Atti del Seminario al Solarexpo “Notizie alla luce del sole”

Verona, 7 maggio 2009

Il seminario, organizzato da FIRE in collaborazione con AIEE e Staffetta Quotidiana, ha offerto un’approfondita panoramica sulla comunicazione nel settore energetico.
In particolare, lo scopo è stato quello di aiutare i giornalisti ad orientarsi nel mondo dell’energia, comprendendone concetti base, termini, opzioni e numeri, nonchè quello di capire il funzionamento dei mercati e lo sviluppo del sistema. Infatti, per il giornalista che cerca la notizia energetica e la trasmette al suo target di riferimento, è importante conoscere dove e come si stabiliscono le regole, quali sono i soggetti di riferimento e cosa fanno ed ovviamente sapere dove trovare fonti affidabili e “punti di vista”. L’incontro è stato dunque uno spunto interessante per chi vuole intraprendere la strada del giornalismo di settore o approfondire le proprie conoscenze e per il giornalista che scrive su quotidiani e riviste di taglio più divulgativo.

 

Dario Di Santo, direttore FIRE, ha aperto i lavori, focalizzando l’attenzione sugli aspetti più importanti dell’incontro, ed ha introdotto il primo relatore, Micaela Ancora, redattrice di Gestione Energia, che ha presentato la rivista FIRE delineandone le principali caratteristiche: target, diffusione, finalità. Nello specifico, i contenuti di Gestione Energia mirano a proprorre ed alternare in ogni numero articoli di scenario, testi e news su indicazioni pratiche, esperienze, consigli di esperti, soluzioni tecnologiche e approfondimenti sul mondo dell’energia.
Le difficoltà legate alla realizzazione di una rivista di questo tipo con un taglio tecnico e che parla di energia sono le stesse che deve affrontare qualsiasi giornalista che si avvicina alla stampa di settore. Primo ostacolo riguarda la cosiddetta microlingua, linguaggio settoriale di contenuto prevalentemente scientifico, e dunque unità di misura, parole e concetti tecnici, terminologia economica e normativa. Per un giornalista, che proviene da studi tecnici, buttar giù un articolo di natura energetica risulta molto più semplice rispetto a chi ha una preparazione umanistica, ciò, sottolinea la relatrice, non costituisce un ostacolo insormontabile, poichè con un buon approfondimento e studio dei temi energetici è possibile comunicare anche in questa branca del giornalismo. Oltre allo scoglio legato alla terminologia tecnica, una seconda difficoltà sta nel saper comunicare un tema, una notizia in modo chiaro e di facile comprensione. Ciò vale maggiormente quando si intende comunicare temi a volte difficili come l’introduzione di una nuova tecnologia nel mercato (quindi caratteristiche, potenza, rapporto costi-benefici) o ancora come risparmiare energia nelle aziende o meglio nelle case dei singoli consumatori.
Il giornalista dovrebbe sviluppare una capacità critica verso ciò che stiamo per comunicare, ossia valutare la notizia, pesarla e decidere in che modo comunicarla. Infine, Ancora, sottolinea che la comunicazione deve essere efficace ed adeguata non solo a livello verticale, quindi verso il lettore, ma anche a livello orizzontale: verso gli enti, gli uffici stampa, i portavoce, ed ogni attore che in qualche modo possa risultare una fonte o un potenziale contributo editoriale per la rivista.

Quindi ha preso la parola Edgardo Curcio, presidente AIEE, che ha tracciato i concetti base, i numeri sul mercato e le indicazioni utili per muoversi nella comunicazione energetica. Partendo dal concetto di energia, con cui si intendono molteplici cose, alcune legate al mondo della produzione dei servizi e del commercio ed altre più in generale legate al concetto di forza, di dinamismo e di efficienza, Curcio ha continuato illustrando le grandi categorie di servizio energetici, i processi di trasformazione, il concetto di energia utile. Quest’ultima, in funzione dell’efficienza degli apparecchi in dotazione agli utenti, determina il livello di domanda finale di energia per uso (impieghi finali di energia) che a sua volta, in funzione delle caratteristiche degli apparecchi di utilizzo, viene soddisfatta da un insieme di prodotti energetici, che costituiscono la domanda finale di fonti energetiche.
Sono state quindi definite le fonti di energia, primarie e secondarie ed il bilancio energetico, che consente di avere un quadro d’insieme del sistema energetico di un paese o di un’area evidenziando le fasi di produzione, trasformazione e utilizzo delle fonti d’energia. Le informazioni contenute nel bilancio energetico possono essere poi approfondite, con analisi ad hoc che consentono di passare dalla domanda finale d’energia per fonte e per settore alla domanda d’energia per settore e per uso. Queste analisi sono di particolare importanza per perseguire politiche di razionalizzazione degli impieghi d’energia e d’introduzione di fonti rinnovabili, infatti, lungo il percorso fra “energia primaria” ed “energia utile”, si verificano delle perdite, che, anche se non totalmente eliminabili, possono essere ridotte, con notevoli vantaggi sul piano economico ed ambientale (l’elettricità d’origine termoelettrica è generata con perdite nell’ordine del 60% del contenuto calorico delle fonti trasformate).
L’intervento si è poi spostato sulla situazione energetica italiana e nel mondo: domanda di energia in Italia in fonti primarie, bilancio relativo all’energia elettrica, produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, previsioni di sviluppo della domanda di energia nel mondo.

