Atti del Convegno ad EnergyMed “L’energia nel settore pubblico: legislazione e buone pratiche”

Napoli,  27 marzo 2009

Il convegno è stato un momento di confronto su temi attuali di carattere legislativo, di mercato e di buone pratiche nel settore del risparmio energetico, con particolare attenzione al settore pubblico e degli enti locali.

 

La giornata convegnistica si è aperta con i saluti di benvenuto di Gennaro Nasti, Assessore all’ambiente del comune di Napoli, che ha espresso pareri positivi sulla manifestazione fieristica napoletana dedicata all’energia. Quindi ha continuato delineando brevemente i passi in avanti compiuti dal Comune nel settore del risparmio energetico e rispetto dell’ambiente, citando in particolare la delibera approvata a settembre 2008 (consultabile su www.comune.napoli.it), che raccoglie una serie di indirizzi con lo scopo di fornire all’amministrazione una linea di governance adeguata. Oltre a ciò è stato firmato un protocollo con la Regione Campania, al fine di inserire 42 tetti fotovoltaici nelle scuole napoletane, e si è preposto un meccanismo di incentivazione per ridurre le emissioni inquinanti delle auto. Nasti ha sottolienato l’importanza di testimoniare le attività di risparmio energetico anche al fine di coinvolgere la cittadinanza.
L’ing. Dario Di Santo, direttore FIRE, ha quindi preso la parola e dopo aver introdotto gli argomenti della mattinata e la tavola rotonda, ha illustrato il quadro legislativo in tema di efficienza energetiva e di incentivazione, sostituendo Danile Novelli del MSE, impossibilitato ad intervenire. Di Santo ha sottolineato come il Ministero punta a perseguire gli obiettivi comunitari 20/20/20, ambiziosi per l’Italia, attraverso strumenti di diversa natura. Investire nelle tecnologie efficienti è un passo decisivo, che permette alle aziende di usufruire di incentivazioni verso innovazioni di prodotto e di processo. Proprio in questo senso è stato emanato il bando per il finanziamento di progetti di ricerca industriale di interesse per il sistema elettrico, Industria 2015, che prevede un fondo di 200 ML€ da dedicare alla promozione iniziative industriali su efficienza energetica e fonti rinnovabili. Accato a tale iniziativa troviamo tutta una produzione legislativa che comprende la certificazione energetica degli edifici, importante perchè stimola sia i compratori che i venditori e mette in moto tutta una serie di interventi (FIRE ha condotto un monitoraggio in Piemonte in questo senso da cui si sono registrati notevli passi avanti in questo senso); la direttiva ecodesign 32/2005/CE, che, nei prossimi anni porterà ad una piccola rivoluzione per i consumatori elettrici poiché andrà ad intervenire su tutte le apparecchiature che consumano energia; la direttiva 2004/8/CE, sulla cogenerazione ad alto rendomento e la 2006/32/CE sui servizi energetici. Per quanto riguarda il settore pubblico Di Santo ha parlato del fondo di rotazione, che interesserà anche questa sfera, dell’energy manager, ossia del suo ruolo da controparte nei contratti tra l’ente pubblico e l’azienda, dei certificati bianchi e delle detrazioni fiscali. Tutto ciò sarebbe poco realizzabile se non si guardasse alla filiera, a cui, oltre ad Industria 2015, sono indirizzati altri fondi strutturali (1.600 ML€)) per sostenere varie iniziative imprenditoriali nei settori dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili.

