Atti del Convegno a KeyEnergy:”Le nuove regole per i certificati bianchi”

Milano, 10 Novembre 2011

Nell’ambito della manifestazione Keyenergy si è svolto a Rimini il tradizionale appuntamento dedicato ai certificati bianchi, quest’anno incentrato sulle novità introdotte dalla recente delibera EEN 9/2011 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che ha modificato le linee guida del meccanismo, allo scopo di renderlo più interessante economicamente e di rispondere, almeno in parte, alla mancanza di titoli sul mercato.

L’evento – oltre all’impeccabile supporto di Fiera di Rimini – ha beneficiato di un’ampia partecipazione di pubblico, interessato a capire gli effetti collegati al nuovo provvedimento. L’assenza delle due istituzioni di riferimento, il Ministero dello sviluppo economico e l’AEEG, ha spinto la FIRE ad approfondire le modifiche allo schema, cogliendo le esigenze di buona parte della platea.

Il primo intervento è stato quello di Dario Di Santo, direttore della FIRE, che ha illustrato nel dettaglio lo schema, i risultati, le criticità e le novità, raccogliendo anche i quesiti dal pubblico. “Il provvedimento rappresenta un passo avanti e rende il meccanismo dei certificati bianchi molto più interessante, superando in buona parte l’ostacolo della soglia minima di progetto” ha evidenziato Di Santo “La scelta di anticipare i titoli sui progetti standardizzati a inizio 2012 dovrebbe inoltre consentire di recuperare i certificati mancanti sull’obbligo 2010 e di coprire buona parte di quello 2011. Questo, purché non si verifichino intoppi operativi, darà un minimo di respiro, ma sposterà il problema del mercato corto agli anni successivi se i coefficienti moltiplicativi non saranno sufficienti a colmare la distanza dell’offerta dagli obiettivi.” In effetti, i problemi dello schema avevano origine sia nella scarsa remuneratività del meccanismo, aspetto almeno in parte superato dai coefficienti moltiplicativi, sia nella complessità (addizionalità, necessità di misurazioni non sempre agevoli per buona parte degli interventi, schema complicato, etc.) non bilanciata da un contact point di facilitazione e supporto. Dunque sarà determinante l’intervento dell’MSE che dovrà rivedere il meccanismo nel suo complesso, in particolare assicurando che il meccanismo promuova efficacemente gli interventi di efficienza energetica. “L’intervento dell’Autorità migliora la situazione – e il discorso si fa davvero interessante per alcuni interventi, specie nel settore industriale –, ma la maggior parte delle problematiche deve trovare ancora una risposta, in parte dall’MSE, in parte dall’Autorità. A livello di strategia nazionale è poi essenziale puntare sulla comunicazione e sulla diffusione, fondamentali per consentire ai decisori e alle banche di investire in questo ambito e finanziare gli interventi, oltreché per semplificare la partecipazione al meccanismo”, ha concluso il direttore di FIRE.

La dott.ssa Marrocco del GME ha illustrato quindi l’andamento del mercato dei titoli e degli scambi bilaterali e le modalità con cui il Gestore dei mercati energetici si sta attrezzando per rispondere ai cambianti introdotti dalle linee guida e previsti dal D.Lgs. 28/2011.

In tema col decreto legislativo, l’elenco delle quindici schede inviate all’MSE dall’ENEA è stato illustrato dall’ing. Di Franco, che ha poi dettagliato i cambiamenti apportati dalle linee guida alla presentazione di progetti a consuntivo e ha invitato gli operatori a dialogare con gli esperti dell’ENEA per migliorare la presentazione di questi progetti, che assumono sempre più importanza nello schema, e proporre nuove schede semplificate.

L’ing. Santini di Federutility e l’ing. Albonico di Agesi hanno illustrato il punto di vista dei soggetti obbligati e delle ESCo, ossia dei principali attori del meccanismo insieme agli energy manager, che cominciano a prendere parte con un po’ più di convinzione allo schema. Per Santini i coefficienti moltiplicativi e l’aggiunta degli interventi sulle reti prevista dal D.Lgs. 28/2011 sono positivi, ma sarebbe opportuno semplificare il tema dell’addizionalità, fonte di non poche complicazioni per gli operatori, e rispondere al rapporto fra l’entità del rimborso in tariffa e il prezzo dei certificati, che penalizza i distributori. Albonico ha sottolineato le discrepanze fra provvedimenti legislativi e norme di dettaglio, facendo gli esempi della cogenerazione e del servizio energia, su cui delle circolari delle agenzie del Ministero dell’economia hanno pesato in negativo più di quanto lo abbiano fatto i provvedimenti di legislazione primaria. Sia Santini che Albonico hanno sottolineato l’esigenza di una maggiore sinergia fra gli operatori di settore e fra questi e le istituzioni, promuovendo tavoli di lavoro, patti territoriali, e un maggiore coordinamento.

Certificati bianchi: nuove linee guida – Dario di Santo, FIRE

L’andamento del mercato dei titoli – Silvia Marroco, GME

Linee guida sui progetti a consuntivo e nuove schede – Nino di Franco, Enea

Il punto di vista delle ESCO – Vincenzo Albonico, Agesi