Atti del Convegno “Dalla EN 16001 alla ISO 50001: prospettive e opportunità”

 Milano, 4 ottobre 2011

Il 4 ottobre a Milano si è tenuto il convegno FIRE incentrato sulle novità che la norma internazionale ISO 50001 apporta nel campo dei sistemi di gestione dell’energia. La ISO 50001, emanata dall’International Organization for Standardization, è valida a livello internazionale e prende il posto della precedente norma EN 16001, valida esclusivamente in Europa.
L’evento è stato organizzato riunendo i rappresentanti di alcuni dei principali organismi di certificazione che hanno spiegato le novità introdotte dalla norma, le modalità di integrazione del sistema di gestione dell’energia con gli altri sistemi di gestione più diffusi (ISO 14001, ISO 9001, ISO 22000) e con le norme sulle ESCO – UNI CEI 11352 – e sugli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) – UNI CEI 11339, le procedure per la certificazione.
Agli interventi degli organismi di certificazione, sono seguiti due interventi a cura di Intesa Sanpaolo e Ecomau, che hanno illustrato i risultati e il miglioramento in termini di efficienza energetica ottenuti a seguito della realizzazione di un SGE conforme allo standard EN 16001.

Ha moderato la sessione Dario Di Santo, direttore della FIRE.
Di Santo, nell’introduzione, ha evidenziato i risultati che possono derivare dall’applicazione del pacchetto di norme tecniche per l’efficienza energetica costituito dalle norme: ISO 50001, per la realizzazione di sistemi di gestione dell’energia; UNI CEI 11352, per la qualificazione delle ESCO; UNI CEI 11339, per la qualificazine degli EGE; EN 15900, per la qualificazione dei servizi di efficenza energetica. L’intervento è stato aperto discutendo le difficoltà che si incontrano nella diffusione delle buone pratiche dell’efficienza energetica, riportando gli interessanti risultati dell’indagine FIRE sulle barriere non economiche all’efficienza energetica effettuata tra gli energy manager. A seguito di una breve analisi dei risultati dell’indagine, Di Santo ha sottolineato come l’applicazione di una norma come la ISO 50001 possa essere un prezioso strumento per superare barriere che ad oggi bloccano gli interventi di efficienza energetica nelle organizzazioni. L’ing. Di Santo ha presentato poi l’esperienza dell’Irlanda, dove una norma tecnica nazionale sui sistemi di gestione dell’energia esiste già dagli anni 90, e la cui implementazione ha portato risparmi considerevoli sul fronte dei consumi energetici.

Il secondo intervento è a cura di Antonio Panvini del CTI. Panvini ha aperto il suo intervento facendo una panoramica della legislazione cogente cha ha portato alla definizione del pacchetto di norme tecniche volontarie per l’efficienza energetica tra le quali, dal 6 ottobre 2011, è presente anche la UNI CEI 11482 – Requisiti per le diagnosi energetiche. Panvini ha descritto i punti salienti della ISO 50001 soffermandosi sullo scopo della norma, nata non solo per rispondere ad una richiesta di legge, ma anche ad una richiesta di mercato in quanto la norma ISO 14001 non dedica abbastanza importanza alla componente energetica nelle organizzazioni che la implementano. Inoltre, dal recasting della Direttiva Europea 2006/32, emerge come l’UE incoraggi la messa a disposizione di regimi di certificazione che assicurino la competenza e l’affidabilità degli operatori del settore. In risposta alle richieste europee, il CTI sta portando avanti l’elaborazione di nuove norme che integrano le norme che sono già di ausilio all’efficienza energetica quali la norma sulle metodologie di benchmarking, per le modalità di conduzione degli audit SGE e degli auditor, per il calcolo degli indicatori di prestazione energetica e una norma cin le linee guida per la creazione, il miglioramento e il mantenimento di un SGE.

La sessione prosegue con gli interventi dei rappresentanti degli organismi di certificazione.

La parola è stata passata a Gian Luca Conti di BSI che nel suo intervento ha descritto i possibili criteri che un’azienda può seguire per ridurre i propri costi energetici.
Metodologie basate su approcci di mercato, su approcci tecnologici, o su approcci basati sulla motivazione e consapevolezza del personale, comportano notevoli svantagggi che vanno dalla non risoluzione delle inefficienze, a investimenti troppo elevati, alla mancanza di controlli diretti, mentre un approccio di sistema, con l’applicazione di un SGE conforme alla EN 16001, si dimostra essere una soluzione ideale per il miglioramento dell’efficienza energetica, essendo anche una metodologia applicabile a tutti i settori, come ben evidenziato da Conti durante il suo intervento. Sono stati, infatti, riportati esempi di organizzazioni appartenenti a differenti settori, che hanno implementato, e certificato con BSI, un SGE conforme alla EN 16001 e i risultati da esse ottenuti.

