Atti del convegno al Solarexpo 2008 “Polygen: cogenerazione diffusa e trigenerazione”

Convegno Nazionale – 4A edizione
Verona, 16 maggio 2008

Il convegno è stato un momento dedicato alla cogenerazione, con particolare attenzione all’evoluzione del quadro normativo all’analisi del mercato italiano e dei casi di studio. Si sono alternati al tavolo dei relatori aziende, rappresentanti istituzionali ed esperti, ognuno dei quali ha espresso la propria esperienza e le novità nel settore cogenerativo.

Ad introdurre i temi dell’incontro ed i relatori è stato Massimo Cassani, responsabile della redazione Ambiente e sicurezza del Sole24Ore, che ha rivestito il ruolo di moderatore durante i lavori convegnistici.
Ha quindi passato la parola a Dario Di Santo della FIRE che dopo aver descritto le attività della Federazione, ha delineato le evoluzioni e le novità concretizzatesi nei tre anni in cui si sono tenuti i convegni Polygen. Tra queste la prima è la direttiva comunitaria 2004/8/CE che riconosce nella cogenerazione una delle soluzioni per rispondere alle problematiche energetico/ambientali degli stati UE. I temi energetici nei tre anni non sono cambiati: i prezzi del petrolio sono aumentati ed è questo il dato più forte che ha portato la Comunità Europea nel 2007 a definire il programma 20-20-20. Per ciò che riguarda l’Italia, nel nostro Paese cresce soprattutto la richiesta di energia nel civile e nel terziario, e cresce in particolare il consumo di elettricità. Questi dati sono importanti considerando che nel nostro Paese esiste un mercato potenziale enorme,quello degli edifici (13 milioni, di cui 11 milioni per usi civili, 950.000 condomini), dove sarebbe possibile avviare interventi di microcogenerazione (<50 kWe). Nel 2007, da dati Cogena, sembra esserci stato un raddoppio per venduto di applicazioni di piccola taglia, ma rispetto ad altri paesi la situazione è ancora poco positiva (in Giappone sono stati installati 30.000 cogeneratori Ecowill da 1 kWe). Fra gli aspetti cui andrebbero indirizzate le attenzioni dei costruttori c’è la possibilità di operare con buone efficienze anche a carico parziale, l’aumento del rendimento elettrico per le applicazioni sotto i 20 kWe, in particolare per i motori Stirling e la riduzione del costo capitale, specie per le applicazioni di piccolissima taglia. Di Santo ha quindi parlato degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento, riconosciuti dalla delibera 42/02 dell’Autorità e di uno studio portato avanti da Ascomac-Cogena nel 2007 che ha evidenziato come il percorso autorizzativo per un impianto di cogenerazione sia fortemente limitante, poichè passa per 12 soggetti differenti, con innumerevoli documenti, atti da predisporre e sopralluoghi da sostenere.

Il secondo intervento è stato di Andrea Galliani dell’AEEG, che ha illustrato gli interventi dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in materia di piccola cogenerazione, definendo il ruolo dell’Autorità nel settore in questione, che è principalmente quello di stabilire le condizioni per la qualifica di cogenerazione ad alto rendimento e dei relativi controlli, fissare le modalità tecnico-economiche per la connessione alla rete, definire le regole per l’accesso al mercato dell’energia elettrica, nonché quelle tecnico-economiche per lo scambio sul posto per impianti fino a 200 kW.
Galliani ha quindi parlato dei principali riferimenti normativi in tema di connessioni, come la legge n. 481/95 o i decreti legislativi n. 79/99 e 387/03, specificando che l’Autorità sta proponendo una consultazione al fine di rivedere le attuali condizioni per la connessione, tenendo conto delle criticità emerse e delle nuove disposizioni normative. Tale consultazione tiene conto anche delle osservazioni pervenute nel corso delle precedenti due consultazioni (atto n. 30/07 e atto n. 32/07). Sempre per ciò che riguarda le connessioni esistono delle condizioni particolari previste dal doc. cons. n. 5/08 per la cogenerazione ad alto rendimento, le quali definiscono che nel caso di connessioni alla RTN, si applichi uno sconto sulla predisposizione delle soluzioni tecniche minime pari al 20% (attualmente non è previsto alcuno sconto per la cogenerazione).
Per concludere il relatore ha toccato il tema della configurazione di rete, tracciando brevemente la situazione attuale, e quindi dello scambio sul posto, per il quale la condizione essenziale per l’erogazione del servizio è la presenza di impianti per la produzione e per il consumo di energia elettrica sottesi ad un unico punto di connessione con la rete elettrica. È necessario definire una efficace disciplina per lo scambio sul posto tenendo presente tra l’altro l’attribuzione dello stesso alla cogenerazione realmente ad alto rendimento.

