Atti del convegno “Le novità introdotte dal D.Lgs. 115/2008”

Bari, 14 ottobre 2008
Palace Hotel

Il convegno di approfondimento è stato organizzato al fine di delineare le novità introdotte dal D.Lgs. 115/2008, di recepimento della Direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici. Durante l’incontro sono stati illustrati i contenuti del Decreto, le novità che riguardano gli enti locali, le società di servizi energetici, gli energy manager e l’evoluzione della normativa tecnica riguardante le ESCO e gli esperti in gestione dell’energia. Sono infine state presentate alcune esperienze di servizi energia da parte di ESCO ed energy manager.

Prima sessione

Ad aprire la mattinata è stata Angela Barbanente, Assessore Regione Puglia, che, dopo aver portato i saluti delle autorità locali, ha sottolineato l’importanza di promuovere iniziative come quelle avviate dalla FIRE, soprattutto in questo momento storico in cui il tema del risparmio energetico sta penetrando con prepotenza attraverso continue novità legislative, che obbligano gli operatori del settore sia tecnico che amministrativo ad uno sforzo di aggiornamento continuo.
La Regione Puglia, ha continuato Barbanente, è attivamente impegnata nello sviluppo delle fonti e del risparmio energetico, contribuendo largamente, pur essendo penalizzata purtroppo dalla presenza di impianti fortemente inquinanti, alla produzione energetica nazionale. Ad oggi la Puglia ha un piano energetico regionale ed una legge sulla sostenibilità, che unisce i modi di costruire, legati alla tradizione ed al territorio ai temi dell’efficienza energetica. La Regione sta puntando anche sulla formazione, sulla semplificazione burocratica connessa a queste tematiche, proponendosi di lavorare assieme ad operatori di settore ed enti di supporto per raggiungere gli obiettivi preposti.

Ha preso poi la parola Dario Di Santo che ha sostituito Daniele Novelli (MSE), impossibilitato ad essere presente all’incontro, ed ha illustrato i contenuti del D.Lgs. 115/2008.
Il Decreto, di recepimento della Direttiva 2006/32/CE, introduce importanti novità intervenendo sull’efficienza negli usi finali e sui servizi energetici.
Partendo dalla Direttiva, questa era legata principalmente a due obiettivi: la rimozione delle barriere e la costituzione di un mercato dei servizi energetici. Dunque in Italia le misure adottate dal Decreto vanno in questa direzione: si punta sulla misura, sul monitoraggio, sulla conoscenza, che sono fondamentali per una buona realizzazione dei programmi e degli obiettivi. Per poter dare giusto peso a questi tre fondamenti è stato affidato all’ENEA il compito di costituire un’Agenzia che avrà la funzione, tra l’altro, di raccogliere i dati relativi ai risultati conseguiti a livello nazionale e locale relativamente all’efficienza energetica e di monitorare i principali provvedimenti attivi per promuovere la diffusione di interventi e lo sviluppo del mercato. Inoltre l’Agenzia dovrà redarre un rapporto annuale sull’efficienza energetica ed assicurare l’informazione a cittadini, imprese, amministrazioni ed operatori sugli strumenti disponibili e sul quadro finanziario e giuridico, fornendo, infine, le metodologie per la conduzione di diagnosi energetiche. Si tocca il concetto della misura anche sul fronte del monitoraggio, mentre sul versante relativo ai sevizi energia il Decreto prevede per i contratti che ci sia una controparte, l’energy manager nelle aziende dove è nominato, che garantisca il rispetto del contratto stesso.
Il Decreto parla anche di armonizzazione Stato Regione e di semplificazioni amministrative, individuando la responsabilità gestionale amministrativa ed esecutiva, per ciò che riguarda la realizzazione degli obblighi nelle P.A., nel responsabile del procedimento connesso a tali obblighi.
Altro aspetto riguarda i contatori: all’utente finale deve essere chiaro quanto consuma, cosa accade nei consumi nel lungo periodo, ecc. Di Santo continua parlando dell’introduzione delle varie definizioni (ESPCO, FTT, i sistemi di gestione energia, ecc..), dell’individuazione dei criteri di chi potrà fare la certificazione energetica e dei riferimenti per i software da utilizzare per queste attività.
Viene introdotto un fondo di rotazione per le ESCO, che hanno un ruolo fondamentale nel D.Lgs. 115/08. Novità ci sono anche per i certificati bianchi, che vengono ulteriormente perfezionati e per i quali l’Agenzia ha il compito di predisporre nuove schede di valutazione semplificata dei risparmi. Infine, per quanto riguarda il mercato, vengono definiti i “sistemi efficienti di utenza”, siti al cui interno è presente un impianto di generazione elettrica, di potenza inferiore ai 10 MWe, cogenerativo ad alto rendimento o alimentato da fonti rinnovabili, eventualmente nella titolarità di un soggetto terzo, che alimenta il solo cliente finale titolare dei siti stessi.

