Atti del Convegno Sevicol “Risparmio energetico nelle strutture ricettive”

Roma, 5 novembre 2009

Il convegno ha tracciato un quadro dell’efficienza energetica nelle strutture ricettive, attraverso le testimonianze delle associazioni di categoria, dei gestori, dei progettisti e delle ESCo.

Dario Di Santo, direttore della FIRE, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di un miglior utilizzo dell’energia che ha positive ricadute anche a livello di immagine. Per le strutture ricettive, quindi non solo per alberghi ma anche agriturismi, collegi, etc., comfort ed efficienza sono legati ad aspetti progettuali e tecnologici; per i nuovi impianti e le ristrutturazioni si deve ricorrere alle migliori tecnologie disponibili, ma è molto importante anche una buona conduzione e manutenzione.

Ha quindi preso la parola Aleandro D’angeli, di Federalberghi Roma, che ha ricordato come l’impresa alberghiera sia un’impresa sui generis, aperta 365 giorni l’anno e che ha una grande attenzione per l’ambiente e la sicurezza con un approccio a 360°. In provincia di Roma ci sono 382 attività alberghiere per un totale di 94.000 camere. A settembre 2009 il tasso di occupazione è stato del 75%. Una delle azioni intraprese sulle utenze esistenti è stata la sostituzione dei soffioni e rubinetti con quelli a basso flusso, anche grazie all’iniziativa patrocinata dal Ministero del turismo e della gioventù, attraverso il progetto DocciaLight: chiunque facesse richiesta poteva ricevere gratuitamente erogatori a basso flusso presso la propria sede. Il risparmio di acqua ed energia per riscaldarla sono molto interessanti e il montaggio dei nuovi elementi è stato effettuato durante le usuali operazioni di controllo di soffioni e rubinetti, punti critici per la legionella. L’intervento ha generato risparmi molto interessanti, non solo in percentuale, perché l’acqua utilizzata da queste utenze è tanta (15 litri/minuto per soffioni doccia e altrettanti per lavandino e bidet, con 10 minuti di utilizzo medio giornaliero sono 20.000 m3 di acqua al giorno fra tutti gli associati della provincia di Roma). Altro esempio sono i ricambi d’aria prescritti per gli ambienti; importanti per il comfort ambientale ma che diventerebbero molto costosi dal punto di vista energetico ed economico se non si utilizzassero sistemi di recupero con pompe di calore, etc..

Daniele Forni della FIRE ha richiamato i motivi di perseguire l’efficienza energetica e gli obiettivi europei al 2020. La prima cosa da fare è eliminare gli sprechi, che spesso non sono evidenti; per questo è fondamentale capire come, dove e quanto si consuma. Varie sono le tecnologie efficienti: solare termico, cogenerazione, motori elettrici ad alta efficienza e controlli a velocità variabile, illuminazione efficiente, building automation, biomasse, etc. di cui si parlerà negli interventi successivi. Si deve anche fare attenzione ai subdoli consumi di stand-by, non solo sulle televisioni ma anche in molti impianti; l’atto di misurare diventa centrale. E’ fondamentale chiedere che siano montati motori ad alta efficienza all’interno di qualsiasi nuovo macchinario venga acquistato. Non si è abituati a valutare i costi di un apparecchio meno efficiente; bisogna iniziare a ragionare in termini di costo del ciclo di vita. Il 98% del costo di ciclo di vita di un motore elettrico è dato dall’energia elettrica che consuma; risparmiare sull’acquisto del motore elettrico comprandone uno a bassa efficienza vuol dire sperperare per tutta la vita utile del motore. Sono disponibili alcune schede per facilitare la valutazione del costo del ciclo di vita per alcune tecnologie sul sisto www.elettrotecnologie.enea.it Nel campo dell’illuminazione negli ultimi 15 anni ci sono state molte innovazioni, quindi anche in impianti relativamente recenti ci può essere un buon margine di miglioramento. Non bisogna trascurare i possibili recuperi del calore dall’aria espulsa, dai frigoriferi, etc. Tra i buoni esempi, Forni ha presentato i risultati dell’applicazione di impianti solare termico e caldaie a condensazione in alberghi del Comune di Rimini che hanno permesso un risparmio medio di gas naturale del 49%.