Il terzo intervento è stato di Sandro Picchiolutto, che ha affrontato il tema dell’evoluzione dei servizi per la gestione dell’energia negli Enti Pubblici, sottolineando come in futuro sarà proprio il settore dei servizi che ruotano attorno all’energia, e non tanto la gestione, a subire forti variazioni e sviluppi. Il mercato potenziale dei servizi energetici, è stato, infatti, stimato in almeno 5-10 miliardi di Euro l’anno e in 25 miliardi di euro nel lungo termine a livello europeo. La direttiva 2006/32/CE del 5 aprile 2006 si rivolge proprio a questo mercato, così come il progetto CSF 23002 di norma europea “Specifiche dei Servizi per l’Efficienza Energetica”, che sottolinea l’importanza di misurare e verificare il miglioramento dell’efficienza oppure i risparmi energetici attraverso metodologie convenute entro un tempo contrattuale. Quindi è fondamentale la verifica, da realizzarsi con chi chiede il servizio e non da meno è da ritenere fondamentale la responsabilità delle parti contrattuali covenute (con il D.Lgs 115/08 l’energy manager rientra in questo ruolo, diventando controparte attiva tra enete pubblico e azienda fornitrice dei servizi).
Ci sono però dei problemi legati ai servizi energia, prima di tutto la macanza di informazione nel campo, che fa percepire maggiormente il rischio legato ad attività di questo genere. A ciò si aggiungono gli ostacoli amministrativi, le procedure complesse, la suddivisione degli incentivi. Secondo Picchiolutto bisognerebbe intervenire nel settore attraverso varie iniziative, tra cui standardizzare gli strumenti di misura e verifica dei risparmi energetici e dei miglioramenti di efficienza raggiunti e realizzare iniziative per creare un ruolo esemplare della Pubblica Amministrazione attraverso il miglioramento della sua efficienza energetica. Infine è stata messa in evidenza la differenza tra il concetto di ESCO e ESPCO ed è stato illustrato il contratto servizio energia Plus, che può prevedere, direttamente o tramite eventuali atti aggiuntivi alla riqualificazione energetica dell’involucro edilizio e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

E’ quindi intervenuta Valentina Bini, FIRE, che, dopo avere presentato la Federazione e le principali attività da questa portate avanti, ha parlato dei sistemi di gestione energia e del ruolo dell’energy manager. Sono stati illustrati gli standard volontari, importanti perchè permettono alle aziende di organizzarsi nel miglior modo possibile e di tenere sotto controllo le attività, migliorando l’efficienza delle prestazioni (tra questi si ricorda la ISO 9001 sui sistema di gestione per la qualità). Parallelamente agli standard volontari sta nascendo una cultura aziendale dell’efficienza energetica, anche attraverso la figura dell’energy, con lo scopo di individuare gli impianti e le tecnologie più innovative per risparmiare energia, la progettazione dei prodotti, la scelta dei fornitori ed il migioramento dei comportamenti del personale. Bini ha evidenziato come l’energy manager spesso non viene messo in condizione di operare al meglio per l’assenza di una politica energetica aziendale e che ciò si ripercuote su tutto il sistema legato a tale figura.
La relatrice ha poi parlato dello standard elaborato dal CEN relativamente alla gestione energetica. La EN16001 fornisce, infatti, una guida pratica per creare e migliorare un Sistema di Gestione Energetico (SGE) attraverso il quale migliorare l’efficienza energetica delle organizzazioni e per fornire mezzi con cui sia chi sta all’esterno, sia chi opera internamente all’organizzazione, possa valutare gli aspetti specifici di un SGE e verificarne la validità. Grazie ad un buon SGE è possibile razionalizzare i processi produttivi, migliorare l’efficienza energetica e mantenimento dei risultati ottenuti, usufruire di accessi agevolati a finanziamenti pubblici e contributi economici e davere buoni ritorni d’immagine sul mercato.

Francesco Ferrari, Ausl di Imola, ha successivamente illustrato il caso della Sanità Emiliana e dei passi avanti fatti in questa Regione nel settore del risparmio energetico. L’Emilia Romagna ha messo a punto un quadro normativo che coinvolge pubblico e privati ed in cui, in particlare, troviamo la legge regionale n. 26/04 “Disciplina della programmazione energetica territoriale ed altre disposizioni in materia di energia ”, il piano energetico regionale e l’atto di indirizzo e coordinamento sui requisiti energetici e sulle procedure di certificazione energetica degli edifici.
Importanti obiettivi sono stati posti anche dall’Assessorato alle Politiche per la Salute, che ha previsto specifici risultati da conseguirsi in materia di uso razionale dell’energia già nel processo di produzione stessa dei servizi sanitari. Il programma delineato prevede la qualificazione dei consumi energetici e l’innovazione tecnologica nelle aziende sanitarie ed il miglioramento continuo delprocesso di gestione ambientale. Per raggiungere tali mete è stato istituito un gruppo regionale energia, con all’intermo ben 17 energy manager, ed un gruppo regionale gestione ambientale. I principali obiettivi del progetto “ Qualificazione dell’uso dell’energia”, prevedono, tra l’altro, la fornitura di energia elettrica (gara intercent- ER), una campagna di sensibilizzazione, informazione ed orientamento, la definizione di parametri per il consumo di energia in sanità e la preferenza alla produzione/utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Ferrari ha posto l’attenzione sull’importanza di impostare un buon energy management system in cui misure di efficienza energetica, conoscenza tecnica, comportamenti virtuosi convergano sull’obiettivo dell’uso razionale dell’energia come contributo importante della sostenibilità economica ed ambientale in sanità.