Il terzo intervento è stato di Giuseppe Tomasetti, vice presidente FIRE, che ha tracciato il quadro delle evoluzioni verificatesi in questi anni e che hanno portato al Decreto 115/08. Alcuni temi erano già molto maturi da tempo come relativo all’Agenzia, altri hanno invece avuto una evoluzione molto lenta, come quelli legati ai contratti di servizio energia (circa 15 anni ossia dal DPR 412/93), che prevedeva la revisione del concetto di ESCO. Uno dei temi in ballo è da sempre stato l’importanza da dare al pubblico; questo per 2 motivi: il pubblico non ha rischio d’impresa (un ospedale non chiude!) ed ha un ruolo di immagine nella promozione del risparmio energetico, quindi assume una funzione didattica verso la popolazione.
Uno dei punti emersi è che in Italia non c’è una base di conoscenza, quindi, osserva Tomassetti, come si fa ad imporre dei contratti ad efficienza se non si sa da dove si parte? Ad oggi, infatti, non ci sono dati storici dei consumi relativi ad ospedali, scuole, case di ricovero, ecc. quindi il problema primario è che per realizzare una gara d’appalto bisogna partire dal buio, da una situazione incontrollabile. Nel Decreto è uscito fuori un tentativo di risoluzione della questione, viene specificato, infatti, che la ditta che fa l’offerta deve effettuare una prima ricognizione e, una volta vinta la gara, prima di firmare il contratto potrà condurre le sue diagnosi per valutare se quello che ha promesso è realmente realizzabile.
Da tempo è emerso anche un altro problema: ci sono dei parametri da analizzare come il clima, che in Italia non è costante ed è diversificato da zona a zona; ciò influisce sulla stipula dei contratti e sul rapporto domanda (che è quella che dovrebbe essere curata maggiormente e si dovrebbe basare sulla conoscenza dei propri dati) ed offerta. In questo rapporto il monitoraggio è fondamentale, per valutare al meglio le scelte e gli obiettivi di riduzione consumi ed efficienza energetica.
“Da questa legge” conclude Tomassetti “inizia una fase in cui conoscenza e monitoraggio hanno una propria dignità nel settore energetico. In questo contesto la FIRE, ha il ruolo di valorizzare i lavoratori nel campo del settore energetico, di operare in rete con gli energy manager, di fare chiarezza dove ce n’è bisogno”.

Sandro Picchiolutto, FIRE, ha poi tracciato l’evoluzione dei servizi energetici, sottolineando come il Decreto risulterà essere determinante in futuro per la regolamentazione del modo di gestire l’energia. Studi effettuati, anche dall’ENEA, evidenziano che il mercato potenziale dei servizi energetici a livello Europeo è stato stimato ad almeno 5-10 miliardi di Euro l’anno e 25 miliardi di Euro nel lungo termine.
La definizione di servizio energia è proprio nella direttiva 2006/32/CE, che punta soprattutto su gestione, manutenzione, e controllo e che tiene ben presente il concetto di misura. Esiste un’integrazione di tale definizione sviluppata dal progetto di norma CST 13002 predisposta dal CEN TF 189 “Specifiche dei servizi per l’Efficienza Energetica”, secondo cui il miglioramento dell’efficienza oppure i risparmi energetici dovranno essere misurati e verificati attraverso metodologie convenute entro un periodo temporale definito contrattualmente. Tale norma risulta condizionata da un’ottica che considera come la maggioranza dei progetti sinora sviluppati in Europa nel campo dei servizi Energetici fanno riferimento alle Energy Service Companies (ESCO).
Il D.Lgs. 115/08 invece ha un approccio differente, indicando la figura del Fornitore di Servizi Energetici ossia di un soggetto che fornisce servizi energetici e che può essere uno dei seguenti soggetti: ESCO, distributore di energia, gestore del sistema di distribuzione, società di vendita di energia al dettaglio, esperto in gestione dell’energia, ESPCo. Quindi Picchiolutto parla delle maggiori barriere allo sviluppo dei servizi energetici tra cui ricordiamo la mancanza di informazioni e/o scetticismo da parte del cliente, la limitata comprensione delle opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica anche attraverso l’utilizzo dei CPE e FTT e limitata dimensione dei progetti associata ad eccessivi costi di transazione (nel caso di interventi ESCO).Si sono poi delineati i tre soggetti operanti nel campo dei Servizi Energetici definiti dal Decreto: la ESCO, la società di servizi energetici (ESPCo) e la società di servizi energetici (ESPCo). A differenza delle ESCO, le “Energy Service Provider Companies” (ESPCs) sono definite dal D.Lgs. 115/08 come un insieme (anche notevolmente disomogeneo) di soggetti che rendono disponibile un servizio per un importo determinato o sotto forma di un valore aggiunto alla fornitura di apparecchiature o energia. Sono remunerate con un corrispettivo per le loro consulenze e/o prestazioni professionali forniti piuttosto che sulla base dei risultati delle loro azioni e/o raccomandazioni e pertanto non assumono alcun rischio (né tecnico né finanziario), nel caso l’efficienza energetica successiva alla prestazione di servizio rimanga al di sotto del previsto.
Il D.Lgs. 115/08 sancisce infine un obbligo importante, soprattutto per la figura dell’energy manager, ossia di indicare il funzionario tecnico di controparte incaricato di monitorare lo stato dei lavori e la corretta esecuzione delle prestazioni previste dal Contratto Servizio Energia.