Giovanni Gastaldo di ICIM ha illustrato quali sono le fasi che un’organizzazione deve affrontare per ricevere la certificazione da parte di un organismo di certificazione. Cosa, cioè, deve aspettarsi un’organizzazione nel momento in cui richiede il certificato di conformità alla norma.
Gli audit avvengono secondo due fasi: la fase 1 è prettamente documentale e valuta la conformità legislativa dell’ogranizzazione e soprattutto l’adeguatezza dell’analisi energetica iniziale, nella quale devono essere compresi gli aspetti energetici iniziali e le risorse umane e strumentali impiegate. La fase 1 si conclude con un rapporto di audit nel quale si riportano eventuali non conformità emerse e la valutazione in merito alla possibilità di accedere alla fase 2 dell’audit. La seconda fase dell’audit è la fase operativa che avviene solitamente in situ. L’audit si conclude con la stesura di un rapporto, che specifica i risultati rilevati e la conformità o meno del SGE alla norma, e con il rilascio della certificazione. Gastaldo ha illustrato anche quali sono le procedure che vengono attuate nel caso di rilevamento di non conformità e come deve comportarsi un’organizzazione per la loro risoluzione.

Matteo Locati di Certiquality ha affrontato la nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica che è in fase di preparazione descrivendone i contenuti più salienti. Con la nuova Direttiva le grandi imprese dovranno essere soggete ad un audit energetico o dovranno implementare un SGE, entrambi valutati da un ente terzo. Anche la pubblica amministrazione dovrà dotarsi di piani di efficienza energetica e adottare un SGE per arrivare a raggiungere gli obiettivi pianificati, oltre ad avere l’obbligo di acquistare prodotti e servizi ad alta efficienza. Gli stati membri dovranno predisporre schemi di qualificazione/certificazione di società che forniscono servizi di efficienza energetica e audit energetici oltre ad approvare programmi per l’applicazione di SGE nelle PMI. Locati è poi passato ad un confronto pratico tra la norma europea EN 16001 e lo standard internazionale ISO 50001 mostrando le differenze tra le due norme e le modalità di approccio che Certiquality attuerà nel passaggio di certificazione. Interessante notare come la 50001 non tratta alcuni elementi che invece sono riportati nella 16001 tra i quali l’assenza di una scala di priorità degli aspetti energetici, la ricostruzione dei consumi energetici e dei fattori energetici passati, l’identificazione di tutte le persone che lavorano nell’organizzazione e che con il loro lavoro influiscono sui consumi, una previsione dei costi e dei tempi di rientro degli investimenti. Locati ha poi presentato le check list che Certiquality utilizza negli audit di terza parte che effettua sui clienti e che possono risultare utili anche come strumento per autodiagnosi.

Fiona Healy di DNV Business Assurance, ha poi fatto un’interessante analisi dei punti in comune esistenti tra la norma ISO 50001 e le altre norme sui sistemi di gestione più diffuse: ISO 9001 e ISO 14001. Le norme sono tutte basate sulla filosofia del miglioramento continuo e presentanto processi integrabili fra loro che ne facilitano l’applicazione soprattutto in aziende che già hanno realizzato sistemi di gestione al loro interno. La ISO 50001 stessa presenta, in appendice B, una guida alla integrazione dello standard con le altre norme ISO più diffuse.
E’ stato presentato anche un elenco dei processi particolari che sono presenti solo nella 50001 e che la caratterizzano, in particolare l’analisi energetica iniziale, l’identificazione di una baseline e di indicatori di performance energetica, l’obbligo della valutazione dei fornitori sulla base delle loro performance energetiche, l’analisi LCCA degli approvvigionamenti, la presenza di un energy management team che affianca il rappresentante della direzione, la verifica continua dei piani di azione. Fiona Healy ha evidenziato anche i benefici economici e energetici derivanti dall’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili.

Con l’intervento di Luca Leonardi di Bureau Veritas è stata completata la descrizione del quadro delle norme tecniche che costituiscono il pacchetto per l’efficienza energetica. Leonardi ha tralasciato la descrizione della ISO 50001, di cui si è già abbondantemente parlato durante i precedenti interventi, concentrandosi sulla descrizione dei requisiti delle altre norme: la UNI CEI 11352, norma italiana per la qualificiazione e certificazione delle società che forniscono servizi di efficienza energetica (ESCO); la UNI CEI 11339, norma italiana per la valutazione e certificazione degli esperti in gestione dell’energia (EGE); la EN 15900, norma europea che definisce i requisiti di un servizio di efficienza energetica. Leonardi ne ha illustato le caratteristiche fondamentali ponendo l’attenzione sulla necessità di una garanzia contrattuale del servizio di efficienza energetica che viene richiesta alle ESCO che implementano la UNI 11352.

