Atti della Conferenza “Enermanagement: ISO 50001 ed Energy Management, È tempo di efficienza, fra sistemi di gestione e nuove tecnologie”

Milano, 10 Ottobre 2012

L’evento è stato organizzato da FIRE e da Gestione Energia Editoriale. I lavori sono stati aperti dal presidente della FIRE, il prof. Boffa. Successivamente ha preso la parola il Direttore della FIRE, Dario di Santo, che ha introdotto i lavori.

Nel primo intervento, Daniele Forni, responsabile tecnico della FIRE, ha riassunto gli articoli della futura direttiva europea dedicata all’efficienza energetica, che a breve sostituirà la 2006/32/CE, nei quali si parla di sistemi di gestione dell’energia. Si è soffermato su alcuni programmi nel mondo, volti a favorire la diffusione dei sistemi di gestione dell’energia e la realizzazione degli interventi di efficienza. In particolare l’esperienza australiana con l’obbligo di effettuare diagnosi energetiche nelle grandi industrie e di rendere pubbliche le opportunità di risparmio, individuate con gli audit energetici e workshop locali con le industrie per informare e diffondere le buone pratiche, etc. In Europa, l’Olanda è stato una dei primi Sstati ad introdurre i sistemi di gestione dell’energia attraverso gli accordi volontari. Il successo è stato tale che i sistemi di gestione sono diventati il fulcro del rilancio del settore di produzione della carta, grazie a un interessante approccio di settore, con un gruppo di esperti che ha deciso come sviluppare il sistema di gestione. L’approccio collaborativo continua anche dopo l’implementazione, con il “friendly audit” in cui un gruppo di tecnici di più compagnie, visita gli stabilimenti.

Nel secondo intervento Antonio Panvini del CTI ha sottolineato che le norme devono essere uno strumento per offrire maggiori opportunità agli operatori del settore. Partendo dalla descrizione dell’art. 16 del D.Lgs. 115/08 ha evidenziato come l’Italia è avanti rispetto agli altri Stati europei nelle procedure di certificazione e qualificazione così come richiesto dalla futura direttiva sull’efficienza energetica, ma i decreti attuativi che dovrebbero avviare i sistemi di certificazione volontaria tra gli operatori non sono ancora stati emanati. Altro aspetto sul quale Panvini è più volte tornato, è l’utilità delle norme, evidenziando cosa succederebbe se non ci fossero le norme a fornire indicazioni al mercato. La norma UNI CEI EN 15900 sui servizi di efficienza energetica individua le principali fasi del processo di fornitura del servizio e richiede al fornitore di dichiarare se il miglioramento è garantito o non garantito. Lo schema della EN 15900 rispecchia di fatto lo schema di implementazione di un sistema di gestione dell’energia. Un altro strumento è il rapporto tecnico sulla diagnosi energetiche, UNI/TR 11428, che individua i requisiti fondamentali per l’esecuzione di una corretta diagnosi energetica. A breve tale documento verrà aggiornato, a seguito dell’evoluzione normativa a livello europeo e mondiale. Infine la UNI CEI 11352 sulle ESCo descrive i servizi che deve offrire una ESCo, i requisiti che debbono avere le società che offrono servizi di efficienza energetica, individua i contenuti minimi dell’offerta da presentare al cliente. La nuova versione, attualmente allo studio, conterrà indicazioni anche su come qualificare il servizio offerto. A differenza della norma europea EN 15900, la norma nazionale chiede al fornitore di offrire anche la garanzia del risultato.

Si è passato poi alla tavola rotonda che ha visto protagonisti esponenti di ENEA e Associazioni di categoria che hanno illustrato le relative proposte dedicate al tema della Conferenza.

Andrea Mutti, del CESTEC, ha illustrato le azioni della Regione Lombardia sui temi della gestione dell’energia e dell’energy management. In particolare il CESTEC è presente sui tavoli normativi che hanno prodotto le norme in questione. Un’azione forte per la promozione delle norme è avvenuta con l’inserimento di punteggi premianti per le aziende certificate ISO 14001 e ISO 50001 in alcuni bandi in sostituzione della ISO 9001 sulla qualità. Inoltre con il programma TREND sono stati svolti circa 400 audit nelle PMI di cui in circa 100 sono stati finanziati gli interventi con tempi di ritorno da 1 a 4 anni. In conclusione ha presentato i punti cardine nel nuovo PEAR: riqualificazione del parco edilizio e miglioramento dell’efficienza energetica nei processi, all’interno dei quali avranno un ruolo di rilievo le norme sui sistemi di gestione e sugli operatori: ESCo ed esperti in gestione dell’energia (EGE).

