Atti del Convegno Enermanagement “Investire nell’efficienza energetica”

Sirmione, 19-20 novembre 2009

Il convegno annuale della Federazione è stato caratterizzato dagli interventi di relatori esperti, rappresentanti e manager di aziende italiane ed istituti di credito, nonché di esponenti di rappresentanza istituzionale. Di stretta attualità la questione sul tavolo del simposio: il difficile cammino di chi intende investire in efficienza energetica. Molti gli spunti emersi, tra cui la mancanza di semplificazione normativa e la poca bancabilità dei progetti. Un confronto che alla fine delle due giornate ha visto emergere interessanti proposte ed obiettivi.

Sessione I- 19 novembre

Il saluto di Cesare Boffa, presidente FIRE, ha dato il via ai lavori convegnistici che nella prima mattinata hanno visto alternarsi al tavolo dei relatori argomenti e personalità di spicco.

Il primo a prendere al parola è stato Dario Di Santo, direttore della Federazione, che ha iniziato il suo intervento sottolineando come le criticità legate alle distorsioni legislative privano il sistema energetico italiano della capacità di cogliere opportunità e quindi di crescere; molti dei provvedimenti normativi ad oggi non sono ancora operativi, così come determinati programmi (basti pensare ad Industria 2015). Ciò è una grossa perdita per il Paese che potrebbe perdere sfide importanti. Ci sono casi però, sottolinea Di Santo, in cui si registrano dei successi, come il meccanismo dei certificati bianchi, che è un buon esempio di funzionamento sinergico delle istituzioni. C’è ancora tanto da fare anche in questo campo, soprattutto al fine di potenziare il meccanismo, ma si può sicuramente classificare come un fiore all’occhiello del sistema. Molte opportunità sono presenti oggi per chi vuole investire nell’efficienza energetica: fondi strutturali, detrazioni fiscali, servizi energia, ricerca di sistema, ecc. Tutto deve mirare a far sì che l’Italia raggiunga gli obiettivi 20-20-20 e che il mercato venga portato ai posti di partenza.

A seguire Veronica Venturini, FIRE, ha sostituito Francesca Salvemini dell’AIEE; l’intervento ha voluto mettere in evidenza l’importanza di creare un sistema legislativo e regolatorio valido al fine di puntare sullo sviluppo dell’efficienza energetica. Da un documento dell’Associazione presentato all’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, relativo alle politiche tradizionali e alle nuove politiche di promozione dell’efficienza energetica, sono emerse alcune criticità, tra cui ricordiamo l’eccessiva presenza di norme e la mancanza di attuazione delle stesse (come è accaduto per il D.Lgs. 192/2005). Ciò crea vuoti normativi che rallentato il mercato. A questo si associa la mancanza di statistiche di riferimento, che si traducono in difficoltà di valutare il risparmio anche nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi, e la difficoltà di accesso al credito.

La seconda parte della mattinata si è svolta sotto forma di tavola rotonda a cui hanno partecipato istituzioni, associazioni e personalità del mondo energetico. Roberto Malaman, direttore generale dell’AEEG, ha mostrato i positivi risultati conseguiti dal meccanismo dei certificati bianchi. “Fino ad oggi sono stati risparmiati grazie al meccanismo circa 5 milioni di tep”, ha sottolineato Malaman, che ha continuato “L’81% degli interventi sviluppati sono stati portati avanti dalle società di servizi energetici. Solo l’1% dei tep risparmiati sono riconducibili a progetti che registrano al loro interno la presenza di un energy manager; a rappresentanza della categoria solo 5 si sono accreditati all’AEEG” ed ha infine sottolineato l’importanza di contribuire in modo propositivo e costruttivo a superare le criticità dello schema, come la carenza di schede di valutazione semplificate dei risparmi. Nel corso del dibattito tra i rappresentanti presenti al tavolo sono emersi molti spunti di interesse come l’esigenza di semplificare le procedure, migliorare la concorrenza nel mercato libero, razionalizzare gli incentivi, velocizzare le autorizzazioni, promuovere la qualificazione professionale e supportare le PMI, non tanto con incentivi, quanto con opportuni strumenti, quali sportelli associativi e ESCO. Gli interventi di Alessandra Boffa (Confindustria), Francesca Sabatini(Confartigianato), Paolo Guaitamacchi (APER) e Pieraldo Isolani (Adiconsum) sono stati incentrati proprio su questi argomenti, mentre Giuseppe Dell’Olio (GSE) è intervenuto in merito alla Direttiva 2004/08/CE, sottolineandone la necessità di promuoverla e renderla attiva sul campo. L’esperienza della Regione Lombardia, portata da Raffaele Tiscar della Direzione Reti, mostra come a partire dalla conoscenza (dati raccolti sui consumi e le emissioni) si possano definire dei programmi di medio-lungo periodo oggettivi e in grado di dare chiare indicazioni, capaci di lanciare il mercato molto più degli incentivi, spesso cospicui, ma depotenziati da intoppi burocratici e continui cambi delle regole.