Giorgio Bergamini di Astrim ha parlato della cogenerazione in Italia, con qualche cenno al passato e alle potenzialità; se in provincia di Roma si facesse cogenerazione in tutte le strutture alberghiere si potrebbero installare oltre 40MW. Per le strutture alberghiere può risultare molto interessante l’offerta delle ESCo, o società di servizi energetici, che oltre a progettare, finanziare e realizzare l’intervento lo gestiscono anche, garantendo un certo risparmio percentuale agli utenti. La ESCo deve avere la cultura del gestore, quindi del ciclo di vita, non solo del costruttore che finisce il suo lavoro alla consegna dell’impianto. Negli impianti realizzati si usano di solito motori a combustione interna che permettono un risparmio energetico ed economico di circa il 40% rispetto alle produzioni separate. La tecnologia è collaudata, ma bisogna che l’azienda cui ci si affida sia capace di gestire al meglio l’impianto, mantenendo l’efficienza elevata per tutta la vita dell’intervento. Bergamini ha presentato un intervento a Udine su un complesso comprendente centro commerciale, residenziale e terziario. In questo caso si è associata la cogenerazione a una rete di scambio con il terreno di svariati chilometri, interrata a 6 metri. Il consumo attualmente è quasi un decimo rispetto a una realizzazione simile di dieci anni fa con tecnologie tradizionali. Altro caso, un hotel in funzione da molto tempo in cui è stato installato un cogeneratore; valutando i risultati economici prima e dopo l’intervento di cogenerazione si nota un risparmio economico di circa il 30%. Quest’anno, Astrim ha proposto un contratto che ha riscosso parecchio successo: finanziamento, realizzazione e gestione dell’impianto per 10 anni con vendita di energia elettrica e calore con uno sconto del 10-15% rispetto al miglior prezzo che trimestre per trimestre il cliente riesce a trovare. Nel settore alberghiero la cogenerazione può funzionare fino a 365 giorni all’anno e non solo è un intervento fattibile ma da anche certezza di risultati.

Claudio Della Pasqua, di Asshotel, ha esordito ricordando che il risparmio energetico si realizza consumando di meno. E’ legato a un fattore culturale e su questo siamo indietro, il comportamento è un fattore fondamentale e quasi nessuno si comporta in albergo come si comporta a casa. L’altro aspetto sono le tecnologie e su questo forse siamo ancora più indietro. Un paese come l’Italia dovrebbe utilizzare in maniera più significativa l’energia solare, come ci dimostrano realizzazione in nord Italia e nord Europa. I singoli utenti hanno dimensioni piccole, quindi ci si è consorziati per entrare nel mercato libero dell’energia. Attualmente sono 1100 soci in tutta Italia. I risparmi sono stati principalmente sull’energia elettrica, meno sul gas naturale che non è un mercato ancora così libero. Il consorzio negozia direttamente con il fornitore e sceglie l’offerta migliore per i consorziati. Inoltre i consorizati sono assistiti, grazie a un controllo sulle bollette, così da poter evidenziare i risparmi rispetto al mercato non liberalizzato e sorvegliare il comportamento dei fornitori. Si è anche provata la via della ESCo, punto di congiunzione tra cliente produttore e finanziatore. E’ una triangolazione molto nobile che però nei fatti non sempre si realizza. In chiusura Della Pasqua ha affermato che gli impianti a risparmio energetico in Italia non dovrebbero essere solo auspicabili, ma obbligatori.

Luca Degiorgis, progettista di impianti solari termici, ha spiegato come funzionano gli impianti solari termici e le possibili applicazioni, dall’acqua calda sanitaria all’integrazione per il riscaldamento al raffrescamento solare, attualmente in sviluppo. Le prestazioni variano a seconda della tecnologia del pannello (piano vetrato e non, o sottovuoto) ma bisogna porre attenzione anche alla scelta del pannello giusto a seconda delle proprie aspettative (prestazionali, economiche , estetiche, etc.). Altri temi importanti sono l’integrazione e costi che variano a seconda di nuova costruzione o ristrutturazione, e della tipologia. Un pannello produce da 400 a 600 kWh/m2 anno, quindi l’energy payback time, ovvero l’energia necessaria per la sua produzione, viene “restituita” in un paio di anni di funzionamento dal pannello. Riprendendo la chiusura dell’oratore precedente sull’obbligo dell’efficienza energetica, in Italia c’è l’obbligo nelle nuove costruzioni di soddisfare almeno 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria con il solare termico. Oggi, dal punto di vista autorizzativo, se il pannello è aderente alla falda e non vi sono vincoli si può procede alla sola comunicazione. Gli impianti devono essere ben progettati e ben gestiti e manutenuti, perché essendoci sempre un sistema di integrazione, se l’utente non è attento non si accorge del cattivo funzionamento dell’impianto. Deve inoltre crescere la professionalità di progettisti e installatori. L’impianto del collegio universitario di Torino, progettato da Degiorgis, ha 100m2 di pannelli e copre il 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria. L’impianto ha beneficiato di un finanziamento della Regione Piemonte, perché ha aspetti innovativi tra i quali la garanzia di risultati solari, ovvero la garanzia di una produzione minima garantita su un periodo di un certo numero di anni. Il costruttore è coinvolto anche nella manutenzione e gestione dell’impianto per il periodo della garanzia. Tra le altre particolarità c’è la pompa a corrente continua, alimentata direttamente da un impianto fotovoltaico e pannelli preassemblati di grosse dimensioni che hanno permesso il montaggio in una mattina. Alcuni degli impianti monitorati non hanno fornito i risultati attesi, e ciò è stato dovuto principalmente alla mancanza di attenzione per l’impianto. Si è potuto capire che gli impianti non funzionavano bene e risolvere i problemi riscontrati solo installando sistemi di monitoraggio. E’ bello farsi la doccia con acqua calda scaldata solo dal sole senza la combustione di fonti fossili, ma bisogna partire da un’attenta analisi dei consumi ed evitare i sovradimensionamenti; la progettazione deve essere accurata, sugli impianti grossi bisogna richiedere il contratto a garanzia di risultati e si devono cercare gli incentivi per rendere più interessanti i tempi di ritorno. I pannelli devono essere possibilmente integrati nel tetto, e gli impianti sono economicamente più convenienti quando si sostituiscono vettori energetici costosi come energia elettrica o gasolio o sistemi inefficienti come una caldaia sovradimensionata che fa frequenti cicli accendi spegni.