Agli interventi della FIRE, del CTI e delle società di certificazione sono seguite le esperienze di due aziende già certificate EN 16001: Intesa Sanpaolo e Comau che hanno evidenziato le grandi possibilità di risparmio legate alla corretta gestione degli impianti esistenti nelle aziende, l’importanza di non trascurare i consumi di dimensione limitata e il ruolo dei sistemi di telegestione, telecontrollo e automazione.

Roberto Gerbo di Intesa Sanpaolo espone il caso studio del settore terziario. Gerbo ha descritto le attività di Intesa Sanpaolo a supporto del sistema di gestione per l’energia conforme alla EN 16001, realizzato sulla base di un sistema di gestione ambientale ISO 140001 già consolidato.
L’ing. Gerbo ha descritto come sono state eseguite le analisi energetiche iniziali, come è avvenuta la definizione della baseline soffermandosi sulle metodologie di monitoraggio dei dati, che vengono effettuate su tre liveli di approfondimento crescente a seconda delle azioni correlate. L’ing. Gerbo ha allegato alla sua presentazione una parte aggiuntiva in cui descrive le procedure di acquisto con criteri di sostenibilità delle macchine per ufficio e i risultati a seguito della loro sostituzione.
Gerbo ha anche riportato quali sono gli obiettivi che sono stati prefissati per Intesa Sanpaolo per il miglioramento delle performance energetiche come il calcolo della firma energetica degli edifici e del consumo per unità climatica.

Paolo Segreto di Ecomau descrive, invece, il caso studio del settore industriale. Comau è l’azienda del Gruppo Fiat che realizza sistemi di produzione, lavorazione e montaggio ed è stata una della prime realtà italiane a ricevere la certificazione EN 16001. Segreto ha descritto l’esperienza di una multinazionale, concentrandosi sulle motivazioni che hanno spinto l’azienda verso tale scelta, indagando gli aspetti critici ed i fattori di successo, le aspettative ed i risultati ottenuti, anche in funzione di possibili scenari futuri. L’esempio illustrato si riferisce allo stabilimento di Grugliasco, Torino, certificato EN 16001, evidenziando i grandi risparmi ottenuti a seguito di interventi effettuati sugli aspetti energetici significativi individuati nella fase di pianficazione. Interessante notare il ruolo fondamentale che giocano i sistemi di telegestione e telecontrollo.

La giornata si è conclusa con un intervento fuori programma dell’ing. Sandro Picchiolutto, intervenuto in qualità di valutatore esperto Accredia, che ha elencato quelle che sono le principali difficoltà che si incontrano nelle aziende che richiedono la certificazione EN 16001. Picchiolutto ha espresso perplessità soprattutto riguardo le politiche energetiche aziendali, che spesso risultano essere poco conformi ai requisiti dello standard; inoltre molto spesso le analisi energetiche iniziali sono molto deboli ed effettuate da personale poco esperto del settore. Altro punto che l’ing. Picchiolutto ha tenuto a precisare è la poca accuratezza nell’eleborazione degli indicatori di performance, che pur non essendo richiesti dalla EN 16001, sono fondamentali per una corretta diagnosi iniziale e per un efficiente monitoraggio dei risultati delle azioni attuate. Il miglioramento della comunicazione risulta essere anche un aspetto che andrebbe meglio considerato vista la sua importanza.

Energy manager, EGE e sistemi di gestione dell’energia: cogliere le opportunità dell’efficienza energetica – Dario Di Santo, FIRE

La norma ISO 50001  – Antonio Panvini, CTI

Le esperienze europee sulla EN 16001 e ISO 50001 – Gian Luca Conti, BSI Group Italia

I passi per la certificazione – Giovanni Gastaldo – ICIM

Passare dalla EN 16001 alla ISO 50001 – Matteo Locati, Certiquality

Integrazione con ISO 14001 e altri sistemi di gestione – Fiona Healy, DNV Business Assurance

Relazioni fra la ISO 50001 e altre norme (EN 15900, UNI CEI 11352, UNI CEI 11339)  – Luca Leonardi, Bureau Veritas

EN 16001: l’approccio COMAU – Paolo Segreto, COMAU

La gestione in ottica di contenimento dei consumi energetici in Intesa Sanpaolo – Roberto Gerbo, Intesa Sanpaolo