Sessione II- 19 novembre

Il pomeriggio, dedicato al mondo delle ESCO e degli istituti di credito, ha visto la presentazione di importanti novità esposte dal mondo bancario. Ad iniziare i lavori è stato Daniele Forni, FIRE, che ha trattato il tema del credito all’impresa e che ha sottolineato come in questo momento di crisi molti, e tra questi ritroviamo una buona fetta di energy manager, scelgono di investire in efficienza energetica per rendersi più competitivi sul mercato. Uno degli strumenti per investire in questo campo sono proprio le ESCO, che si relazionano con i clienti e le banche attraverso due schemi operativi tipici: finanziamento tramite terzi (FTT) ed energy performance contracting (EPC). Ad oggi questo schema ha funzionato poco e si sono registrate notevoli difficoltà (non è ancora partito il fondo di garanzia previsto dal D.Lgs. 115/08). FIRE, oltre ad aver partecipato ad un tavolo normativo per la definizione di una norma tecnica che chiarisca cosa è una ESCO, ha avviato un’indagine sul settore che ha evidenziato come quelli che hanno avuto esperienze con le ESCO sono nella maggior parte dei casi soddisfatti e pensano di ricorrervi in futuro, anche se una grossa fetta dei clienti finali non ha mai avuto contatti con una ESCO.

Andrea Martinez, che ha sostituito Vincenzo Albonico di Agesi, ha affrontato il tema dell’accesso al credito e del ruolo delle ESCO nello scenario energetico, sottolineando come ad oggi far partire il sistema delle Energy Service Company in Italia è un tema su cui si parla molto da un lato e si agisce molto poco dall’altro. Purtroppo il nostro Paese è già in ritardo, sottolinea Martinez, rispetto ai traguardi fissati dalla UE e ciò anche a causa dell’operato dei nostri rappresentanti: quante delle “azioni” previste dal D.Lgs. 115/2008 sono state attivate ad oggi da parte dei vari soggetti coinvolti, e con quali tempi rispetto alle previsioni? Il percorso corretto da intraprendere per effettuare la vera ed adeguata efficienza energetica dovrebbe prevedere un sostegno da parte delle Istituzioni ed Associazioni di categoria alle ESCO, correlato con una semplificazione normativa. Ha concluso sottolineando la necessità di creare un Testo Unico sull’efficienza energetica per riuscire più facilmente ad orientarsi nella gran quantità di leggi e dati accumulati.

Dopo questi due interventi è stato avviato un tavolo di confronto tra ESCO e banche da cui è emersa la necessità di sviluppare nuovi strumenti di credito per raggiungere gli obiettivi nazionali.