Il cammino della normativa tecnica connessa alla direttiva 2006/32/CE e ad altri disposti legislativi nazionali è stata delineata dall’ing. Forni, che ha iniziato esponendo i principi di condivisione e partecipazione alla base dell’attività di formazione e proponendo una panoramica delle attività in tale ambito dei principali enti di normazione a livello mondiale (ISO e IEC), europeo (CEN e CENELEC) e italiano (UNI e CEI). A livello europeo è stato accennato ai lavori della Task Force 190 CEN/CENELEC “Energy Efficiency and Savings Calculation”, sulla misura dei risparmi richiesti ai vari stati membri dalla Direttiva 2006/32/CE, analizzati attraverso tre approcci: Bottom-up calculation, Top-down calculation ed Integrated calculation method.
Altra importante Task Force è la 189 CEN/CENELEC “Energy Management and related services. General requirements and qualification procedures”, guidata dall’UNI e con segreteria del Comitato Termotecnico Italiano, che ha lo scopo di elaborare norme tecniche EN sull’energy management e sui servizi connessi. Le attività sono iniziate nel 2006 attraverso la creazione di tre Project Team, tra cui il PT EMS per norma su “Energy Management Systems” guidata da SIS che ha portato all’elaborazione della EN 16001 “Energy Management Systems. Requirements with guidance for use”, che dovrebbe essere pubblicata entro l’estate 2009. Il PT EES sui servizi di efficienza energetica, a guida italiana (CTI), che sta lavorando alla bozza di norma sugli “Energy Efficiency Services (EES). Definition and essential requirements”, che potrebbe diventare norma a inizio 2011. Durante i lavori di questo PT è emersa anche la necessità di norme o linee guida per “Energy Service Contracts”, e di norme sugli “Energy Audits” di alta qualità. Inoltre alcuni Enti di Normazione Nazionali (Francia e Italia) ritengono che una norma che specifichi i requisiti minimi delle ESCo potrebbe essere utile per il mercato, sopratutto lato domanda e in particolare per le pubbliche amministrazioni.
Forni continua fornendo un quadro della produzione normativa mondiale nel settore dei sistemi di gestione dell’energia, con le norme nazionali coreane, danesi e americane, i lavori attualmente in corso in Brasile, Cina e Tailandia e la partenza a settembre 2008 della norma internazionale, la ISO 50001 con il supporto UNIDO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale) e con forte partecipazione del CEN per sostenere le linee della EN 16001. Si è concluso con la presentazione del Gruppo misto UNI-CEI GGE Gestione dell’Energia a segreteria CTI, interfaccia nazionale delle attività ISO e CEN in materia, che sta lavorando alle norme tecniche nazionali sui requisiti essenziali delle Società che forniscono servizi energetici (ESCO) e sulle procedure di qualificazione degli Esperti in gestione dell’energia.

