Atti conferenza FIRE “Contratti EPC per la riqualificazione energetica degli edifici e dei processi industriali”

EPC una risorsa ormai importante nell’epoca della riqualificazione e della green economy

Durante il convegno emerge la necessità di eliminare le barriere e le incongruenze ma l’EPC risulta comunque uno strumento applicabile e di successo

Bologna, ottobre 2016 – Perché riqualificare gli edifici? Sicuramente per questioni ambientali, e non da meno per ridurre i costi, migliorare la competitività, legarsi alla green economy. Riqualificare significa migliorare al meglio le risorse e l’energy performance contracting (EPC) è una chiave per realizzare casi di successo. Questo il messaggio lanciato durante il convegno annuale chiuso nella mattinata di oggi a Bologna e dedicato ai contratti EPC per la riqualificazione energetica degli edifici e dei processi industriali. L’energy performance contracting (EPC) è uno degli strumenti più interessanti per realizzare interventi di efficienza energetica nel settore pubblico e privato. Si tratta di riqualificare edifici e impianti attraverso un contratto di servizio energetico con contratto a garanzia dei risultati e canone collegato al livello di prestazione energetica raggiunta. Oltre a consentire di realizzare interventi complessi presso consumatori senza competenze tecniche (come famiglie e PMI), l’EPC favorisce il finanziamento tramite terzi, ossia la possibilità di ripagare l’impianto attraverso il canone di servizio. “La spinta promossa dalla direttiva sull’efficienza energetica, la diffusione di ESCO certificate secondo la norma UNI CEI 11352 e la comprensione del meccanismo da parte delle banche e dei fondi di investimento sta però creando le condizioni per una maggiore diffusione dell’EPC. Ciò consentirà di accelerare la riqualificazione di edifici e impianti industriali” ha affermato il direttore FIRE Dario Di Santo “purché si promuova una maggiore informazione sul tema e si sviluppino gli strumenti necessari: diagnosi energetiche, contrattualistica, protocolli di misura e verifica dei risparmi energetici (di cui il più affermato è l’IPMVP). FIRE segue dagli anni novanta questi argomenti valutandone andamenti e sviluppi e partecipando a progetti europei”.
Nella mattinata Giulia Centi dell’ENEA ha evidenziato come, nonostante l’EPC sia un contratto atipico e di non facile gestione, può portare benefici enormi. ENEA ha elaborato le linee guida per la predisposizione di contratto tipo (EPC), i cui aspetti principali riguardano la verifica dei raggiungimento dei livelli prestazionali previsti da contratto, il controllo ed il monitoraggio dei servizi per l’intera durata del contratto.
Il Dott. Chiopris di Roedl & Partner ha evidenziato che per poter considerare un EPC off balance sheet (cioè le spese sostenute possono essere trasferite nei bilanci delle ESCO) è necessario distinguere tra la sostanza dell’operazione e la forma del contratto. Ciò che conta dunque sono gli effetti contabili del contratto, non la sua forma, guardando ripartizione dei rischi e degli oneri finanziari.
Per facilitare il ricorso all’energy performance contracting (EPC) e il finanziamento tramite terzi dei progetti la FIRE ha avviato una collaborazione forte con EVO – l’organizzazione che promuove l’IPMVP, il più diffuso protocollo per la misura e verifica dei risparmi energetici, e la relativa certificazione per esperti (CMVP) – rendendo disponibile in Italiano la documentazione e avviando diverse iniziative informative e formative. Daniele Forni ha illustrato il protocollo nel dettaglio e descrivendo punto per punto l’utilizzo dello stesso. Esso è utile poiché è una misura codificata a livello internazionale ed è stato migliorato in fasi successive tenendo conto della sua applicazione sul campo. Nel mondo ci sono 4.000 esperti certificati CMVP. In Italia abbiamo pochi esperti certificati rispetto ad altri Paesi europei (Francia, Spagna, UK fanno meglio di noi, ad esempio).
La seconda parte della mattinata è stata dedicata alle buone pratiche di interventi tramite EPC.
L’ing. Andreoli di AESS Modena ha portato in sala alcune esperienze di applicazione di contratto EPC supportate da programmi europei (ELENA a Modena, Progetto Marte per gli ospedali nella regione Marche ed il progetto Lemon per la riqualificazione di 622 unità immobiliari di proprietà di ACER Reggio-Emilia e Parma). Di rilievo la realizzazione negli immobili interessati alla riqualificazione di diagnosi energetiche, essenziali per poi poter realizzare un intervento. L’approccio seguito dalla AESS consente di superare i vincoli dell’on-balance sheet che affliggono il PPP energetico dopo l’emanazione delle linee guida Eurostat nel 2015. L’ing. Belviglieri di EXCO ha descritto il caso di un data center di 2.000 m2, con costi energetici di intervento pari 841.000 €/anno, a cui è stato applicato un EPC a risultato garantito. Il saving effettivo è stato pari 563.000 Euro/anno. Sul fronte ESCO, l’ing. Bruno di Kairos ha illustrato in sala la realizzazione di alcuni interventi di successo nel campo dell’efficienza energetica in modalità EPC per il terziario, evidenziando gli strumenti di finanziamento utilizzati ed i modelli di intervento. L’ing. Dolf van Hattem, esperto certificato EGE e CMVP®, ha illustrato infine i risultati preliminari di un EPC in cinque comuni nella Provincia di Milano. Gli Interventi sono realizzati in 16 Comuni coinvolgendo più di 70 edifici, con un consumo energetico complessivo di 5.637 MWh elettrici e di 33.591 MWh termici.
 I risultati dei primi due anni di monitoraggio mostrano che sono stati ottenuti dei risparmi energetici notevoli e confermano i vantaggi economici per i bilanci comunali.
È stato quindi presentato il progetto europeo GuarantEE, che vede come partner italiano l’ENEA con la collaborazione di FIRE, che in particolare si occuperà di sviluppare modelli di business innovativi “triple win”, ossia con benefici per l’utente finale, il conduttore e la ESCO che collaborano nell’ambito di un contratto EPC. Sono inoltre stati illustrati i risultati dell’indagine condotta da ENEA e FIRE per identificare le principali problematiche e l’attuale conoscenza dello strumento.
Ultime considerazioni sulle principali barriere all’applicazione degli EPC: sebbene l’EPC non sia una soluzione nuova, visto che esiste da almeno vent’anni, la sua diffusione è stata ostacolata da alcune barriere come la mancanza di conoscenza, la carenza di operatori qualificati, l’indisponibilità di diagnosi energetiche per stabilire la baseline delle performance. Altra barriera è la mancanza di una flessibilità dei contratti EPC, anche nella durata contrattuale. Sul lato burocratico le linee guida Eurostat rendono l’approccio ai contratti di performance piuttosto problematico, in particolare per la necessità di raggiungere un costo dell’investimento superiore alla metà del valore degli immobili riqualificati. Incontri come questo, in cui si confrontano soggetti che hanno realizzato casi di successo, sono fondamentali per individuare le opportunità di azione e dare fiducia al mercato

Di seguito scaricabili le presentazioni dei relatori:

Riqualificazione energetica di edifici e processi: il ruolo degli EPC, Dario Di Santo – FIRE