Nino Di Franco dell’ENEA ha parlato dei risultati del meccanismo dei certificati bianchi e della proposta ENEA di legare questa forma di incentivo alle norme sui sistemi di gestione dell’energia. Dopo aver chiarito come quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi benefici e aver evidenziato alcune criticità sull’introduzione del coefficiente moltiplicativo tau che tiene conto della vita tecnica della tecnologia, si è soffermato sulle proposte ENEA che vertono su una nuova incentivazione ad aziende che intraprendono un percorso di certificazione. Se un soggetto fa una proposta di progetto per ottenere i TEE e dimostra di essere certificato ai sensi di una delle norme precedenti, allora dovrebbe essere premiato con gli stessi effetti che oggi si hanno con il tau.

Vittorio Biondi di Assolombarda ha presentato le azioni per promuovere l’efficienza energetica dell’associazione. Tra queste un servizio di consulenza sulla fornitura di energia elettrica, in particolare sulla lettura della bolletta elettrica, sulla valutazione delle offerte commerciali per la fornitura di energia elettrica e gas e un’attività di confronto delle offerte commerciali e contratti con imprese di fornitura associate ad Assolombarda. Una risposta sui servizi è indirizzata anche alle aziende che invece su questi temi basano il loro business. Sono state censite circa 400 imprese che operano nelle varie filiere della green economy con il risultato di circa 30.000 addetti solo nell’area metropolitana milanese. Per supportare, organizzare e rappresentare queste aziende è stato sviluppato il green economy network.

Francesca Sabatini di Confartigianato ha riportato le osservazioni della confederazione alla strategia energetica nazionale. Primo passo è la costruzione di una filiera dell’efficienza energetica che porta benefici occupazionali sul territorio: bisogna valorizzare gli strumenti dei servizi energetici quali le ESCo e gli EPC (energy performance contract) e promuoverli sul territorio tra le PMI. Inoltre evidenzia la necessità di potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi rendendoli più semplici e accessibili anche per piccoli interventi, valorizzando e stabilizzando gli incentivi per l’efficienza energetica, separandoli dagli incentivi per la ristrutturazione; infine c’è l’esigenza di avere un fondo di garanzia per le ESCo.

Camillo Franco di ACCREDIA ha inizialmente spiegato cosa è ACCREDIA e qual è il ruolo istituzionale che svolge (sia nel settore delle certificazione di sistema, di prodotto e delle persone in ambito volontario, dei laboratori di garanzia che anche in ambiti cogenti). Successivamente ha sottolineato l’importanza dei diversi compiti di Accredia, evidenziando la necessità di garanzia di credibilità che le certificazioni rilasciate devono avere sul mercato. Nell’ultimo anno si è lavorato su una bozza di regolamento tecnico con le regole da seguire per rilasciare gli accreditamenti e che gli organismi di certificazione dovranno rispettare. È importante per ACCREDIA stimolare la competenza dei propri valutatori per incidere in maniera forte sul sistema in modo tale che la credibilità di un certificato accreditato abbia effettivamente un diverso valore rispetto ad un certificato non accreditato

Emanuele Basilio in rappresentanza del Ministero dello Sviluppo Economico dopo aver descritto il percorso legislativo del meccanismo dei certificati bianchi ha confermato che i tavoli tecnici del Ministero stanno lavorando ai decreti sui TEE e sul conto termico per la loro emanazione nei prossimi mesi. Inoltre si sta lavorando affinché si stabilizzi anche la misura delle detrazioni del 55% evitando le continue proroghe temporali. Nei prossimi mesi si cercherà di recuperare anche il ritardo in merito al decreto sulle certificazioni volontarie richiamato nel D.Lgs. 115/08.

La sessione pomeridiana della conferenza è stata dedicata agli interventi degli sponsor e di esperti del settore energetico.

La sessione è stata aperta da Daniele Forni che ha presentato due progetti europei cui la FIRE partecipa, HREII demo e l’azione concertata della direttiva efficienza energetica. Il progetto HREII demo supporta la diffusione di impianti per la generazione elettrica da calore di scarto. Vengono così estese a livello europeo la valutazione del potenziale, dei meccanismi incentivanti e le azioni di policy, già sviluppate a livello italiano dal progetto HREII, con l’aggiunta di un impianto dimostrativo, integrato con il sistema di depurazione dei fumi, in via di realizzazione su una fornace ad arco di un impianto siderurgico. L’azione concertata promuove lo scambio di informazioni ed esperienze e la promozione delle buone pratiche nell’implementazione della direttiva 2006/32/CE.