È intervenuto quindi Vincenzo Albonico, dell’Agesi, che dopo aver presentato l’Associazione, che raggruppa le Imprese di Facility Management e Energia, ed aver delineato per grandi linee le problematiche legate all’energia (ad esempio il petrolio e le scarse risorse energetiche), ha sottolineato come nel nostro Paese siamo “ricchissimi” di norme, direttive, decreti, leggi, pareri, circolari sui vari argomenti energetici come accade per la produzione di energia termica o l’autoproduzione di energia elettrica e calore attraverso sistemi di Cogenerazione. Questo calderone normativo crea difficoltà e non solo di interpretazione. Quindi Albonico ha affrontato più da vicino le tematiche relative al D.Lgs. 115/08 sintetizzandolo in tre obiettivi:contribuire al miglioramento della sicurezza dell’approvvigionamento energetico; supportare il miglioramento dell’ambiente attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra; stabilire una serie di misure finalizzate al miglioramento dell’efficienza negli usi finali dell’energia sotto il profilo dei costi e dei benefici.
Affinché tali mete vengano raggiunte è necessario proseguire con tutti gli interventi dai più piccoli ai più importanti, nei campi dell’educazione al risparmio energetico degli utilizzatori, dell’esercizio degli impianti energetici secondo principi tecnicamente ineccepibili, della gestione integrata degli immobili e delle infrastrutture. Non meno importanti sono le modalità di applicazione del “Servizio Energia” e del “Servizio Energia Plus” con particolare riferimento alla certificazione energetica preliminare dell’edificio ed ai valori della riduzione degli “indici di energia primaria” da applicare alla prima stipula di un contratto servizio energia plus (min. 10%) e successivo rinnovo (min. 5%) sui quali sono necessari alcuni aggiustamenti/precisazioni.
Le conclusione di Albonico hanno riguardato le Associazioni Professionali e di Categoria, poiché esse svolgano un’azione di diffusione della conoscenza di tali tematiche, un’azione di vigilanza, stimolo e collaborazione con le Istituzioni nell’interesse del Sistema ed una collaborazione aperta e trasparente con le Istituzioni per la semplificazione e razionalizzazione ed eventuale miglioramenti delle Leggi esistenti.

Vincenzo Lattanzi, ENEA, ha delineato lo stato dell’arte della certificazione energetica degli edifici e come tale tematica viene affrontata nel nuovo Decreto.
L’articolo 18 del D.Lgs. 115/08 enuncia che l’Agenzia per l’Energia definisce le modalità e rende disponibili le diagnosi energetiche che devono essere efficaci, di alta qualità ecc., e che devono essere considerate un servizio. In un comma successivo anche la certificazione viene definita come servizio, ma Lattanzi, provocatoriamente, si chiede se realmente verrà considerata come tale o se rimarrà carta scritta come è accaduto per le relazioni tecniche previste dalla legge 10/91. Il tema della certificazione è stato il perno del D.Lgs. n. 192/07, che ha rimandato ad un Decreto attuativo successivo (180 gg) l’emanazione di linee guida nazionali valide fino a quando ciascuna regione o provincia autonoma non avrà emanato un proprio provvedimento Legislativo di recepimento della stessa direttiva, trattandosi di legislazione concorrente tra stato e regioni (revisione titolo V della Costituzione). In tal senso hanno operato e stanno operando alcune regioni e province autonome (Bolzano,Trento, Piemonte, ecc.) province (Milano, Vicenza) ed alcuni comuni (Carugate, Reggio Emilia) proponendo ciascuno un proprio sistema di certificazione. Questo trasferimento di competenze alle regioni, ha reso ancor più urgente l’emissione, da parte del governo, di un decreto di indirizzo che indichi le strade da seguire, al fine di assicurare uniformità di intenti ed omogeneità su tutto il territorio nazionale. Infatti si ritiene che un ostacolo alla diffusione della certificazione energetica sia rappresentata dalla possibilità da parte di regioni ed enti locali di elaborare in autonomia, propri criteri, creando una differenziazione territoriale con conseguente difficoltà degli operatori interessati.
Altre problematiche legate all’attuazione della certificazione riguardano il coinvolgimento di tutti gli attori del mercato, poiché ciascuno deve sentirsi parte attiva della filiera ed elemento chiave del processo, valorizzando il ruolo della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Determinante è anche la qualificazione ed accreditamento dei certificatori, dal momento che vi è una mancanza di competenza generalizzata negli operatori di tutta la filiera, competenza che deve invece essere accresciuta e garantita.

