Aspetti salienti del processo di liberalizzazione

L’attività di fornitura nel settore elettrico può essere suddivisa in quattro fasi: produzione e importazione, trasmissione e dispacciamento, distribuzione, vendita.

La produzione è un’attività liberalizzata e l’energia elettrica generata può essere autoconsumata, venduta attraverso contratti bilaterali, ceduta alla rete come eccedenza o venduta tramite la borsa elettrica, entrata in funzione ad aprile 2004. Il Decreto Bersani ammette una quota massima pari al 50% dell’energia elettrica prodotta ed importata in Italia per ogni soggetto. Per il raggiungimento di tale quota l’ENEL ha ceduto negli scorsi anni circa 15 GW di capacità produttiva. Viene inoltre imposto ai produttori ed agli importatori di immettere in rete energia elettrica da fonti rinnovabili pari almeno al 2% (dal 2004 incrementato dello 0,35% ogni anno) di quella da loro trattata, se superiore ai 100 GWh/anno al netto della cogenerazione.

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Figura 1. Contributo dei maggiori gruppi alla produzione annua lorda. Fonte AEEGSi

Le importazioni sono regolate dall’Autorità, secondo le indicazioni del MiSE, attraverso l’emanazione di apposite delibere, che danno le direttive a Terna per l’assegnazione della capacità transfrontaliera disponibile. La parte restante delle importazioni è suddivisa fra i contratti pluriennali preesistenti a favore del mercato vincolato ed i gestori della rete esteri, che ne dispongono autonomamente l’assegnazione.

La trasmissione consiste nel trasporto dell’elettricità sulle linee ad alta ed altissima tensione, la cui gestione e proprietà è della società Terna, insieme al servizio di dispacciamento, ossia il controllo simultaneo e continuo degli impianti di produzione e trasmissione al fine di permettere l’incontro tra domanda istantanea di energia e generazione.

L’attività di distribuzione è inerente al trasporto ed alla fornitura di elettricità sulle linee a media e bassa tensione ed è affidata dal MiSE tramite concessioni trentennali. Per razionalizzare tale attività in ogni ambito cittadino opera un solo esercente, che ha l’esclusiva di vendita ai clienti vincolati situati nel suo ambito territoriale.

L’obiettivo della riforma è di liberalizzare completamente anche la fase della vendita. Si è però deciso di rendere graduale tale processo, permettendo inizialmente solo ai clienti finali, caratterizzati dal raggiungimento di un volume minimo di consumi elettrici, di scegliere liberamente il fornitore e di contrattare il prezzo di vendita. La soglia di idoneità, estesa dal 2004 a tutti i clienti non domestici (ed ormai identica anche nel caso di membri di consorzi), allargherà nel 2007 a tutto il mercato la possibilità di scelta del fornitore, come già accaduto per il gas naturale. Distributori e grossisti sono considerati clienti idonei per la quota di energia destinata alla vendita ai propri clienti.
Le reti di trasmissione e distribuzione, considerati gli alti investimenti necessari per la realizzazione ed i conseguenti lunghi tempi di ammortamento, sono considerate monopoli naturali. Per tale motivo in ogni area territoriale può operare un solo distributore.