Si sono poi alternati sul tavolo dei relatori tre rappresentati di Cogena, struttura che rappresenta sul territorio le imprese operanti nel settore della costruzione e distribuzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione, le E.S.Co, le Società di servizi energetici ed altre categorie del settore energetico.
Il primo a prendere la parola è stato Sergio Dotti, presidente dell’Associazione, che, dopo aver descritto le attività di Cogena, ha puntato l’attenzione sulle problematiche legate allo sviluppo delle tecnologie cogenerative. “Questo” ha affermato Dotti ” è forse l’ultima occasione per sviluppare la cogenerazione, perché ad oggi è sostenuta ed incentivata e quindi l’Italia può e deve darsi da fare per raggiungere gli altri Stati UE”.
Per questo Cogena ha stabilito un “Manifesto” per la cogenerazione e ha proposto “le 4 CogenerAzioni”. Si tratta di un promemoria per il nuovo Governo che propone di semplificare, integrare sostenere e competere per tale tecnologia, cercando di far fronte all’assenza di norme trasparenti e di coordinamento tra i diversi organismi incaricati del rilascio delle autorizzazioni, nonché di assicurare e garantire nel tempo il sostegno agli investimenti alle esenzioni o riduzioni fiscali, ai certificati bianchi e verdi.

Sempre sullo stesso filone è intervenuto Roberto Loschi, vice presidente di Cogena, esponendo alcune riflessioni sui biocarburanti e sui dubbi legati alla possibilità che con questi si possano risolvere la dipendenza energetica dall’estero ed i problemi d’inquinamento. Altra considerazione ha riguardato le aziende: in questi primi anni si è verificato che dal punto di vista dei potenziali acquirenti fosse importante il tempo di rientro degli investimenti, mentre dal lato dell’offerta i margini erano sufficienti, quindi si è registrata la necessità di contenere la domanda e di affidarsi al risparmio energetico. Accanto ai settori del fotovoltaico o del solare termico o di altre tecnologie efficienti, abbiamo la cogenerazione che ad oggi è una risposta pronta al problema energetico. Questo concetto è riconosciuto anche a livello europeo con la direttiva, citata anche dall’ing. Di Santo, 2004/8/CE, che definisce come tale tecnologia debba essere agevolata nell’accesso alla rete, nelle procedure autorizzative e nello scambio sul posto.
Loschi ha concluso auspicando che la cogenerazione ad alto rendimento non diventi una “parente povera” delle fonti rinnovabili, ma che sia sostenuta e integrata nel sistema energetico italiano.

La normativa italiana nel settore cogenerativo è stato l’argomento dell’intervento di Carlo Belvedere, segretario generale di Cogena, che ha sottolineato come il filo logico da identificare nel nostro Paese è quello che trova nella ricerca, nell’istruzione, nella produzione e nelle istituzioni un legame forte per dare una determinante spinta e far correre il paese Italia. In questo contesto la cogenerazione ha un ruolo determinante assieme ad altri strumenti e tecnologie.
Belvedere ha quindi introdotto le aziende che hanno portato la loro esperienza in sala, dando risalto all’importanza che queste hanno nel contesto energetico ed ha descritto il lavoro di studio e analisi condotto da Cogena, con il quale l’associazione sta monitorando le attività che un cittadino deve fare per attivare una unità di cogenerazione. Con tale studio si sta cercando di individuare in sintesi cosa bisogna fare per riuscire a semplificare le procedure ed a rivedere, coordinare ed armonizzare l’intero sistema normativo, autorizzativo ed amministrativo. In particolare è necessario capire come deve essere gestito proprio il sistema autorizzativi e come applicarlo evitando che risulti essere un blocco per la realizzazione degli impianti. Importanti sono anche i costi della connessione alla rete elettrica che devono risultare oggettivi, trasparenti e non discriminatori.

