Atti della Conferenza “Enermanagement” 2011 (RM)

Roma 13 – 14 giugno 2011

Grande interesse tra gli energy manager e gli operatori del settore e un’ampia partecipazione di pubblico hanno caratterizzato le due giornate Enermanagement 2011, appuntamento annuale dedicato all’efficienza energetica, promosso da FIRE e Gruppo Italia Energia.
Durante l’evento l’attenzione è stata focalizzata sui temi centrali del momento e dunque il Piano d’azione italiano per l’efficienza energetica – documento, previsto dalla Direttiva 2006/32/CE (recepita in Italia con D.Lgs 115/2008) –, la revisione degli schemi di incentivazione per l’efficienza energetica e il Piano europeo per l’efficienza energetica.

Sessione I – 14 giugno

Dopo il saluto di Giuseppe Tomassetti, vice presidente FIRE, le prime tematiche affrontate sono state il rapporto costi/benefici relativi alle politiche di efficienza energetica. Andrea Malocchi di Amici della Terra prendendo come punto d’avvio il documento di Confindustria del 2010, “Proposte per il Piano straordinario di efficienza energetica”, lo ha arricchito introducendo l’analisi dei “costi evitati” derivanti dagli interventi in questo settore: un valore che si può stimare intorno ai 20 miliardi di euro derivanti per il 25% dalla CO2 evitata (calcolato in base al valore dato da Confindustria di 25 €/t) e per il 75% da costi ambientali evitati in termini di inquinamento atmosferico. Malocchi ha sottolineato come la politica energetica nazionale ha bisogno di includere i costi/benefici ambientali (cosiddetti “costi esterni ambientali”) ed introdurre nell’analisi i benefici economici attesi delle misure (prospettive di creazione di valore aggiunto e occupazione). Inoltre è necessario dotarsi di competenze e strumenti per fare bene l’analisi costi benefici, in maniera tale che le decisioni strategiche siano obbligatoriamente comprovate da evidenze di benefici sociali netti e relativi indicatori di vantaggio comparato. Infine, punto di grande rilievo, le politiche devono essere controllate nella loro attuazione e verificate periodicamente.
Quindi ha preso la parola Giampaolo Valentini, ENEA, che ha tracciato un resoconto dei risultati e delle esperienze relativamente alle detrazioni fiscali 55%. Dopo aver descritto il ruolo dell’ENEA, che ha messo a disposizione degli utenti un sito internet di informazione e assistenza con faq e consulenza tecnica via e-mail (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it ) ed aver indicato un numero verde telefonico gestito da Adiconsum per conto dell’Enea (800 589090), ha sottolineato come in quattro anni ci sono stati circa un milione di interventi di efficientamento energetico e come, in caso di interruzione del sistema incentivante si avrebbe una conseguente interruzione della crescita virtuosa del risparmio energetico e della limitazione della emissione di CO2, nonchè un disimpegno pubblico alla crescita culturale in ambito ambientale.
Quindi ha preso la parola Dario Di Santo, direttore FIRE, “L’UE afferma che siamo molto indietro rispetto ai target fissati per il 2020 -ha asserito – E’ necessario fare un sforzo notevole per arrivare all’obiettivo di risparmiare 22-25 Mtep. Si tratta non solo di risparmiare energia, ma di dare competitività alle imprese e benefici ai cittadini ed è per questo che è necessario diffondere le buone pratiche in materia, risulta, infatti, che il 35% dei manager intervistati è interessato alla certificazione EN 16001, il 17% afferma di usare già la metodologia Lcca, per gli acquisti, mentre il 25% vorrebbe adottarla. Insomma, la sensibilità dei decisori aziendali verso l’efficienza energetica sta aumentando”. Nonostante le premesse e i vantaggi, le buone pratiche dell’efficienza energetica non sono diffuse quanto potrebbero. La FIRE ha attivato nel 2011 un tavolo di lavoro sul tema delle barriere e degli incentivi per presentare proposte alle istituzioni competenti. La Federazione, infatti, si propone di funzionare come ‘catena di trasmissione’ tra chi lavora sul campo e le istituzioni. Finalmente, dato interessate, dalle analisi FIRE emerge che gli energy manager risultano essere una categoria in crescita e ciò, sottolinea Di Santo, deve essere uno stimolo al mercato e a cambiare il punto di vista: l’efficienza energetica non deve più essere considerata come complessa ma come una scelta strategica.
Su queste basi è stata avviata la tavola rotonda.