Nonostante le difficoltà e gli ostacoli presenti, il settore del credito registra anche buone esperienze: è il caso di Intesa San Paolo, per la quale ha parlato Luca Giordano. La banca ha avviato una serie di finanziamenti per gli investimenti nel campo dell’energia iniziando a rivolgere l’attenzione anche alle ESCO. Per esempio nel fotovoltaico la banca pensa ad un finanziamento diretto alla ESCO con cessione del credito, dove l’utente finale, ossia in questo caso il cliente privato, beneficia dello scambio sul posto. Per ciò che riguarda le piccole e medie imprese e gli enti pubblici il finanziamento è sempre diretto alla ESCO, con cessione credito e garanzia aggiuntiva. Anche MPS, per la quale è intervenuto Bruno Fortichiari, ha strumenti finanziari avviati per sostenere l’efficienza energetica e in particolare l’efficientamento dei macchinari, il fotovoltaico, il biogas e l’eolico. Marco Bianchi di Banca Etica ha portato le esperienze realizzate dalla banca stessa nel settore nell’efficienza energetica, sia con prodotti finanziari, sia attraverso una ESCO partecipata. Anche in questo caso i finanziamenti nel settore energetico mirano a sostenere le varie forme di efficienza energetica, il cui target sono i piccoli privati. La garanzia richiesta al cliente è la dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto.
Gli interventi delle ESCO sono stati aperti da Andrea Martinez di Cofatech che ha evidenziato la complessità del sistema normativo che blocca lo sviluppo del mercato, nonché la diffidenza da parte della clientela verso il finanziamento tramite terzi. Quest’ultima è una conseguenza diretta della paura che si registra nei confronti del mondo bancario, anche per le garanzie richieste.
Gianfranco Pisani, di Genergia, ha sottolineato le necessità di una ESCO soprattutto per il bisogno di strumenti finanziari adeguati per la copertura “off balance sheet” del rischio credito del cliente. “Oggi”, ha detto Pisani, “una ESCO italiana investe tipicamente 1-10 M€ a progetto”. Quindi ha lanciato alcune richieste al mondo finanziario tra cui: evitare il credito a pioggia, prestare attenzione ai business plan con forte leva e a quelli basati su incentivi.
A chiudere il tavolo di confronto è stato Renato Cremonesi, della Cremonesi Consulenza, che ha parlato dell’efficienza energetica negli edifici, sottolineando l’energia sprecata annualmente per inefficienza delle nostre case (17 Mtep). In Italia ci sono circa 21 milioni di abitazioni e di queste solo l’8% sono state costruite dopo la legge 10/91, per cui il nostro patrimonio edilizio ha bisogno di una riqualificazione in termini di efficientamento. Le potenzialità in questo campo sono enormi ma non si stanno cogliendo le opportunità in gioco e questo anche a causa della crisi e delle inefficienze di sistema, come l’errato finanziamento da parte delle banche alle ESCO soprattutto per ciò che riguarda l’accesso al credito.

Sessione III- 20 novembre

La seconda giornata di convegno ha proposto una serie di buone pratiche germogliate nei vari settori a dimostrazione che, nonostante gli ostacoli, si possono cogliere risultati positivi. Ad introdurre la sessione è stato Daniele Forni, FIRE, che ha fornito alcune informazioni sulle attività di indagine portate avanti dalla Federazione dal 2000 ad oggi e riportato i dati di quella realizzata tra febbraio e maggio 2009 sulle buone pratiche.

