergyMassimo Berka di Win Win Project e Sergio Zabot, che negli ultimi anni ha curato il progetto ELENA per la Provincia di Milano. È emerso come spesso i modelli di business si basano su partnership strategiche con vari attori (es. ESCO, banche o enti pubblici), che per muoversi ed arrivare al successo dell’intervento di efficientamento devono aver avviato accurati audit per conoscere i consumi del cliente, nonché annullare o rendere minimi i rischi legati al progetto per reperire i finanziamenti. I relatori di ENEL Energia e Finmeccanica hanno evidenziato l’importanza e l’opportunità di investire sulla misura. Rusconi di Mediocredito Italiano ha poi sottolineato come la mancanza di concessione del finanziamento spesso è legato alla carenza di dati affidabili, da cui derivare un’adeguata analisi dei rischi. “In assenza di progetti ben strutturati la banca valuta le richieste di finanziamento con riferimento al merito creditizio del cliente e al bilancio aziendale, e ciò rende più difficile l’accesso al credito, sia per l’utente finale, sia per le ESCO” ha sottolineato Rusconi.

Un ruolo nell’iter di realizzazione degli interventi lo rivestono gli Energy manager. All’interno di Finmeccanica tale figura è stata notevolmente valorizzata con la creazione di una rete che raggruppa i responsabili dei principali siti aziendali i quali sono chiamati a supportare eventuali strategie aziendali indirizzate alla realizzazione di interveti di efficientamento.

Un settore su cui si inizia ad investire è quello residenziale e nello specifico dei condomini, Mangialenti ha descritto il Rebuilding Network evidenziando come i modelli di business nel settore possono considerare anche la valorizzazione dell’immobile stesso, oltre all’efficienza energetica legata all’intervento, proponendo soluzioni integrate grazie ai partner capaci di produrre soluzioni che spaziano dall’involucro all’impiantistica.

Miorin  e Zabot si sono soffermati su buone pratiche nel settore pubblico, legate ai fondi della BEI e alle politiche della Provincia autonoma di Trento.

La mattinata ha dunque evidenziato una realtà che cresce e che parallelamente spinge per consolidarsi, l’importanza dell’affermazione delle Energy Service Company ne è un esempio, accanto all’evidenza che si ha bisogno di quadro normativo chiaro, spesso infatti il sistema stesso è bloccato da un fitto e contorto intreccio burocratico e dalla continua minaccia del cambio delle regole che mette a rischio in particolare gli investimenti in cogenerazione e rinnovabili.

 

Modelli di business per l’efficienza energetica  Dario Di Santo, FIRE
Efficienza Energetica: un nuovo paradigma nel mercato dell’energia  Mario Mauri, Enel Energia
Modello di Energy Management Finmeccanica – Giuliano Mameli, Finmeccanica
Un nuovo modello di business per la valorizzazione degli immobili esistenti– Ivan Mangialenti, REbuilding network
Alla ricerca di modelli di business per l’efficienza energetica. Esperienze a confronto– Pietro Pacchione, Greenutility
L’EPC per la riqualificazione energetica degli edifici. Il modello di Habitech– Thomas Miorin, Habitech
La finanziabilità dei progetti di efficienza energetica– Paola Rusconi, Mediocredito Italiano
Modelli di business per l’efficienza energetica Angelo Scaravonati, Rinnova Green Energy
Una boutique dell’efficienza energetica– Massimo Berka, Win Win Project
Come finanziare gli interventi sui patrimoni pubblici– Sergio Zabot