Moderata da Diego Gavagnin di Quotidiano Energia, è stata un momento di confronto e riflessione, innanzitutto sul meccanismo dei certificati bianchi, che all’inizio sembrava un sistema all’avanguardia a livello mondiale, ma che poi negli anni ha rivelato delle pecche. Pur essendone il Paese promotore, l’Italia ha un po’ rallentato rispetto ad altri Stati europei..
Nonostante ciò, a livello governativo, ha puntualizzato Marcella Pavan dell’AEEG, il meccanismo non è considerato un fallimento ma un valido strumento in grado di favorire il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto Clima, attualmente sono in fase di valutazione soluzioni di modifica sia dal punto di vista delle basi sia da quello della regolazione tecnica ed economica, al fine di migliorarlo e renderlo più efficace. È quindi stata la volta di Alessandro Clerici di Confindustria, che ha sottolineato l’importanza della formazione e dell’informazione, nonché di creare una cultura dell’efficienza energetica nel settore residenziale e in quello industriale. In questo senso Confindustria si è mossa sul territorio nazionale proponendo nelle sedi locali dell’Associazione l’importanza dell’efficienza energetica, evidenziandola come un’opportunità e non come un costo. Il grande problema, osserva Clerici, risulta essere il come efficientare il sistema in un tempo breve (recuperare il costo di un cappotto sul fabbricato significa aspettare circa 40 anni, quando cioè lo stesso fabbricato è ormai vecchio). Come incentivare il rottamato (che va dall’edificio al frigorifero)? E soprattutto come non far ricadere il sistema sulle bollette degli utenti finali? Tra l’altro sarà necessario far fiorire l’industria tecnologica italiana, per poter stare al passo con gli altri Paesi. Rino Romani, ENEA, ha sottolineato la mancanza di informazione; in genere l’energia è trascurata rispetto ad altri settori, oppure non si ha l’adeguata conoscenza delle applicazioni, come nel caso dei motori elettrici ad alta efficienza o dei titoli di efficienza energetica o per l’incentivo al 20%, che non è stato un successo, ma questo soprattutto perché non si ha consapevolezza di cosa sono e di come poterli sfruttare. Poi ha sottolineato come sicuramente il 55% è stato un sistema di incentivazione che ha spronato un segmento di utenza sulla conoscenza dell’efficienza energetica, la gente ha toccato con mano la convenienza della stessa; “se fosse prorogato – afferma Romani – bisognerebbe apportare modifiche che tengano conto dell’esperienza passata per renderlo più efficiente”.
L’intervento di Nicola Masi, MSE, ha fornito alcune anticipazioni sul Piano efficienza energetica 2011, affermando che alcuni degli elementi distintivi inseriti nel testo riguardano la generazione e la trasmissione non presenti nel primo piano. Sarà presente poi, sotto esortazione della Commissione Europea, una proiezione al 2020 degli obiettivi da raggiungere e dei programmi da portare avanti. Inoltre è prevista la creazione di un gruppo di lavoro all’interno della Conferenza Stato Regioni, per avviare un dialogo con quest’ultime.
Ennio Ferrero, GSE, ha mostrato come negli ultimi dodici anni si sono susseguiti provvedimenti che hanno spaziato ampliamento sui vari settori dell’efficienza energetica, finanziati in vario modo, soprattutto tramite i certificati bianchi ed il 55%. I due meccanismi si differenziano tra loro per l’oggetto dell’incentivo, quest’ultimo interviene sul sostituito il primo agisce con un meccanismo addizionale. L’incentivazione però deve essere vista in un’ottica di sistema, integrando efficienza energetica e rinnovabili (come disposto anche dagli indirizzi europei).
Vincenzo Albonico, Agesi, ha evidenziato poi l’esigenza di avviare una stretta collaborazione tra Associazioni ed Enti di regolazione e governativi, nonché di sfoltire il sistema normativo. Inoltre ha rimarcato che è necessario pensare di razionalizzare gli incentivi per evitare ciò che è accaduto per il fotovoltaico. Albonico ha parlato, infine, di formazione e informazione applicata, che significa ragionare costruttivamente a tutti i livelli (industria, terziario, civile) per definire strumenti pratici in grado di guidare i fornitori e i fruitori dei servizi legati all’efficientamento energetico.
Sergio Dotti di Cogena ha poi richiamato il problema della conoscenza delle tecnologia e di come in questo l’Italia sia molto indietro. “L’energia più pulita è quella che non consumiamo e l’Italia non è ancora cosciente di ciò” ha affermato. Nel dettaglio, ha evidenziato come la cogenerazione è una tecnologia da sostenere, viene oggi proposta nell’industria, che è però attualmente un mercato in crisi, se passiamo al residenziale o al terziario troviamo ancora un terreno poco fertile in questo senso.
Dario Di Santo in chiusura lavori ha proposto di dedicare ed investire una parte degli incentivi anche nel personale, ossia nelle persone addette a sviluppare e coordinare i sistemi di incentivazione. È paradossale pensare di mettere in piedi delle grandi strutture incentivanti senza uno staff cospicuo di persone addette a portarlo avanti e ad informarne gli stakeholder sulle modalità di utilizzo.