Quindi si è aperto un dibattito tra vari rappresentanti di aziende ed Enti sulle realizzazioni e progetti concretizzati nel settore del risparmio energetico. Il primo esempio è stato riportato da Saul Fava di Schneider Electric, che ha esposto il caso di intervento negli stabilimenti italiani della birra Carlsberg dove, dopo i monitoraggi e l’analisi dei dati, si è creato un unico impianto di supervisione per tutta la fabbrica, si sono avviate azioni di risparmio tra cui la gestione ottimizzata dell’impianto di raffreddamento e della centrale termica, la sostituzione dei bruciatori delle caldaie con tipologia modulante, l’inserimento di variatori di velocità su ventilatori e pompe, ecc. La sfida maggiore è stata quella legata all’automazione del processo di produzione con gestione della caldaia in base al carico .
Altro caso di successo è quello dell’Atlas Copco, azienda che opera nel settore dell’aria compressa. Luca Bicchierini ha evidenziato come grazie alle tecnologie disponibili in questo campo si possono raggiungere notevoli risparmi con i compressori a velocità variabile (VSD), ad esempio, con i quali è possibile raggiungere fino al 35% di risparmio energetico. Bicchierini ha quindi parlato di alcuni Case History, dove si sono raggiunti risultati importanti; tra questi, un’azienda tessile, Sinterama, dove si è intervenuto nella sala compressori installando 4 unità oil free raffreddate ad acqua con potenza nominale di 400 kW di cui una con recupero termico che ha permesso di recuperare calore attraverso l’acqua di raffreddamento con un risparmio di 98 TEP annui (su un funzionamento di 4000 ore/anno).
Francesca Lam-nang ha poi riportato l’esperienza di COOP, che persegue da anni una politica ambientale e di sviluppo sostenibile. All’interno dei supermercati si è dunque intervenuto per migliorare l’efficienza anche attraverso nuove tecnologie (lampade fluorescenti compatte, reattori elettronici, sistemi di controllo per accensione e spegnimento automatico delle luci, installazione di impianti di illuminazione a led nei parcheggi, ecc.). Grazie agli interventi di dimmerizzazione dell’impianto di illuminazione avviati in un ipermercato, ad esempio, in un anno è possibile risparmiare circa 120.000 kWh di energia elettrica. Da alcuni anni a questa parte nei punti vendita Coop vengono installati ventilatori ed elettropompe ad alta efficienza, pannelli solari termici e, dove possibile, è stato avviato l’allacciamento a impianti di teleriscaldamento. Anche Intesa San Paolo ha avviato una politica ambientale sostenibile, ponendosi alcuni obiettivi principali, primo fra tutti il rafforzamento del ruolo dell’energy manager, Roberto Gerbo, che ha portato in aula le azioni del gruppo. I maggiori interventi sono stati effettuati nelle sedi collocate sul territorio italiano ed hanno interessato in particolare gli impianti elettrici, di climatizzazione e la ristrutturazione degli edifici, usufruendo in quest’ultimo caso delle detrazioni fiscali al 55%. Sono stati quindi intrapresi investimenti in acquisti sostenibili, come macchine d’ufficio, carta ecologica, raccoglitori per rifiuti differenziati, ecc. E’ stata avviata anche una cultura della sostenibilità all’interno del gruppo con incontri formativi e corsi.
Cambiando settore, l’esperienza successiva ha riguardato il comune di Isera, situato sulla destra del fiume Adige, per il quale ha parlato Paolo Zaniboni. Tutti i progetti previsti a livello comunale si sono tramutati in opere per cui si è istallato un tetto fotovoltaico sopra la scuola materna e l’asilo nido, lampioni con lampade efficienti dal punto di vista energetico e carrelli mobili dotati di un generatore fotovoltaico per alimentare le case montane non servite dalla rete comunale. Sono inoltre in corso sperimentazioni per l’utilizzo dell’idrogeno come accumulo e altri progetti innovativi.
Andrea Pettazzoni, energy manager di Ferrari, ha evidenziato come negli ultimi 10 anni l’azienda ha sviluppato e portato avanti una politica indirizzata alla razionalizzazione dei consumi. È stato avviato il piano energetico di auto-produzione che, attraverso un impianto fotovoltaico appena inaugurato e uno di trigenerazione avviato a giugno 2009, permetterà allo stabilimento di Maranello di raggiungere l’indipendenza energetica entro un anno. Nel 2000 inoltre è nato il progetto Formula Uomo, che impegna l’azienda ad un programma di miglioramento continuo della qualità della vita delle persone che lavorano in Ferrari. Oltre a ciò, dal 2001 Ferrari è certificata ISO 14001 e nel 2007 ha ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale. A livello di supervisione è attivo anche un moderno ed efficace Sistema di Monitoraggio Energetico che garantisce il controllo e la gestione di tutti i parametri energetici: energia elettrica, energia termica, energia frigorifera, aria compressa, acqua e gas. Per i prossimi anni è in studio un impianto di microcogenerazione. Infine l’intervento di un imprenditore, Diego Pavan della Edilvi, ha mostrato come si può con successo scommettere sull’efficienza energetica: negli ultimi 10 anni l’azienda edile ha concentrato le sue attività soprattutto nel residenziale, considerando l’aspetto energetico nelle progettazioni di nuove costruzioni, soprattutto dopo il 2006. Si è dunque avviato un approccio integrato che portasse ad avere dei modelli costruttivi validi dal punto di vista energetico e che puntassero sull’utilizzo di pompe di calore, geotermia e fotovoltaico. Per ciò che riguarda i costi, l’azienda si è orientata verso il servizio energia ed ha previsto nel contratto di acquisto un piano di ammortamento dei costi stessi, così da poter coprire gli extra costi degli edifici/impianti più efficienti grazie al minor costo per la fornitura di calore, acqua calda e raffrescamento. Pavan ha sottolineato come questo tipo di percorso per un imprenditore del suo settore sia non semplice soprattutto per la mancanza di supporto.