Giovanna Garofano, energy manager dell’Hilton, ha mostrato come una struttura alberghiera di tipo lussuoso può presentare parametri di ecocompatibilità. Si deve prestare attenzione all’efficienza energetica già nella fase di progettazione, con un connubio di ingegneri e architetti, data l’importanza dell’aspetto estetico. Sono stati realizzati vari interventi: illuminazione anche con l’installazione di led, erogatori basso flusso, motori elettrici, inverter, etc., cercando di sfruttare gli interventi di ristrutturazioni per realizzare interventi di efficienza. Attualmente si sta valutando la cogenerazione. La compagnia ha varato il programma We care, think globally, act locally. Vengono stabiliti a livello di società gli obiettivi e si decide a livello locale come raggiungerli. E’ fondamentale controllare anche le caratteristiche reali dei componenti, perché ci possono essere delle sorprese e non è detto che siano negative, come nel caso dell’illuminazione. Gli erogatori a basso flusso hanno un tempo di ritorno di alcuni giorni; bisogna però sempre sottolineare quanto incide la durata della doccia. Giovanna Garofalo ha concluso con un elenco dei progetti realizzati, in via di realizzazione e proposti, con investimenti, tempi di ritorno e risparmi attesi. La somma dei risparmi di tutti i progetti è di oltre 600 tep, mentre con la cogenerazione si potrebbero ottenere ulteriori 500 tep.

Alessandro Ronca, del PER, ha esordito sottolineando che il problema del risparmio energetico non è la tecnologia; la maggior parte di quelle che vi illustrerò hanno almeno 20 anni. Il vero ostacolo è la comunicazione. In un mondo che vive di esteriorità, la comunicazione è il tema principale. Il centro ha fatto del risparmio energetico l’attrattiva turistica, come mostra il filmato che è stato proiettato. La struttura è stata abbandonata negli anni ’70 perché priva di acqua, necessaria per la produzione agricola. Non c’erano altri insediamenti nelle vicinanze, quindi è un ambiente incontaminato. E’ stata trasformata in luogo di accoglienza, integrando varie fonti rinnovabili di energia (solare fotovoltaico e mini eolico, solare termico sotto vuoto e ad aria, biomassa, raccolta delle acque dei tetti e potabilizzazione, riutilizzo plurimo delle acque reflue. Raffrescamento passivo con tubazione sotterranea che aspira da un bosco vicino, etc.). E’ un intervento sperimentale per vedere se si riusciva a realizzare ciò che si vedeva sui libri e tutto è stato fatto senza alcun finanziamento. Ogni camera ha un sistema di monitoraggio dei consumi, perché ogni ospite si possa rendere conto dei propri. Di solito l’energia si valuta solo al momento del pagamento delle bollette, mentre prima è qualcosa di molto meno definito, quasi intangibile. Il sistema controlla anche quale fonte sta fornendo l’energia. La struttura di 800m2 con 28 posti letto ha un picco massimo di assorbimento di 6kWe e 15 kWt, ed è ad oggi energeticamente autosufficiente con un monitoraggio che continua ancora oggi.

Le buone pratiche – Daniele Forni, FIRE

Cogenerazione diffusa – Giorgio Bergamini, Astrim

Le attività di un consorzio di acquisto – Claudio Della Pasqua, Asshotel

Impianti solari termici – Luca Degiorgis, SGI Engineering

Lusso eco-compatibile – Giovanna Garofano, Hilton

Presentazione – Alessandro Ronca, PER