Seconda sessione

La sessione pomeridiana si è aperta con Celeste Napolitano di Isnova, che ha presentato il Sistema Europeo di Certificazione in Energy Management (SECEM). Facendo capo a FIRE, tale Sistema si propone, sulla base della procedura di certificazione volontaria prevista dalla Norma ISO/IEC 17024:2003, di rispondere all’esigenza del mercato di certificare le competenze professionali dei tecnici Esperti in Gestione dell’Energia. Il SECEM permetterà di puntare sulle competenze certificate, spendibili sul mercato del lavoro, garantendo ai destinatari una preparazione di alto profilo, conforme agli standard nazionali/internazionali fissati per l’E.M., nonché a quelli ISO sulla certificazione delle persone. Fino ad ora, infatti, le competenze dell’energy manager sono state poco delineate, così come il suo ruolo e le funzioni all’interno degli ambienti lavorativi pubblici ed aziendali. La certificazione ha validità di 3 anni, rinnovata con esame e/o con presentazione di crediti. La qualificazione degli esperti, nota Napolitano, risulta essere un punto importante anche nel Decreto 115/08 che all’art. 16 punto 1 dice: “Allo scopo di promuovere un processo di incremento della qualità e competenza tecnica per i fornitori di servizi energetici … a seguito dell’approvazione di apposita norma tecnica UNI CEI, è approvata una procedura di certificazione volontaria … per gli esperti in gestione dell’energia.”
Nell’ambito di SECEM è stato pubblicato il bando per candidarsi come GrandParents. La selezione permetterà di costituire un elenco di esperti altamente qualificati da impiegare per le attività relative alla preparazione/conduzione degli esami oltre che per eventuali altre azioni di supporto alla certificazione degli Esperti in gestione dell’energia (Energy manager) nella prima fase di attuazione del sistema di certificazione. L’accreditamento di SECEM presso SINCERT garantisce: trasparenza nelle procedure, imparzialità nelle valutazioni, competenze nelle attività.
Per ogni informazione consultare il sito www.secem.eu

Le novità introdotte dal D.Lgs. 115/08 per gli enti locali e il rapporto tra questi ultimi e l’efficienza energetica sono stati gli argomenti affrontati da Francesco Belcastro della FIRE, che ha evidenziato come ad oggi ancora la P.A. non sia del tutto orientata ad individuare interventi mirati al risparmio energetico. Qualche passo in avanti negli ultimi tempi si è avuto con la Direttiva 2006/32/CE che chiede agli Stati membri un ruolo esemplare per raggiungere obiettivi minimi di efficienza definendone alcuni obblighi, e successivamente con gli obiettivi comunitari 20-20-20.
All’interno del Decreto, diversi articoli interessano in maniera diretta la P.A. Tali articoli possono sintetizzarsi: nel nuovo ruolo dell’ENEA che deve operare da supporto tecnico scientifico per gli Enti e dare informazione sugli strumenti a disposizione per il risparmio energetico; nell’adozione di misure di armonizzazione e distribuzione delle funzioni fra Stato e Regioni relativamente all’efficienza energetica; nelle semplificazioni amministrative ed autorizzative nel settore edilizio e delle fonte rinnovabili, in particolare nella costruzione di impianti di cogenerazione di potenza termica inferiore ai 300 MW. Un intero Capo, costituito da 4 articoli, è dedicato al settore pubblico che è chiamato ad utilizzare al meglio gli strumenti tecnici, economici e finanziari per realizzare interventi di miglioramento dell’efficienza e per promuovere azioni sul territorio. Viene individuata nella persona del responsabile del procedimento connesso all’attuazione degli obblighi ivi previsti la responsabilità amministrativa, gestionale ed esecutiva dell’adozione degli obblighi di miglioramento dell’efficienza energetica assegnata all’Amministrazione Pubblica. Alcuni obblighi sono previsti in materia di monitoraggio e comunicazione dei risultati ai cittadini conseguiti annualmente da azioni di efficienza energetica intraprese, altri obblighi nell’edilizia pubblica a supporto del D.Lgs.192/05; infine vengono stabiliti obblighi sugli acquisti di prodotti con ridotto consumo energetico e sulle gare di appalto.
Quindi Belcastro ha presentato i risultati di un’indagine condotta tra gli energy manager nominati nella Sanità relativamente al D.Lgs. 115/08, da cui emerge che solo un 27 % degli intervistati conosce “abbastanza” il contenuto del Decreto; inoltre, nella metà delle aziende dove essi operano, non è attivo un contratto servizio energia. In linea di massima emerge comunque una buona volontà da parte dei responsabili per l’uso razionale dell’energia di voler operare secondo quanto previsto dal Decreto, sia dal punto di vista istituzionale che tecnico, nonostante ciò sia vincolato da tempo e da risorse scarsi. Per di più, c’è poca comunicazione all’interno della P.A. stessa: pochi energy manager sanno delle iniziative condotte in altre Regioni per far nascere una rete di responsabili per l’uso razionale dell’energia operante negli ospedali del territorio. Tutti gli intervistati ritengono, infine, opportuno che le amministrazioni regionali della Sanità svolgano un ruolo più attivo per la gestione dell’energia nelle proprie strutture anche per sfruttare le sinergie con altre iniziative della P.A. locale.