Sessione II- 14 giugno

Nel pomeriggio si sono svolte le sessioni parallele dedicate all’incontro con gli espositori, al seminario ABB “L’Audit energetico ABB come supporto alle decisioni nei progetti di efficienza energetica” e alla riunione del Secem. In particolare nell’incontro ABB l’azienda ha mostrato la sua proposta per supportare le aziende e gli enti nella realizzazione di diagnosi a vari livelli, in grado di accontentare gli utenti alle prime armi come quelli esperti e di consentire di approfondire solo le soluzioni ritenute più interessanti.
Quindi sono riprese le attività convegnistiche sulle opportunità offerte dall’evoluzione legislativa degli ultimi anni nel settore dell’efficienza energetica con l’intervento di Antonio Panvini del CTI che ha tracciato l’evoluzione della normativa tecnica nel campo dei sistemi di gestione dell’energia, del benchmarking e dell’audit. Oltre alla orami conosciuta UNI CEI EN 16001 del 2009 è in uscita la UNI EN ISO 50001, che ha come obiettivo il miglioramento della prestazione energetica (Efficienza, Uso, Consumo dell’energia); finalità della norma è introdurre un miglioramento continuo dell’Organizzazione, nella forma di un più efficiente e più sostenibile uso dell’energia, a prescindere dal tipo di energia utilizzata. Panvini ha citato anche la UNI EN 15900 Servizi di efficienza energetica, che specifica le definizioni e i requisiti minimi per un servizio di miglioramento dell’efficienza energetica, individuando e descrivendo le principali fasi del processo di fornitura del servizio, evidenziandone i requisiti fondamentali. Per ciò che riguarda le diagnosi energetiche (Audit) abbiamo la proposta di norma prEN 16247, che definisce i requisiti, la metodologia e la reportistica per le diagnosi energetiche (si applica a tutte i sistemi energetici), delimitando i requisiti della raccolta dati, della visita in campo e degli incontri con il committente. Infine sul benchmarking abbiamo la prEN 16213, che ha lo scopo di stabilire il consumo energetico specifico di processi o organizzazioni di una stessa popolazione con il fine ultimo di definire dei traguardi e il modo di raggiungerli.
Successivamente Gian Luca Conti, di BSI, organizzazione britannica che, tra l’altro, promuove ed eroga servizi di assessment e certificazione, è entrato nello specifico dell’illustrazione della EN 16001, evidenziando quella che è stato l’evolversi dell’applicazione a due anni dall’uscita della norma stessa, che si può considerare di sistema. Grazie alla EN 16001, l’intervento nelle aziende non è solo di carattere tecnologico ma si allarga a tutti gli ambiti aziendali, quindi anche sulle persone attraverso informazione e sensibilizzazione delle stesse. Il punto centrale della norma sono gli aspetti energetici, che impattano sui consumi, e definire le azioni di miglioramento e potenziali benefici con finale monitoraggio delle performance. Purtroppo non c’è una banca dati internazionale che racchiude le esperienze su campo. BSI ha assistito a livello italiano e non solo l’evolversi delle certificazioni. Quindi Conti ha portato qualche esempio: BSI ha rilasciato 31 certificati, tra cui la M&IT Consulting S.r.l., IRCA RICA – Zoppas Industries e COMAU spa.
