Atti del convegno al Solarexpo 2008: “Efficienza energetica e fonti rinnovabili: guida per decisori pubblici e manager”

Verona, 15 maggio 2008

Il workshop ha offerto un’approfondita presentazione del quadro di incentivazione italiano, che mette a disposizione molteplici opportunità sia agli operatori di settore, sia agli utenti finali pubblici e privati che intendano partecipare al processo di sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, beneficiandone economicamente e in termini di immagine. È emerso che sensibilità e buoni propositi non sono sufficienti se non sono accompagnati da una struttura e da un quadro di regole e procedure in grado di favorire la realizzazione pratica di idee e programmi.
In particolare, il secondo intervento dell’ing. Di Santo ha illustrato come in Italia esistono casi di successo sia nel pubblico che nel privato, esempi di come è fondamentale utilizzare al meglio gli strumenti disponibili per creare realtà di buona efficienza in campo energetico.

L’ing. Marco Pigni, direttore di APER, ha aperto il workshop sottolineando alcuni rilevanti aspetti legati al tema dell’incontro, come l’importanza di rispettare gli indirizzi europei, e non solo, in ambito energetico (Protocollo di Kyoto ed obiettivi 20-20-20) e di spingere affinché quello del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili sia un mercato attivo e concreto. “Fondamentale è anche contenere la domanda di energia”, sottolinea Pigni, “e in questo devono essere soggetti attivi i comuni e tutte le amministrazioni pubbliche, oltre che le istituzioni centrali. In tale circuito dovrebbero rientrare anche le banche e le aziende”.

Quindi ha preso la parola l’ing. Dario Di Santo, direttore FIRE, che ha tracciato il quadro italiano in ambito energetico, sottolineando che il fattore centrale negativo che segna il nostro Paese è la forte dipendenza energetica dall’estero (pari all’85%). Ad oggi, però, è possibile puntare sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili, che divenuti ormai concetti basilari, sono entrati anche negli ambienti pubblici e nelle P.A., dove fino a qualche anno fa la conoscenza dei temi in questione era fortemente bassa. Per rendere tali concetti concreti, è necessario che si punti sulla formazione, sulla comunicazione, sull’introduzione della figura dell’energy manager. Negli ultimi tempi sempre nel settore pubblico, ci si è orientati verso una legislazione a livello locale a carattere sussidiario (le competenze sono passate dal legislatore centrale a quello locale). Ciò non è stato però seguito da un incremento a livello finanziario, cosicché questo processo di gestione dell’energia da parte di regioni ed enti locali non è ad oggi semplice da percorrere e non può essere di breve durata.
Ecco allora che diventa indispensabile affidarsi a nuovi strumenti di mercato come le ESCO e i finanziamenti tramite terzi, nonchè usufruire degli incentivi, utili anche per avviare delle diagnosi energetiche e quindi per permettere alla P.A. di prendere conoscenza del territorio.
Di Santo ha sottolineato che l’altro blocco che limita il nostro Paese è la complessità del sistema normativo, poiché le intuizioni legislative sono fortemente innovative ma non vengono poi messe in pratica per ostruzioni burocratiche. Ciò è accaduto ad esempio nel caso della carbon tax.
C’è però da notare che l’Italia ha rinunciato al nucleare, la speranza è che tale scelta sia oggi seguita da altri percorsi, dove si sfrutti al meglio il sistema di incentivazioni per spingere le rinnovabili ed il risparmio energetico.

Successivamente è intervenuta l’ing. Luisa Calleri, responsabile settore fotovoltaico di Aper, che ha dedicato il suo intervento alle fonti rinnovabili e al quadro incentivante legato a tale settore. Dopo aver presentato l’associazione, che raggruppa i produttori di energia da fonti rinnovabili, Calleri si è soffermata sui principali riferimenti legislativi in ambito di fonti rinnovabili ed in particolare sul Decreto Legislativo 387/2003 sulla promozione delle energie rinnovabili, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva 2001/77/CE. Tale atto normativo è fondamentale perché contiene diversi articoli interessanti, come il 12 sul procedimento autorizzativi per la realizzazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili o per il rifacimento e ampliamento degli stessi. Per tali situazioni è previsto che si applichi il procedimento unico in conferenza dei servizi, dunque è stata introdotta una semplificazione della procedura poiché in tempi stabiliti la conferenza dei servizi dovrebbe esprimersi. In concreto sottolinea Calleri, i tempi rimangono lunghi e tale semplificazione non è realizzata.
Altre normative rilevanti sono le Delibere AEEG 281/05 e 89/07 e Delibere AEEG 280/07 sul ritiro amministrato dell’energia elettrica per connessioni alle rete ed ovviamente la finanziaria 2008, dove sono stati inseriti molti commi che riguardano da vicino le fonti rinnovabili, come quello sulla semplificazione autorizzativa per impianti di piccola taglia. La finanziaria ha allungato il valore dei certificati verdi, la cui durata è stata portata da 12 a 15 anni, ha introdotta la tariffa omnicomprensiva, prevista per incrementare gli impianti di piccola taglia (questo è però un qualcosa che è rimasto fino ad ora solo scritto, non attuabile perché manca il decreto attuativo. La stessa condizione è riservata allo scambio sul posto fino a 200 kW).
Altra novità è stata introdotta dall’art. 2 comma 158, che chiarisce ed esplicita l’art.12 del D.Lgs 387/03, definendo che l’autorizzazione unica potrà essere rilasciata dalla regione o dalle province delegate e che le regioni avranno l’obbligo di adeguare le proprie legislazioni alle Linee Guida Nazionali.
L’ing. Calleri ha quindi parlato degli iter autorizzativi per la realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, del conto energia e del prezzo del CV (che in un dato anno X è pari alla differenza tra un valore di riferimento, fissato in prima approssimazione pari a 180 €/MWh, e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica per l’anno X-1).

A conclusione del workshop l’ing. Di Santo ha illustrato alcuni esempi di buona amministrazione pubblica dell’energia. Ha parlato del comune di Modena, che ha puntato sulla comunicazione e sul rafforzamento della figura dell’energy manager. Un ottimo intervento è stato avviato dall’ente con la campagna di sostituzione delle caldaie nelle scuole, con cui raggiunse risparmi energetici molto importanti. L’iniziativa fu poi lanciata nella cittadinanza con la campagna di rottamazione delle caldaie, ossia proponendo degli incentivi per il cambio delle vecchie caldaie con nuove ad alta efficienza.
Tra i comuni piccoli quello di Calenzano è poi un tipico esempio di come in pochi anni si possano effettuare molti progressi ed in cui la volontà politica si è tradotta in azioni pratiche.
Quindi ci sono gli ospedali, tra i quali spiccano due casi, quello del Policlinico Gemelli e quello dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma. Il primo con un finanziamento tramite terzi ha in esercizio un impianto di cogenerazione, il secondo si è dato una forte politica ambientale con delle linee guida.
Infine Di Santo ha parlato del progetto e-Quem, sulla formazione nell’energy managment, progetto in cui la FIRE è partner.

Efficienza energetica: guida per i decisori pubblici e manager– Dario Di Santo, FIRE

Fonti rinnovabili: guida per i decisori pubblici e i manager–  Luisa Calleri, APER