Maurizio Ferrante, Consip, ha dunque parlato dell’esperienza nei servizi energetici della Società per cui lavora, evidenziando come la spesa annuale delle P.A. per il soddisfacimento del fabbisogno energetico supera i 4.500 Mln € (di cui 30% va in energia elettrica e 26% in gas naturale) e rappresenta, pertanto, un’importante area di intervento delle iniziative di risparmio. Ad oggi complessivamente l’Area Real Estate/Energy di Consip gestisce 11 iniziative attive: otto convenzioni e tre bandi attivi sul mercato elettronico della P.A.
Sin dal 2000, anno di nascita della Consip, le iniziative Energy hanno avuto come obiettivo un’offerta variamente personalizzabile ed integrabile di beni e servizi a supporto del governo del patrimonio della P.A. Lo sforzo maggiore riscontrato è stato quello di introdurre nelle P.A. i Contratti a Prestazione (EPC – energy performance contract) e successivamente le gare di Servizio Integrato Energia (SIE), che prevedono un contratto a prestazione che ha per oggetto il “servizio energia” ai sensi del DPR 412/93 mediante una gamma di servizi integrati Nella Convenzione Servizio Integrato Energia è previsto l’obbligo di realizzare un audit energetico standard del sistema edificio/impianto finalizzato alla stima dei consumi energetici ed alla individuazione di possibili interventi di ottimizzazione da implementare. Il fornitore, eseguita la diagnosi energetica, dovrà quindi fornire un quadro sui consumi energetici della struttura edificio/impianto ed individuare le azioni possibili per migliorare l’utilizzo e la trasformazione dell’energia, favorendo il ricorso alle fonti rinnovabili e assimilate. Una volta realizzati gli interventi dovrà monitorare annualmente i risultati. Al fine di incentivare la razionalizzazione energetica e misurare i risultati ottenuti, il Servizio Integrato Energia prevede che il Fornitore realizzi progetti di risparmio energetico, a beneficio delle Pubbliche Amministrazioni aderenti alla Convenzione, i cui risultati siano certificati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas nell’ambito dei decreti ministeriali del 20/07/2004.
Quindi Ferrante ha parlato del Servizio Luce, un contratto a “prestazione” che prevede la gestione integrata dei servizi di Illuminazione Pubblica (servizi a canone, servizi opzionali) oltre alla fornitura di energia elettrica, affidando al fornitore la responsabilità del rispetto della normativa in materia e la realizzazione di interventi per massimizzare l’efficienza energetica. Hanno aderito al servizio 145 Comuni con 335.000 punti luce ed è stato richiesto il Servizio Opzionale di sostituzione di lampade ad Alta Efficienza sul 30% dei Punti Luce.