Proprio Comau, per il quale ha parlato Paolo Segreto, è la prima realtà industriale italiana certificata EN 16001, la quale ha sviluppato soluzioni eco-competitive nell’automazione industriale, nei processi di assemblaggio e saldatura, lavorazioni meccaniche, assemblaggio e sistemi di logistiche e movimentazione. All’interno dell’azienda è stato creato un gruppo di esperti dedicato all’efficienza energetica e ed è stato avviato un progetto Green -fit al fine di valutare proposte di attività RETROFIT mirate al raggiungimento di obiettivi di efficienza energetica applicate alle lavorazioni meccaniche ed ai processi industriali. La Life Cycle Cost Analysis (LCCA), o analisi del costo sul ciclo di vita, è stato l’argomento affrontato da Marco Bramucci, FIRE, che ha dimostrato come sia vantaggioso ricorrere a questa metodoloiga per l’acquisto dei macchinari di processo e dei sistemi utilizzati nel settore industriale e in quello civile. La LCCA si dimostra utile soprattutto quando il costo di acquisto e i costi di esercizio competono a soggetti diversi all’interno della stessa organizzazione, nonché nel caso in cui l’ufficio acquisti sia sottoposto a limiti di spesa che non permettono di scegliere le tecnologie più efficienti, di solito caratterizzate da un costo di acquisto più elevato. Da un’indagine condotta in FIRE nell’ambito delle barriere all’efficienza energetica destinata agli Energy Manager si vede come LCCA non sia ancora molto utilizzato per gli acquisti all’interno delle aziende, ma risulti in rapida crescita. La Federazione ha collaborato alla definizione di alcune schede disponibili gratuitamente sul sito www.elettrotecnologie.enea.it.
Fausta Finzi, MATTM, ha affrontato il tema degli acquisti pubblici verdi e dei criteri ambientali minimi adottati dal Ministero. Per realizzare acquisti verdi occorre fare un’appropriata analisi dei fabbisogni per evitare acquisti non necessari, ed utilizzare i criteri ambientali minimi in tutte le fasi del processo di acquisto, contribuendo a migliorare le prestazioni delle imprese,e aumentarne la competitività. Uno studio svolto nel 2008 dal Green Management Institute per conto del Ministero dell’Ambiente ha stimato l’impatto, sia economico sia in termini di riduzione delle emissioni di CO2 ed in particolare ha stimato che il risparmio economico che si otterrebbe con la sostituzione di un milione di apparecchiature IT per ufficio con altre “verdi” è di 3.010.487 €/anno.
L’ultimo intervento della giornata è stato di Ettore Piantoni, coordinatore del GL 203 del CTI che ha tracciato il quadro delle normative italiane (UNI CEI – GGE) ed europee (CEN/CENELEC) nel settore della certificazione energetica. Di rilievo la EN 15900, sulla base della quale le ESCo devono offrire Servizi di Efficienza Energetica con garanzia di risultato, e la UNI CEI 11352 relativa alla certificazione delle ESCo, approfondite nel corso dell’intervento.