Sessione IV- 20 novembre

L’ultima sessione è stata incentrata sulla certificazione. Ad aprire e coordinare i lavori è stato Francesco Belcastro, FIRE, che ha esposto le direttive 2006/32/CE sull’efficienza energetica ed i servizi energetici, e la 2002/91/CE. Quest’ultima ha come obiettivo quello di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici; citando l’art. 10, “Gli Stati membri si assicurano che la certificazione e l’elaborazione delle raccomandazioni che la corredano, vengano effettuate in maniera indipendente da esperti qualificati e/o riconosciuti …”. Da un’indagine condotta dalla FIRE su un target composto da P.A. ed aziende, emerge che solo per la Pubblica Amministrazione la figura del certificatore è realmente riconosciuta. Belcastro ha quindi parlato di alcuni buoni esempi, tra cui ricordiamo la provincia di Bolzano che ha introdotto il sistema di Certificazione CasaClima E che dopo un’analisi del bilancio energetico dell’edificio ne individua gli aspetti positivi e negativi, e fornisce anche informazioni sulle possibilità di intervento migliorativo. Esso rappresenta il primo vero sistema di certificazione istituito in Italia, antecedentemente al D.Lgs. 192/05.

Sul filone normativo è intervenuto Ettore Piantoni, convenor della Task Force 189 CEN/CENELEC, che ha illustrato come dalla direttiva 2006/32/CE sono partite quattro attività per lo sviluppo di tre normative: la prima è quella che ha dato origine alla 16001, pubblicata nel luglio 2009, la seconda è sui servizi di efficienza energetica e la terza è sul benchmarking. In ambito italiano, il gruppo Gestione Energia UNI CEI, secondo le indicazioni del D.Lgs. 115/08, ha sviluppato la UNI CEI 11339, che definisce i requisiti professionali dell’esperto in gestione dell’energia e una norma sulle ESCO, attualmente in inchiesta pubblica, e ha lavorato all’implementazione della EN 16001, che consente di ridurre i costi energetici delle aziende che la implementano. Quindi Piantoni ha parlato della EN 15900 che definisce i servizi di efficienza energetica e si applica ai clienti che acquistano servizi di efficienza energetica e ai fornitori.

Il tema della EN 16001 e dei Sistemi di Gestione dell’Energia è stato approfondito da Valentina Bini, FIRE, che ne ha delineato struttura, caratteristiche ed obiettivi. Negli ultimi anni si sono diffusi degli standard ben definiti che permettono alle aziende di meglio organizzarsi, di tenere sotto controllo le attività e di migliorare l’efficienza delle prestazioni. La volontarietà comporta, sottolinea Bini, un atteggiamento proattivo da parte delle organizzazioni sia nella definizione degli obiettivi che in quella di implementazione delle misure necessarie a raggiungerli. Un Sistema di Gestione è l’insieme di azioni svolte da un’organizzazione per gestire i propri processi o attività in modo tale da rendere i prodotti e i servizi conformi agli obiettivi fissati con i seguenti vantaggi principali: si può promuovere un atteggiamento positivo da parte delle organizzazioni, offrire soluzioni su misura ed economicamente efficaci, raggiungere più rapidamente e agevolmente gli obiettivi aziendali. La EN 16001 fornisce importanti linee guida per creare e/o migliorare un Sistema di Gestione Energetico (SGE) attraverso il quale migliorare l’efficienza energetica delle organizzazioni.