Dopo il break gli interventi che si sono susseguiti sono stati quelli delle aziende e dei casi studio, ossia delle esperienze e delle realizzazioni cogenerative che ognuna di loro ha realizzato negli anni.
Il primo intervento è stato di Andrea Di Dio di Ecogena che ha illustrato il caso del circolo Canottieri Aniene e della Nuova Piscina Olimpionica Mondiali di Nuoto di Roma 2009, dove si istallerà un impianto di cogenerazione con una potenza totale di 250 kW elettrici e 420 kW termici. In tal modo si consentirà un risparmio di circa 350.000 metri cubi l’anno di metano rispetto alle singole produzioni separate di energia elettrica e termica. L’impianto si integrerà con una centrale termica per la produzione di acqua calda costituita da due caldaie ad alto rendimento ed una centrale frigorifera composta da due refrigeratori raffreddati ad aria in versione silenziata. Per ciò che riguarda nello specifico la centrale di cogenerazione, l’impianto è dimensionato su di una potenza inferiore rispetto a quella minima richiesta nelle ore piene: le ore medie previste di utilizzo annue sono 6.700, mentre nelle fasce F1 e F2 (ore piene) tutti i kWe vengono completamente assorbiti per i fabbisogni del centro, nella fascia F3 (ore vuote) l’impianto lavora in modulazione adeguando la potenza resa ai fabbisogni.

Dalle applicazioni nello sport si è dunque passato al teleriscaldamento con l’intervento Francesco Vallone di Cogenpower. L’azienda ha avviato il progetto Anaconda che ha previsto la realizzazione, in due anni, dell’impianto di teleriscaldamento di Borgaro Torinese. Grazie alla pianificazione delle tappe si è potuto concretizzare la progettazione e realizzazione della rete di distribuzione del calore, della centrale di produzione di energia elettrica e calore e della rete di adduzione gas alla centrale. Riassumendo i dati dell’impianto siè potuto registrare che: la potenza termica di progetto è di 12 MW, espandibile fino a 20 MW, il fluido vettore è l’acqua calda, ci sono 7 km di tubazione, mentre le utenze allacciabili sono 46 condomini, quindi circa 3000 individui.
Dal centro storico di Borgaro sono quindi state rimosse le caldaie tradizionali, sostituite con le sottostazioni, che permettono di produrre sia riscaldamento nel periodo invernale ias acqua calda sanitaria per tutto l’anno. In futuro, ha detto Vallone, si proverà a realizzare il teleraffrescamento nelle nuove abitazioni.
La centrale rientra nei certificati verdi del decreto Marzano.

Roberto Pettinari di Energifera ha poi illustrato le applicazioni cogenerative nella produzione, sostenendo che l’azienda si è mossa soprattutto nel campo tecnologico, sviluppando Total Energy Manager, una macchina modulante ad inverters di mini e micro-cogenerazione evoluta, con una potenza nominale continuativa elettrica di 20 kW, 50 kW e 100 kW e massimo picco (di durata programmabile) di 250 kW. Tale tecnologia si adatta alle specifiche condizioni del carico e dunque fornisce una risposta istantanea ad ogni tipo di situazione transitoria sia dal lato delle fonti energetiche disponibili (rete, campi fotovoltaici, campi eolici) sia dal lato dell’utente (variazioni a gradino di carico di qualsiasi ampiezza).
Passando ad un altro camp Pettinari, considera importante la comunicazione nel settore, poiché il mercato si è allargato e non ci si rivolge più, ad esempio, alla grande cartiera, ma anche al piccolo albergo, verso cui bisogna instaurare un approccio comunicativo differente che gli faccia intendere chiaramente i reali risparmi derivanti dagli interventi di efficienza energetica.