Fabio Rombini, della Regione Emilia Romagna, ha portato in aula l’esperienza regionale in ambito energetico sanitario. Sulla base del piano energetico e di una legge regionale n. 26/04 “Disciplina della programmazione energetica territoriale ed altre disposizioni in materia di energia”, l’Assessorato alle Politiche per la Salute, tra gli obiettivi assegnati ai Direttori Generali delle Azienda sanitarie, ha previsto specifici risultati da conseguirsi in materia di uso razionale dell’energia nel processo di produzione stessa dei servizi sanitari. La prima delibera del 2007 ha quindi riguardato proprio il managment del settore energetico sanitario che si è trovato a gestire due programmi: uno sulla qualificazione dei consumi energetici ed innovazione tecnologica nelle aziende sanitarie e l’altro sul miglioramento continuo del processo di gestione ambientale. Rombini ha quindi puntato l’attenzione sulla costituzione del Gruppo Regionale Energia, in cui rappresenta il dirigente regionale, dove tra l’altro sono presenti 17 energy manager.
Recentemente all’interno dello stesso sono stati formalizzati 5 gruppi tematici: Campagna sensibilizzazione uso razionale dell’energia – Parametri consumi energia in sanità – Modello informativo – Formazione – Finanziamenti progetti riduzione consumi / fonti rinnovabili. Quest’ultimo gruppo ha una rilevanza particolare poiché gli aspetti economici sono fondamentali in un settore come quello sanitario in cui è difficile trovare finanziamenti per ristrutturazioni ed ammodernamento degli stabili. Il modello organizzativo per il settore Sanità a livello regionale è quindi oramai consolidato ed opera attivamente, ma, dice Rombini, sarebbe opportuno passare ad un livello superiore ossia dall’azione di singoli, gli energy manager ad un vero e proprio energy management system in cui misure di efficienza energetica, conoscenza tecnica, comportamenti virtuosi convergano sull’obiettivo dell’uso razionale dell’energia come contributo importante della sostenibilità economica ed ambientale in sanità Questo comporterebbe anche aderire e sostenere i programmi regionali di coordinamento di attività, scambi di informazioni, benchmarking al fine di implementare un “sistema regionale” di monitoraggio sull’uso razionale dell’energia in sanità.

Successivamente, Sergio La Mura di Siram ha tracciato il punto di vista di una società di servizi energetici rispetto al D.Lgs. 115/08 ed all’attuale mercato in cui le aziende si trovano ad operare. Dopo aver descritto il Gruppo Siram, ricordando che gestisce 8.200 impianti gestiti (69.990 letto in 562 strutture sanitarie) La Mura ha quindi parlato dei vari articoli presenti nel Decreto ritenendo che la parte più innovativa risulta essere l’Allegato II del provvedimento poiché definisce “i requisiti e le prestazioni che qualificano il Contratto Servizio Energia”.
Il documento disciplina gli aspetti fondamentali della materia, ovvero: – i requisiti del Fornitore del Contratto Servizio Energia- le prestazioni minime offerte nell’ambito di un Contratto Servizio Energia – le prestazioni aggiuntive che danno accesso a particolari incentivazioni e agevolazioni – i limiti della durata contrattuale. Elemento nuovo è anche il “Contratto Servizio Energia Plus” che prevede l’impegno, da parte del Fornitore, a ridurre l’indice di energia primaria (EP) per la climatizzazione invernale di almeno il 10% rispetto a quello indicato nella Certificazione Energetica. Secondo La Mura questo è il vero contratto servizio energia (per cui non ha molto senso il “plus”), ma l’aver definito un rendimento minimo del 10% potrebbe creare dei problemi in strutture già efficienti.
Infine, La Mura ha palato delle esperienze di Siram nel come ESCO, illustrando l’intervento di riqualificazione di centrale termica (finanziato al 90%) con installazione di caldaie ad alto rendimento, termoregolazione e contabilizzazione del calore, telegestione degli impianti effettuato sul condominio Tre Torri, a Verona, che ha portato un risparmio effettivo di energia primaria pari al 21%.

Matteo Tripodina, energy manager dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, ha portato in aula l’evoluzione delle attività legate all’energia nell’Azienda ospedaliera, che ha adottato al fine di diminuire l’impatto ambientale dell’edificio e delle attività in esso svolte, il piano energetico ambientale.
All’interno del documento sono state individuate le aree d’intervento per ridurre l’impatto ambientale e contribuire al risparmio energetico: energia elettrica, termica, acqua e fabbricato. Su queste basi il programma prevede la realizzazione di alcune azioni: attività di Audit energetico aziendale, introduzione di attrezzature e tecnologie a basso costo di esercizio ed energeticamente efficienti, certificazione energetica dell’involucro edilizio, introduzione di fonti rinnovabili mediante l’adozione di sistemi di autoproduzione di energia, formazione del personale e sensibilizzazione dei pazienti sui temi del risparmio energetico.
Il Sant’Andrea partecipa anche al progetto Roma per Kyoto, che, co-finanziato dalla Unione Europea, ha l’obiettivo principale di definire un piano d’azione per il Comune di Roma che contribuisca concretamente al raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Protocollo di Kyoto e che sarà portato all’adozione da parte del Consiglio Comunale. All’interno del complesso del Sant’Andrea la quasi totalità degli usi di energia termica sono serviti da un’unica centrale, con un sistema di regolazione e controllo remoto che consente di monitorare ed ottimizzare i prelievi per gli usi finali come ad esempio la regolazione delle temperature dei singoli locali. L’implementazione di impianti di questo tipo richiede investimenti che possono essere recuperati dalla gestione razionale dell’energia. Tripodina ha calcolato che per l’anno 2006 la domanda energetica complessiva si è attestata ad un valore pari a 5.397 tep ovvero, considerando i 450 posti letto assegnati dalla Regione Lazio all’Ospedaliera, un costo energetico per posto letto paria 12 tep/P.L. Sono in programma 11 interventi: installazione di generatori fotovoltaici, eolici e di trigenerazione, riqualificazioni del complesso edificio-impianto, recupero idrico per innaffiamento. Tripodina infine ha sottolineato l’importanza dell’energy managment nella struttura in cui opera, che dal 2003, anno di nomina del primo energy manager, ad aggi ha fatto grandi passi, rafforzandosi e diversificandosi nei campi di azione.