Il secondo ad intervenire è stato Matteo Locati di Certiquality, che ha aperto l’intervento con un’introduzione sulla situazione energetica in Europa e in Italia partendo dall’alto livello di dipendenza energetica del nostro paese fino ad arrivare a descrivere la prossima Direttiva comunitaria sull’efficienza nella quale anche i Sistemi di Gestione dell’Energia hanno un ruolo essenziale: le aziende certificate, infatti, saranno esonerate dall’effettuare audit energetici obbligatori ogni 4 anni. Certiquality sottolinea di essere stato il primo ente in Italia ad aver ottenuto l’accreditamento per i sistemi di gestione dell’energia (SGE), credendo fortemente nell’aspetto innovativo della ISO 50001 che prevede ad esempio la necessità di formare un energy team all’interno dell’azienda e punta sul ruolo del rappresentante di direzione come soggetto con forti competenze sui temi dell’’efficienza energetica. È stata evidenziata l’importanza del fatto che nei SGE non esistono solo interventi costosi per migliorare efficienza energetica, ma anche interventi a costo zero come la manutenzione e la sensibilizzazione del personale aziendale, aspetti che migliorano notevolmente il controllo dei flussi energetici. Certiquality inoltre, ha da poco concluso un accordo con Assolomabarda; la convenzione prevede un pre-assessment gratuito per le prime 10 imprese che richiedono la certificazione, e sconti del 20% per le altre aziende. Si stanno diffondendo anche altri incentivi a livello locale: i bandi pubblici stanno iniziando a considerare SGE come volano per la competitività delle aziende.

Il successivo intervento è stato quello di Sammy Saba di ABB, che ha affrontato il tema dell’efficienza energetica facendo riferimento a norme quali la EN 15009, la UNI 11339, la UNI 11352, la ISO 50001,e la EN 15232. ABB suddivide il lavoro analitico sulle aziende che lo richiedono in 3 step: il primo, gratuito, di self-assessment che il cliente può fare sulla piattaforma internet; si passa poi ad un’analisi energetica di dettaglio per identificare le opportunità di efficientamento dell’azienda e un feasibilty study per studiare la fattibilità degli interventi previsti. Le aree di intervento di ABB riguardano la sostituzione di prodotti con altri più efficienti e un’attenzione all’organizzazione dell’azienda utilizzando come strumento la ISO 50001, concentrandosi sulle tecnologie di processo modificando alcuni parametri e, se è il caso, i contratti di fornitura energetica. Il focus sulla ISO 50001 è sulla “riorganizzazione”: si evidenziano dati qualitativi come consumi, schemi progettuali, costi aziendali per l’energia per arrivare a degli output con potenziali di miglioramento. Il feasibility study è invece qualcosa molto più di dettaglio. Il servizio si compone di 4 macrofasi ed è realizzato secondo la EN 15900: un’analisi preliminare in cui si include il check-up, seguita da un audit energetico vero e proprio con una fase di feasibility study nella quale si va a fare una pre-progettazione della soluzione, ma quest’ultima viene effettuata solo in casi in cui la soluzione è abbastanza complessa (di fatto la fase di audit fornisce già una serie di soluzioni preconfezionate). A ciò segue una fase di realizzazione, in cui ABB può offrire soluzione di dettaglio e implementazione della stessa e attuazione dell’intervento anche in un’ottica bonus/malus. ABB focalizza la sua offerta di servizi anche nella una fase di training e tutto ciò che riguarda la sensibilizzazione del personale aziendale su temi riguardanti l’efficienza energetica, approccio fondamentale se si vogliono raggiungere davvero obiettivi di efficienza energetica prefissati.

Paolo Segreto di Ecomau, ha introdotto l’azienda alla platea descrivendo l’attività di consulenza trasversale che offre all’interno di Comau: la prima azienda certificata EN 16001 che ha successivamente certificato tutti i propri stabilimenti nel mondo. Le consulenze offerte da Ecomau riguardano interventi per tutto il processo industriale, dando vita all’esperienza Green-fit ossia il miglioramento delle prestazioni dell’esistente fino ad arrivare al nuovo. Le azioni Ecomau partono dal Green-fit per gli impianti esistenti, passando per il green manufacturing e il green procurement (quest’ultimo è molto richiesto dalle aziende), con l’obiettivo di mettere in contatto chi vuole investire con chi ha bisogno di risorse per poter realizzare gli interventi. Nel contesto ISO 50001 sono molto attivi nel sensibilizzare i fornitori verso agli acquisti green (come richiesto dalla norma). Una delle barriere maggiori che incontrano è rappresentata dagli uffici acquisti delle aziende, non sempre competenti nel valutare acquisti energeticamente “migliori”, poiché non hanno procedure per valutarli.