Successivamente è intervenuto Dario Di Santo, che ha focalizzato il suo intervento sulla legislazione, gli strumenti e gli attori del mondo dell’energia. Dopo aver illustrato la strategia UE per promuovere l’efficienza energetica e gli obiettivi 20-20-20, che per l’Italia risultano essere molto ambiziosi e di difficile raggiungimento, Di Santo ha delineato quali sono i soggetti coinvolti nel mercato energetico e quindi il Parlamento, che interviene con le apposite Commissioni e in Assemblea, i Ministeri competenti e le relative segreterie tecniche, che scrivono i decreti attuativi, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, che definisce le regole del gioco per il mercato elettrico e per quello del gas attraverso le apposite direzioni in cui è articolata, il GSE, che è responsabile del rilascio di buona parte degli incentivi nazionali per le fonti rinnovabili, dello scambio sul posto e del ritiro dedicato, e della qualifica degli impianti a fonti rinnovabili e cogenerativi ad alto rendimento ed altri. Accanto agli attori istituzionali ci sono poi le Associazioni (come FIRE, AIEE, AICARR), i produttori di energia elettrica, i gestori di reti e le utility, le ESPCO e le ESCO, le banche, gli agricoltori e gli utenti finali. Un aspetto importante, sottolinea Di Santo, è rappresentato dalla difficoltà di far dialogare i vari ambiti (politici, amministrativi, manager, tecnici, manutentori), in genere chiusi in compartimenti stagni. A livello legislativo, nel grande calderone di norme, leggi, regolamenti, ecc., ci sono alcuni provvedimenti italiani fondamentali come la Legge 10 del 1991, il D.P.R. 412 del 1993, i D.M. 20 luglio 2004, i D.M. 24 ottobre 2005,il D.M. 19 febbraio 2007. Purtroppo spesso molti dei punti previsti nei provvedimenti non sono realizzati, a danno del sistema Paese. Altra pecca del sistema Italia è quella di non partecipare in modo adeguato alla definizione delle regole a livello europeo, con possibili ricadute negative sulle nostre imprese. Il relatore ha continuato la sua presentazione spaziando negli ambiti legislativi e di mercato del settore energetico per poi fermarsi sul rapporto tra cultura e conoscenza: è necessario sviluppare una cultura energetica ed ambientale fra i dirigenti e le funzioni aziendali poichè ciò incide su diversi aspetti come l’individuazione degli impianti e delle tecnologie o l’accesso a finanziamenti e incentivi. Proprio per questo dovrebbe essere avviato nelle aziende un percorso formativo adeguato. Nella parte finale l’intervento ha trattato il tema dei bandi per la promozione delle fonti rinnovabili, dei programma operativo multiregione e degli incentivi.

A chiudere il pomeriggio è stato Gabriele Masini, giornalista di Staffetta Quotidiana, il quale ha parlato delle fonti del giornalismo di settore e del ruolo della stampa specialistica. Lo spazio che occupa il giornalista energetico è utile poichè qualche tempo fa non c’era uno spazio di comunicazione tra i distributori, il mercato ed il grande pubblico, quindi la materia rimaneva oggetto di pochi, non esisteva una cerniera, che ad oggi è rappresentata dalla stampa di settore, che unisse i due mondi. Con gli avvenimenti degli ultimi anni, referendum sul nucleare, modifica del Titolo V della Costitutione ed altri, c’è stato uno sviluppo collaterale dell’area comunicazione e il proliferare delle riviste di settore. L’apertura di questo spazio di comunicazione ha portato anche degli effetti collaterali come la distorsione di alcune tematiche e delle notizia legata ad esse.
Il giornalista che si muove nel campo energetico è chiamato ad essere chiaro e preparato poichè dovrebbe, ad esempio, fornire gli elementi tecnici elaborati all’utente finale, affinchè quest’ultimo sia orientato nelle scelte, al decisore politico, poichè è chiamato a prendere decisioni indirizzate ad imprenditori, economisti o tecnici ma spesso non è preparato tecnicamente, ecc. Altro ruolo è quello di fare da filtro tra le novità, provenienti soprattutto dal settore delle rinnovabili, ed il lettore. Nonostante il dibattito pubblico sia spesso animato da interessi di parte, nel 2008 c’è stata una linea comunicativa molto più limpida che ha fatto luce su alcune tematiche importanti come i costi di generazione, i costi in bolletta o nel settore delle nuove tecnologie. Le fonti da cui scovare la notizia sono molteplici, sottolinea Masini, le più importanti si identificano nei Ministeri, nel Parlamento, nelle Agenzie, nell’AEEG, oltre che nelle Gazzette ufficiali e nelle agenzie di stampa. Il relatore ha chiuso i lavori sottolineando come frequentemente, attraverso l’attenta analisi delle fonti, come bollettini regionali o rivolgendosi, ad esempio, alla Camera di Commercio, un giornalista può sviscerare notizie e situazioni legate al mondo dell’energia, che altrimenti rimarrebbero nell’ombra.

L’avvio di un percorso giornalistico nel settore – Micaela Ancora, Gestione Energia

Legislazione, strumenti e attori nel mondo dell’energia – Dario Di Santo, FIRE

Concetti e numero per capire meglio l’energia – Edgardo Curcio, AIEE

Il giornalista energetico: Fonti, strumenti e ruolo della stampa specialistica – Gabriele Masini, Staffetta Quotidiana