Le applicazioni per l’accumulo di energia elettrica sono state l’argomento trattato da Diego Barone di Sartelco Energia. Tale segmento di mercato è molto nutrito, il più sviluppato è quello idroelettrico a pompaggio. L’azienda produce delle batterie con moduli pronti all’uso (esempi: VRB-ESSTM 5kW x 4 ore e VRB-ESSTM 30kW o 60kW x 4 – 8 ore) e degli Impianti di accumulo VRB-ESSTM a specifica (esempi: 300kW – 2MWh realizzato negli USA; 200kW – 800kWh realizzato in Australia; 4MW – 6MWh realizzato in Giappone). Per ciò che riguarda l’integrazione delle rinnovabili la tecnologia consente la programmabilità delle stesse, l’eliminazione delle discontinuità, lo smussamento della variabilità.
Permette anche l’ottimizzazione dell’allacciamento alla rete dimensionato sul valor medio statistico della potenza generata e l’aumento della producibilità eolica e price premium per energia di qualità costante garantita. Nello specifico per la cogenerazione l’accumulo consente di meglio gestire lo scambio sul posto, la potenziale vendita di servizi di dispacciamento al mercato MSD, il disaccoppiamento tra generazione e consumo, le strategie di arbitraggio/load shifting, la massimizzazione dei profitti.

Ultima azienda ad intervenire è stata Senertec con Mauro Grecchi, che ha sviluppato il tema della cogenerazione in ambito residenziale, descrivendo una macchina di loro produzione (l’unità di micro-cogenerazione Dachs) molto diffusa in ambito europeo. Tale tecnologia, ha un sistema composto da un accumulo che permette di ridurre i vincoli di contemporaneità istantanea tra carico elettrico e termico. Prevede anche ulteriori complementi che sono una caldaia integrativa per realizzare un impianto molto compatto, che quindi copra tutto il fabbisogno termico dell’edificio, e una base per produrre l’acqua calda sanitaria senza accumulo. È possibile inoltre per utenze che richiedono una taglia maggiore istallate più macchine, anche se questo è ancora un mercato di nicchia. Le macchine riescono ad interfacciarsi con il sistema di riscaldamento per poterlo gestire ottimizzando i tempi di funzionamento della parte cogenerativa.
Sono stati quindi delineati i principali ostacoli alla diffusione della microcogenerazione come la mancanza di procedure semplificate per l’installazione e l’esercizio delle unità di microcogenerazione, gli obblighi relativi agli adempimenti fiscali (5 kW = 5 MW), l’impossibilità di certificare ex-ante gli indici di prestazione energetica, anche per unità micro non modulanti e il mancante supporto dei media alla tecnologia.