Sessione III- 15 giugno

Di grande interesse sono risultati i casi pratici di realizzazione e di audit energetici presentati nella seconda giornata, moderata da Francesco Belcastro di FIRE. La prima ad intervenire è stata Gloria Testoni, consulente, che ha avviato una società basata sui gruppi d’acquisto, ossia un movimento che si sta sviluppando negli ultimi anni, che cerca di raggruppare grandi quantità di prodotto, in questo caso di natura energetica,per rivenderle a tanti piccoli acquirenti con i benefici di un grossista. Si parla anche di gruppo di lavoro solidale, che porta dei vantaggi maggiori. La forza di questo sistema è la rete di consumatori e venditori.
Angelo Scaravonati di Rinnova, società che si occupa di biomasse, ha parlato, tra l’altro, dei contratti di vendita di energia in cui imprenditori, singoli o associati (ATI tra aziende), partecipano all’investimento dell’impianto termico o cogenerativo e vendono energia al consumatore finale, mostrando l’importanza e i vantaggi derivanti dall’attivazione di una filiera completa ed efficiente.
Federico Rizza di Tenaris ha proposto un buon esempio di energy management. L’azienda ha optato per l’efficienza energetica al fine di ridurre i costi di produzione (circa il 30%dei costi totali), quindi è intervenuta costruendo nel 2007 una centrale a ciclo combinato, che la rende autonoma dal mercato elettrica e la dota di un distretto di teleriscaldamento. Le attività di enrgy management attivate soprattutto nel campo della manutenzione hanno riportato ottimi risultati grazie ai quali nel 2010 l’azienda ha ottenuto circa 10.000 titoli di efficienza energetica.
Stefano Lucietto, Fiera Milano, ha parlato di cosa si è realizzato in termini di efficienza energetica nel complesso fieristico e quindi: l’inserimento della curva climatica sul circuito primario e sui circuiti secondari di riscaldamento, l’utilizzo del fluido caldo proveniente dall’inceneritore di Figino (Silla 2) per il riscaldamento del quartiere ed altro ancora. Nel 2008 è stato redatto, di comune accordo, il “Bilancio di Sostenibilità” con lo scopo di individuare le azioni prioritarie da compiere, le aree di miglioramento e i punti di forza anche sotto il profilo energetico e ambientale. Si sta inoltre portando avanti l’analisi e le valutazione del comportamento energetico dei padiglioni campione 5 e 7.
La Gestione dell’energia all’interno di una struttura pubblica è stata portata in aula da Paolo Bianco, Asl Rimini. Nella struttura ospedaliera è stato avviato un piano di miglioramento della sostenibilità, sulla base del quale è stato installato, tra l’altro, un impianto di cogenerazione ed una caldaia a condensazione, sono stati avviati interventi gestionali sui circuiti e interventi a rientro rapido (isolamento tubazioni/collettori, valvole termostatiche). Si è intervenuto anche sul parco illuminante. In conclusione c’è stata una riduzione durevole di bilancio (maggiore di 1 milione di euro) da reimpiegare nel core business dell’Azienda.
Ci sono state quindi le proposte delle aziende sponsor di Enermanagement, a cominciare con Flavio Beretta di ABB, che ha esposto l’iter di realizzazione di un audit energetico da implementare a supporto di un progetto di efficienza energetica (di cui l’azienda si occupa da prima del 2000). La metodologia applicata da ABB consiste in una verifica dello stato Energetico dell’utenza (Vettore / Sistema / Componente) esaminata dal punto di vista tecnico e gestionale (azione propedeutica alla certificazione del sistema energetico secondo la norma UNI CEI EN 16001).Il tutto nell’ottica di avviare un processo di miglioramento continuo con l’obiettivo di identificare le aree di miglioramento e progettare mirate soluzioni tecnologiche per il risparmio energetico e per l’utilizzo di energie rinnovabili, ottimizzare i contratti di fornitura energetica,fornire soluzioni “chiavi in mano” per l’ammodernamento e la costruzione di nuovi “Sistemi Energetici”.
Maria Federica Fermi, EGL, ha esposto un esempio di approvvigionamento e i risultati di efficientamento ottenuti in tre casi dall’azienda: consumatore puro, cliente con cogenerazione acquirente di gas e consumatore di energia elettrica e consumatore multisito con autoproduzione da fonte rinnovabile. L’attività di EGL è stata quella di affiancare il cliente, valutare le sacche di opportunità per risparmiare energia e intervenire dove è risultato necessario. Ciò ha prodotto dei grandi benefici e la produzione di certificati verdi.
Quindi è stata la volta di Luca Bicchierini, Atlas Copco, che ha incentrato l’intervento sulle possibilità di efficientamento nel settore dell’aria compressa, che assorbe circa l’11% di tutta l’energia impiegata per usi industriali (il 32.9 % potrebbe essere risparmiato). Bicchierini ha descritto diverse tipologie di diagnosi energetiche, nonché le tecnologie disponibili in Atlas Copco per l’efficientamento di una sala compressori.
Saul Fava di Schneider Electric ha parlato dell’impatto dell’automazione sulle prestazioni energetiche degli edifici e della Guida Schneider Electric alla EN15232, che ha l’obiettivo di fornire elementi di facile comprensione al committente per comprendere i benefici derivanti da una progettazione integrata e che preveda sistemi di automazione. Di rilievo è l’automazione come collante per i singoli sottosistemi e la progettazione integrata.
Infine Fiona Healy, DNV Business Assurance, ha parlato della creazione di un sistema di gestione dell’energia in sinergia con la ISO 14001. Healy ha sottolineato come il miglioramento dell’efficienza energetica dipende da investimenti e da misure che non prevedono investimenti, come per esempio cambiamenti strutturali e comportamentali.