In tarda mattinata i lavori convegnistici sono andati avanti sottoforma di tavola rotonda.
Il tavolo di discussione, a cui hanno partecipato Massimo Passarelli di Napoletanagas, Giuseppe Dasti di Mediocredito Italiano e Luigi D’Onofrio di Enam, si è incentrato su qualche argomento chiave: rapporto tra aziende, ESCO, banche, sinergie con il settore pubblico, prospettive per il futuro. Ad aprire il dibattito è stato Passarelli che ha illustrato i passi avanti fatti da Napoletanagas nel campo energetico, evidenziando come l’azienda sia stata in Italia la prima società del settore, con sede nel Mezzogiorno, a conseguire nel 2002 la certificazione del sistema di gestione della salute e sicurezza del Lavoro e del Sistema di Gestione Ambientale. Oltre a ciò sono state avviate diverse iniziative come il Progetto Educativo Contemporaneo, in collaborazione con le scuole materne di Napoli e provincia, la distribuzione di kit per il risparmio idrico ed energetico a tutte le famiglie residenti nel comune di Benevento e l’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria presso la sede degli uffici tecnici della Napoletanagas. Per il futuro Napoletanagas sta collaborando con l’Università Federico II di Napoli sulla realizzazione di tecnologie di solar cooling. Altri passi importanti nel rapporto con il pubblico sono stati svolti da Enam, che ha collaborato assieme al comune di Pomigliano d’Arco, per avviare un processo di risparmio energetico. D’Onofrio ha parlato di come i due soggetti hanno interagito per la redazione del piano energetico comunale, del processo di pianificazione energetico-ambientale avviato nel 2006, per la realizzazione di 600 kW di impianti fotovoltaici (grazie al conto energia) istallati sulle strutture comunali , parchi pubblici, parcheggi, ecc. Oltre a ciò per il futuro è prevista la realizzazione di motori trigenerativi di piccola scala ad olio vegetale da utilizzare in una piscina comunale e la realizzazione di impianti solari termici negli asili. E’ stato poi avviato con un altro Comune campano un progetto per l’ assegnazione di lotti in area industriale per l’installazione di fotovoltaico, in cui il comune stesso si è riservato l’uso in comodato dei tetti in questione. Questa energia servirà ad illuminare i piazzali dell’area industriale. D’Onofrio sottolinea come ormai c’è una forte sinergia tra ENAM ed il comune di Pomigliano d’Arco, e che ciò ha prodotto buoni flussi di cassa ed aspetti molto positivi (anche sotto il punto di vista occupazionale).
Il punto di vista economico-bancario è stato portato in aula da Dasti di Mediocredito Italiano, che ha parlato della grande attenzione posta dal sistema del credito verso il comparto delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, nonchè della creazione di prodotti ad hoc. Le banche hanno suddiviso la filiera in target, aziende private e settore pubblico, verso cui indirizzare determinate offerte. In linea generale c’è stato un forte adeguamento del credito al mercato energetico, anche a livello di dipendenti, che ad oggi, presentano in vari casi una formazione scientifica e tecnica. Chi chiede il finanziamento, infatti, pretende che la banca sappia cos’è un cogeneratore o un impianto fotovoltaico, in breve chiede di parlare lo stesso linguaggio. Dasti conclude sottolineando l’importanza di creare una buona sinergia tra azienda fornitrice di servizi ed ente pubblico, poichè ciò comporterebbe un buon rapporto anche con la banca. I lavori convegnistici si sono chiusi con la consegna del Premio EnergyMed per l’Energia al comune di Prato.

Efficienza energetica: elementi della strategia complessiva  e Intervento – Daniele Novelli, MSE

L’evoluzione dei servizi per la gestione dell’energia negli Enti Pubblici – Sandro Picchiolutto

I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell’energy manager  – Valentina Bini, FIRE

Uso razionale dell’energia in sanità: l’esperienza della Regione Emilia Romagna – Francesco Ferrari, AUSL Imola

La possibile collaborazione tra Enti pubblici e distributori di energia: esempi concreti – Massimo Passerelli, Napoletanagas