Celeste Napolitano, Isnova, ha illustrato il Sistema Europeo di Certificazione in Energy Management (SECEM), iniziativa nata in seno a FIRE che mira alla valorizzazione di una nuova figura professionale: l’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) delineata dal D.Lgs. 115/08. Il SECEM trova quindi riferimenti nella recente normativa nazionale (UNI CEI 11339). Le varie fasi delle attività di certificazione possono essere brevemente riassunte in: valutazione, completamento, messa in trasparenza, valorizzazione, orientamento, verifica, aggiornamento e mantenimento delle conoscenze e delle competenze. Il SECEM permetterà di puntare sulle competenze certificate, spendibili sul mercato del lavoro, garantendo ai destinatari una preparazione di alto profilo, conforme agli standard nazionali e internazionali fissati per l’E.M., nonché a quelli ISO sulla certificazione delle persone.

La sessione è stata chiusa dall’intervento del prof. Vincenzo Corrado del Politecnico di Torino che ha fatto il punto sulla certificazione energetica nell’edilizia, illustrando i punti fondamentali del meccanismo dal punto di vista legislativo e normativo. Dopo aver definito gli ambiti d’intervento del Decreto 192/2005, tra cui ricordiamo la progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione (con gli impianti in essi installati), Corrado ha delineato le procedure necessarie per arrivare ad ottenere il rilascio dell’attestato di certificazione energetica e quindi l’esecuzione di una diagnosi o di una verifica di progetto attraverso il reperimento dei dati di ingresso dell’edificio e degli impianti ed il calcolo della prestazione energetica con la metodologia adatta, e l’analisi delle potenzialità di miglioramento in relazione agli interventi individuati per l’edificio.

Il quadro di supporto per l’efficienza energetica – Dario Di Santo, FIRE

L’efficienza energetica in Italia: criticità e proposte – Francesca Salvemini, AIEE

I certificati bianchi per la promozione dell’efficienza energetica in Italia – Roberto Malaman, AEEG

Cogenerazione ed efficienza energetica:occasioni per uno sviluppo efficiente – Giuseppe Dell’Olio, GSE

Lombardia 2020. Diamo valore al Clima: Efficienza, Sostenibilità, Competitività – Raffaele Tiscar, Regione Lombardia

ESCO e credito per la ripresa – Daniele Forni, FIRE

Fra crisi e ripresa, accesso al credito ed ESCo – Vincenzo Albonico, AGESI

Microcredito – Andrea Martinez, Cofathec

Il credito per gli investimenti in efficienza energetica – Luca Giordano, Intesa San Paolo

Fonti rinnovabili e l’efficienza energetica Quali opportunità per PMI ed Enti Locali – Bruno Fortichiari, MPS

Efficienza energetica degli edifici – Renato Cremonesi, Cremonesi Consulenze

Finanziamenti a supporto di investimenti nel settore dell’efficienza energetica – Marco Bianchi, Banca Etica

Le ESCO e il mondo finanziario – Gianfranco Pisani, AD Genergia

Opportunità da trasformare in successi – Daniele Forni, FIRE

Efficienza Energetica  – Saul Fava, Schneider Electric

Investire nell’efficienza energetica – Luca Bicchierini, Atlas Copco

Il consumismo che consuma poco: supermercati efficienti – Francesca Lam-nang, COOP

La funzione di stimolo dell’ente pubblico – Paolo Zaniboni, Comune di Isera

Sistemi di gestione dell’energia ed efficienza energetica – Andrea Pettazzoni, Ferrari

Attività costruzioni e sviluppo immobiliare da oltre 25 anni – Diego Pavan, Edilvi

La direttiva 2006/32/CE e la direttiva 2002/91/CE  – Francesco Belcastro, FIRE

Il quadro normativo: Servizi di Efficienza Energetica, gli Esperti in Gestione Energia, le ESCO – Ettore Piantoni, UNI/CEI-CTI

La EN 16001 e i Sistemi di Gestione dell’Energia – Valentina Bini, FIRE

Secem – Celeste Napolitano, Isnova

Il punto sull’attuazione della direttiva 2002/91/CE – Vincenzo Corrado, Politecnico di Torino