Sessione IV- 15 giugno

L’ultima sessione si è aperta con la tavola rotonda “Come sviluppare l’industria dell’efficienza energetica” a cui hanno partecipato alcune delle principali associazioni del mondo del risparmio energetico.
Ad aprire i lavori, moderati da Dario Di Santo, è stato Marco Frascarolo, AIDI, che ha parlato dell’evoluzione del mercato nel campo dell’illuminazione, che ad oggi è caratterizzato non solo da aspetti tecnici ma anche legati alla sicurezza, soprattutto delle strade, e alla cultura, in particolare per ciò che riguarda i centri storici. Le problematiche legislative, legate alla copiosità e frammentazione delle norme, si avvertono molto nel settore in questione, dove emerge l’evoluzione tecnologica dei led, che rispetto ad altre ha il vantaggio di essere regolabile nelle ore del giorno e a seconda delle destinazioni d’uso. Passando al settore del solare termico, Sergio D’Alessandris di Assolterm ha confermato il buon andamento del mercato, 500mila m2 installati negli ultimi tre anni, anche grazie agli incentivi 55%. Grazie al solare termico si sono raggiunti risultati ottimali: per ciò che riguarda il riscaldamento degli ambienti, in una situazione domestica, siamo sulla media del 50% di risparmio, 80% se parliamo di acqua caldo. Di rilievo il dopo decreto rinnovabili del 28 Marzo, l’associazione ritiene che l’atto l’egislativo sia positivo perché al suo interno ha dei punti buoni come l’obbligatorietà dell’installazione sui nuovi edifici e il conto energia termico. Si aspettano i decreti attuativi che dovrebbero arrivare entro fine settembre 2011. Assolterm ha avviato una proposta i per entrambi i punti. Angelo Artale di Finco ha invece descritto la situazione nel settore delle costruzioni, che appare essere non proprio rosea. Non c’è ancora un’attrattività del cliente verso gli strumenti di efficienza energetica, che possa essere un volano atto a costituire una spinta autonoma. “Il 55% è stata una misura positiva – afferma Artale – anche in termini di occupazione, per cui andrebbe riaffermata, così come il 36%”. Filippo Stirpe di Itabia ha sottolineato come il settore della biomassa è in fermento soprattutto per il recepimento della direttiva comunitario 28/2009, in cui la produzione termica viene finalmente rivalutata. Ci sono milioni di piccoli impianti domestici, c’è un mercato di teleriscaldamento soprattutto nel nord est del paese, l’obiettivo è attivare installazioni anche nel centro sud Italia dove mancano totalmente. Poi ci sono i grandi impianti di produzione di energia elettrica, che rappresentano un mercato fermo. Finalmente, dal punto di vista normativo, ci sono delle regole specifiche che rendono il mercato più trasparente e fiorente. Marcello Capra del Ministero dello Sviluppo Economico ha chiuso i lavori di questa sessione della Conferenza Annuale Enermanagement 2001, parlando del Piano di azione che a breve uscirà in consultazione.
Quindi si è tenuto il seminario ABB “I sistemi di gestione aziendale e la norma EN 16001” – in cui è stata illustrata l’offerta della società per le aziende interessate alla certificazione e ne sono stati illustrati i benefici in collegamento con le opportunità di intervento – e la seconda riunione del gruppo di lavoro FIRE sugli incentivi e le barriere all’efficienza energetica. Nella riunione – dedicata ai certificati bianchi – sono stati discussi i principali punti critici del meccanismo e le opzioni disponibili per migliorarlo. Gli aspetti trattati hanno riguardato in particolare le modalità per rendere lo schema più semplice e più rimunerativo. Sulla base delle indicazioni ricevute sarà predisposto un documento sintetico di proposte che verrà inviato alle istituzioni competenti.