La terza sezione della mattinata si è svolta sottoforma di tavola rotonda, durante la quale si sono alternati vari rappresentanti appartenenti ai diversi settori della materia energetica.
Ad aprire il dibattito è stato Mannino Bordet del Ministero dello sviluppo economico il quale si è espresso contrario al pessimismo emerso durante il convegno, sostenendo che rispetto ad altri ambiti dove si incontrano difficoltà di vario genere, quello della cogenerazione ha qualche spinta in più. Per ciò che riguarda la certificazione il Ministero sta lavorando su un decreto, che verrà inviato nei prossimi giorni alla conferenza unificata e che prevede, tra l’altro, che per gli impianti di media e piccola cogenerazione si prevede l’annullamento dell’autorizzazione e l’introduzione del silenzio assenso. Si prospetta invece per la certificazione delle macchine una verifica, da parte di un apposito istituto, delle prestazione energetiche, ambientali, emissioni di rumore ecc. così da poterla poi istallare su tutto il territorio nazionale. Per la concretizzazione del decreto sarà necessario l’assenso delle Regioni, che dovranno poi metterlo in pratica. L’ultimo spunto di Bordet ha riguardato l’attuazione e semplificazione amministrativa al fine di velocizzare tutte le procedure legate alla realizzazione di interventi di efficienza energetica, tra cui anche della cogenerazione.
Quindi ha preso la parola Marco Pezzaglia dell’AEEG, che, sempre sul tema della semplificazione, ha precisato come tale concetto risulta efficace solo se si traduce in riduzione di costi e quindi in un guadagno di sistema. Alcuni meccanismi che l’Autorità è chiamata a regolare nell’ambito dello sviluppo della cogenerazione, sono indirizzati in questo senso; nello specifico dello scambio sul posto, ad esempio, l’AEEG sta pensando ad un testo integrato per la cogenerazione e per le altre fonti rinnovabili. Sulla connessione invece ha deciso di equipararla alle fonti rinnovabili, riducendo per l’appunto i costi rispetto alle fonti tradizionali.
Per il GSE è quindi intervenuto Giuseppe Dell’Olio, puntualizzando sempre sul tema della semplificazione e sulle attività portate avanti dal Gestore in questo senso, tra cui la comunicazione in varie forme dei criteri e delle metodologie da seguire per rendere più veloci le procedure. Inoltre il GSE sta contribuendo alla determinazione del decreto sulla certificazione, in particolare per ciò che riguarda le connessioni alla rete, proponendo delle prove da fare ai cogeneratori prima di collegarli alla rete.
Dario Di Santo ha invece precisato alcuni punti definiti durante il convegno, tra cui l’importanza di far partire il mercato della microcogenerazione e di creare una legislazione più snella e che non si appoggi a continui rimandi e che non inserisca nella finanziaria tutto ciò che non viene definito in specifiche normative, come accade per i certificati verdi. Le opportunità ci sono, ha detto Di Santo, per arrivare a degli ottimi risultati e per far raggiungere all’Italia un ruolo importante a livello europeo, bisogna però cambiare alcune situazioni che fanno da blocco agli sviluppi in campo di efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Quindi è intervenuti Michele Bianchi dell’Università di Bologna che ha analizzato la convenienza energetica della cogenerazione, partendo dal presupposto che per la piccola cogenerazione non si possono fare le stesse considerazioni che si fanno per la grande, sia per ciò che riguarda il combustibile sia per le emissioni e i relativi aspetti ambientali. Nel momento in cui ci sarà chiarezza e per la cogenerazione ci saranno delle regole ben precise e fisse si potrà avere un reale sviluppo della tecnologia. Un problema reale è quello della certificazione energetica, si può arrivare con gli impianti piccoli a fare un ciclo di prova come per i veicoli e certificarli di conseguenza.
Sulla formazione ed istruzione nell’efficienza energetica è intervenuto Alessandro Gatto, preside dell’Istituto Cavanis, il quale ha sottolineato come gli aspetti formativi sono preliminari all’accesso al mondo del lavoro, è necessario che gli enti di formazione si coordino con le aziende e con il territorio per creare dei professionisti adeguati e specializzati.
A chiudere la tavola rotonda è stato Giorgio Bergamini di Cogena, che ha espresso una riflessione sul pessimismo che alimenta il settore cogenerativo e sui problemi che lo caratterizzano. Nonostante ciò il mercato pian piano cresce, il fatturato delle tecnologie cogenerative raddoppia di anno in anno e ciò è un segnale positivo, bisogna però non rimettere in discussione dei risultati ormai acquisiti, come le emissioni di CO2 o i carburanti. Il messaggio lanciato da Bergamini è che bisogna andare avanti tenendo presente che la strada non è semplice ma che bisogna continuare a percorrerla perchè i frutti arrivano.

Le prospettive della microcogenerazione– Dario Di Santo, Fire

Gli interventi dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in materia di piccola cogenerazione– Andrea Galliani, Autorità per l’energia elettrica e il gas

Il manifesto per la cogenerazione– Sergio Dotti, Cogena

La cogenerazione e le fonti rinnovabili– Roberto Loschi, Cogena

Le nostre Cogener Azioni per la diffusione della generazione distribuita di energia– Carlo Belvedere, Cogena

Le applicazioni per lo sport– Ecogena

Le applicazioni per il teleriscaldamento– Cogenpower

Le applicazioni per la produzione– Sartelco Energia

Le applicazioni per il residenziale– Senertec