Ha chiuso la giornata convegnistica, Dario Di Santo, affrontando il tema degli incentivi e del buon utilizzo degli stessi. Tracciando il quadro italiano in ambito energetico, il direttore FIRE, ha affermato che i prezzi del petrolio sono per le economie mondiali un danno incisivo che ha portato la Comunità Europea nel 2007 a definire per i suoi Stati il programma 20-20-20. Per il nostro Paese, la cui dipendenza energetica dall’estero è pari all’85%, quelli UE sono obiettivi difficilmente raggiungibili, nonostante qualcosa si sia mosso a livello normativo e di mercato e nonostante risparmio energetico e fonti rinnovabili, sono ormai concetti basilari, entrati anche negli ambienti pubblici e nelle P.A., dove fino a qualche anno fa la conoscenza dei temi in questione era fortemente bassa. Per rendere tali concetti concreti, è necessario che si punti sulla formazione, sulla comunicazione, sull’introduzione della figura dell’energy manager. Diventa indispensabile affidarsi a nuovi strumenti di mercato come le ESCO e i finanziamenti tramite terzi, nonché usufruire degli incentivi, utili anche per avviare delle diagnosi energetiche e quindi per permettere alla P.A. di prendere conoscenza del territorio.
Con il nuovo Decreto “a decorrere dal 1° gennaio 2009 gli strumenti di incentivazione di ogni natura attivati dallo Stato per la promozione dell’efficienza energetica, non sono cumulabili con ulteriori contributi comunitari, regionali o locali, fatta salva la possibilità di cumulo con i certificati bianchi “e fatto salvo nella misura massima individuata, per ciascuna applicazione, sulla base del costo e dell’equa remunerazione degli investimenti. Nonostante ciò gli incentivi sono utili, ma occorre qualche accortezza, onde evitare gli errori del passato: è inutile, ad esempio, introdurli se non si modificano le regole del gioco in accordo con essi (autorizzazioni, procedure, etc).
Inoltre è importante investire nel monitoraggio e nelle risorse per la gestione dei meccanismi, che devono poter essere modificati in tempi brevi, e bisogna tener bene a mente che i primi incentivi in termini di importanza ed efficacia sono la coerenza e la “certezza” delle regole.

Prima sessione

Evoluzione dei servizi energetici– Sandro Picchiolutto, FIRE

Il cammino della normativa tecnica sulla gestione dell’energia– Daniele Forni, FIRE

Il modello delle ESCO: sviluppi attesi– Vincenzo Albonico, Agesi

Le nuove regole sulla certificazione energetica nell’edilizia: stato dell’arte– Vincenzo Lattanzi, Enea

Seconda sessione

La certificazione delle competenze: il SECEM– Celeste Napolitano, Isnova

Cosa cambia per gli Enti Locali: obblighi e opportunità– Francesco Belcastro, Fire

L’esperienza Consip nei servizi energetici– Maurizio Ferrante, Consip

Uso razionale dell’energia in sanità: l’esperienza della Regione Emilia Romagna– Fabio Rombini, Regione Emilia Romagna

Esperienze nei Servizi Energetici– Sergio La Mura, Siram

Il Sant’Andrea per l’ambiente– Matteo Tripodina, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea

Usare bene le incentivazioni disponibili– Dario Di Santo, Fire