Politiche di efficienza energetica: i risultati di un’analisi preliminare costi/benefici – Andrea Molocchi, Amici della Terra

Detrazioni fiscali del 55%. Risultati e esperienze – Giampaolo Valentini, ENEA

Efficienza energetica: situazione,opportunità e sfide – Dario Di Santo, FIRE

L’evoluzione della normativa tecnica: dai sistemi di gestione dell’energia dell energia alla norme su benchmarking e audit – Antonio Panvini, CTI

La norma EN 16001 a due anni dalla pubblicazione – Gian Luca Conti, BSI Group Italia

COMAU: La prima realtà industriale italiana certificata EN16001 – Paolo Segreto, COMAU

Acquisti intelligenti con LCCA – Marco Bramucci, FIRE

Acquisti pubblici verdi: criteri ambientali minimi per prodotti e servizi – Fausta Finzi, MATTM

La certificazione delle ESCo – Ettore Piantoni, CTI

Un approccio integrato al tema della sostenibilità ambientale: il Piano di miglioramento della Sostenibilità dell’Azienda dell Azienda USL di Rimini – Paolo Bianco, Ausl Rimini

Tenaris – Federico Rizza, Tenaris

L’Audit energetico ABB come supporto alle decisioni nei progetti di efficienza energetica – Flavio Beretta, ABB

Buone pratiche per l’efficienza energetica – Angelo Scaravonati, Rinnova Green Energy

Energy management in “fieramilano” – Stefano Lucietto, Fiera Milano

Creare efficienza nel portafoglio energia – Maria Federica Fermi, EGL Italia

Uso razionale dell’energia per la produzione aria compressa nell’industria, applicazioni innovative, case history e ottenimento di Titoli di Efficienza Energetica – Luca Bicchierini, Atlas Copco

L’impatto dell’automazione sulle prestazioni energetiche degli edifici – Saul Fava, Schneider Electric

La creazione di un sistema di gestione dell’energia: sinergie con la ISO 14001:2004 – Fiona Healy, DNV Business Assurance

Atti dei seminari

L’Audit energetico ABB come supporto alle decisioni nei progetti di efficienza energetica – ABB

Normativa UNI EN 16001:2009. Efficienza energetica tramite un sistema di gestione per l’energia – ABB

Le nuove frontiere dell’Energy Management: Secem – Celeste Napolitano, Secem