Successivamente Sandro Picchiolutto, Esperto in Gestione dell’Energia certificato Secem, ha presentato un excursus della storia dei SGE, nati in nord Europa una ventina di anni fa. Le aziende di quest’area hanno capito che si poteva fare l’efficienza energetica facendo sistema, adottando iniziative tecniche ma anche comportamentali. I Sistemi di Gestione dell’Energia e le aziende in Europa che li hanno adottati hanno ridotto i loro costi e hanno aumentato la loro competitività; la ISO 50001 è una norma che utilizza un percorso di qualità ed è soprattutto una norma strumentale utile a risparmiare. In paesi come Olanda, Svezia, Danimarca, Irlanda, Germania aziende che adottano i SGE hanno delle agevolazioni e delle forme di sostegno quali ad esempio detassazioni sulle loro entrate o sconti fiscali e fondi dedicati. In Italia invece esiste la norma ma mancano il supporto e gli aiuti. L’importanza di avere un SGE è rilevante perché è una guida per imparare a conoscere il proprio sistema organizzativo (tecnico e comportamentale) e produttivo interno all’azienda. I SGE in Italia sono adottati da grandi aziende, ove spesso vi è una limitata integrazione per quanto riguarda l’energia, mentre questa nei SGE deve essere un problema condiviso da tutto il personale. Nelle PMI invece manca una direzione in tema di efficienza energetica e un supporto importante in questo senso potrebbe essere fornito dalle associazioni categoria.

Andrea Grava, Esperto in Gestione dell’Energia certificato Secem, ha illustrato un caso pratico di implementazione di un SGE nel settore della produzione mobili da ufficio. Grava ha illustrato le varie fasi di realizzazione dell’SGE. L’azienda in questione possiede già un Sistema Gestione Qualità (ISO 9001) e un Sistema Gestione Ambientale (ISO 14001) certificati. Grava spiega come per effettuare l’analisi energetica iniziale si è avvalso di strumenti quali il Rapporto Tecnico UNI/TR 11428 e le analisi LCCA. Vista la presenza di Sistemi di Gestione già implementati, molte procedure erano già operanti ed è bastato integrarle con interventi focalizzati sugli aspetti energetici significativi evidenziati con la diagnosi.

Un altro caso studio relativo al settore industriale è stato poi descritto da Luca Zanchi, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia. Zanchi ha incentrato il suo intervento sull’analisi costi-benefici degli interventi energetico-gestionali nel processo produttivo di zincatura a caldo. Oltre a descrivere gli interventi puramente tecnici quali l’individuazione di criticità e colli di bottiglia che vanno ad incidere sui consumi energetici, Zanchi ha sottolineato l’importanza dell’integrazione di interventi gestionali nella stesura di un piano di interventi per la riduzione dei costi energetici.

L’ultimo caso studio è stato descritto da Giovanni Piano, Energy manager di Carrefour ed Esperto in Gestione dell’Energia certificato Secem. Carrefour ha realizzato una serie di interventi molto efficaci che hanno permesso una riduzione dei consumi nel 2012 del 30% rispetto ai consumi del 2005 presi come riferimento. Grazie alla gestione centralizzata hanno misurato i consumi di 290 punti vendita e hanno potuto pianificare interventi che vanno dall’illuminazione con lampade ad alta efficienza o LED, alla copertura con ante dei frigoriferi e delle vasche dei surgelati. Sono stati messi in opera anche interventi strutturali agli edifici, in particolare ai tetti, in modo da ridurre i costi per la climatizzazione e un miglior benessere all’interno dei supermercati. Nella presentazione sono illustrati dettagliatamente gli interventi con i rispettivi risultati.

Atti del convegno

Prima sessione

L’applicazione della ISO 50001 e il cammino da percorrere – Daniele Forni, FIRE

Un pacchetto di nuove norme, dalla EN 15900 al regolamento UNI/TR 11428 – Antonio Panvini, CTI

Tavola rotonda

Vittorio Biondi, Assolombardia

Nino Di Franco, ENEA

Camillo Franco, ACCREDIA

Andrea Mutti, Cestec

Seconda Sessione

Progetti FIRE: H-reii e azione concertata direttiva 2006/32/CE – Daniele Forni, FIRE

Nuova direttiva europea sull’efficienza: competitività e vantaggi delle aziende certificate – Matteo Locati, Certiquality

L’approccio globale ABB per l’efficienza energetica: dall’audit energetico alla implementazione di un SGE – Sammy Saba, ABB

La gestione dell’energia integrata col processo industriale e il ruolo della consulenza nell’esperienza di eCOMAU – Paolo Segreto, eCOMAU

Suggerimenti derivanti dalle esperienze raccolte sul campo nell’implementazione della norma ISO 50001 – Sandro Picchiolutto, EGE SECEM

Caso studio sull’implementazione di un sistema di gestione – Andrea Grava, EGE SECEM

L’esperienza di una grande catena di distribuzione – Giovanni Piano, Carrefour

Efficienza energetica e gestione dei processi – Luca Zanchi, Uni BS